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domenica 13 aprile 2014

Riassunto della mia vita

42 mesi tra 2 giorni


- Lo sai perché mi piace cucinare?
- No, perché?
- Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte, l'impasto si addensa: è un tale conforto!

Meryl Streep dal film Julie & Julia

 
 



lunedì 24 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 23

26 mesi + 8 giorni

 
Solo immagini per il trionfo gastronomico de Il pranzo di Babette di Gabriel Axel (Danimarca, 1987) che, come molti avranno previsto, ho tenuto in fondo per il finale.
 
 
Chi non lo conoscesse può recuperare nei lunghi pomeriggi invernali, munito di coperta e cioccolatini: fa venire fame solo a nominarlo!
 
 
Cibo e spiritualità si abbinano qui in modo sorprendente, in una fiaba-apologo sulla bellezza della vita, nonostante tutto.
 
 
Monito anche a non sprecare il tempo dell'amore nella propria giovinezza.
 
 
Menù di Babette:
Brodo di tartaruga
 Blinis Dermidoff (grano saraceno con caviale e panna acida)
 Quaglie in crosta con salsa Périgourdine (foie gras e salsa al tartufo)
 Insalata mista
 Formaggi francesi
 Savarin al rum
 Frutta mista
 Caffè
 Friandises (piccola pasticceria): pinolate, frollini, amaretti
 Vini: Amontillado Clos de Vougeot 1845, Champagne Veuve Clicquot 1860
 
 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Buon appetito!
 
 
 
 
 

sabato 22 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 18

26 mesi + 3 giorni

Rush finale!

 
Per la casellina numero 18 vale la pena dare un'occhiata a Un tocco di zenzero di Tassos Boulmetis (Turchia 2003). Non è un capolavoro di film (chiedete a Micol!), ma il titolo evoca inequivocabilmente il profumo dei biscottini natalizi, fatti appunto con la spezia del titolo.

 
In più ho rispolverato che si parla di un nipote e di un nonno, perciò a maggior ragione mi sembra azzeccato per noi in questo periodo.

 
 
Fanis, professore universitario, fa un viaggio indietro nella memoria, ricordandosi delle vicende della sua famiglia durante il conflitto greco-turco.
 
 
Risalta, in particolare, la figura del nonno Vassilis, proprietario di una drogheria, dal quale egli ha imparato ad amare la buona cucina.
 
 
Speriamo che, tra qualche anno, anche Cico cominci a prendere il meglio delle passioni del Nonno, provetto creatore di tortelli di castagne che questa Vigilia ci mancheranno molto, soprattutto per la brillante convivialità che riuscivano a trasmettere.


PENSIERO AUTOSVEZZANTE
A volte i bambini amano i sapori forti: non stupiamoci, li hanno assaggiati attraverso il liquido amniotico!

 

venerdì 21 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 17

26 mesi + 2 giorni

Questo è un film insolito e molto particolare. Racconta le vicende di Jenna, che lavora con due amiche alla tavola calda Joe's Diner e aspira a vincere il premio di 25 mila dollari per la migliore torta. Le cose, però, si complicano, visto che lei - intrappolata in uno sfasciato matrimonio con l'insopportabile Earl - scopre di essere incinta.
 
 
Si intitola Waitress ed è stato girato da Adrienne Shelly - una delle altre attrici, putroppo scomparsa prima di poter godere il trionfo del film al Sundance Film Festival - nel 2007.
 
 
Ogni volta che si trova in difficoltà, Jenna crea un capolavoro di torta a cui dà nomi insoliti e molto particolari. Una gravidanza indesiderata,la spinge a creare la torta Non voglio il bambino di Earl (salata, con formaggio brie e prosciutto affumicato); o quella Il bambino piange come un dannato nel cuore della notte e rovina la mia vita (formaggio, noci, brandy e noce moscata).
 
 
 
E a complicare ulteriormente la situazione, c'è il fatto che Jenna si innamora del ginecologo che dovrebbe aiutarla a far nascere il bimbo... da cui altri capolavori gastronomici, come Earl mi ucciderà perché ho una relazione (more, lamponi e cioccolato) o Non posso avere nessuna relazione, perché è sbagliato e non voglio che Earl mi uccida (crema di vaniglia con banana). Alla fine, come è giusto, le cose troveranno un loro senso. Con tenerezza e ironia.
 
 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Secondo l'antroposofia, i cibi si accompagnano ai vari giorni della settimana e ai nostri stati d'animo. Ecco dunque il senso della minestrina per i piccoli con l'influenza e invece una decisa fetta d'arrosto per i piccoli voraci e in salute.
 
 
 

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 16

26 mesi + 1 giorno

E' quasi ora di cominciare il conto alla rovescia!


Una pioggerella di film per il Gran Finale che spero vi ispirino per le prossime vacanze, se avrete l'occasione di stare tranquilli e ben comodi sul divano.

Per la serie "cuochi e cuoche" è doverosa una citazione a...

... Julie & Julia di Nora Ephron, Usa 2009
Una commedia davvero graziosa, non solo sulla cucina, ma anche sui blog e sul matrimonio. Mi sono sopresa, ma non ci sono scene natalizie, anche se il film ha un'atmosfera decisamente invernale.


L'eroina è Julie Powell, un'impiegata governativa che decide di darsi un'occasione creativa e sperimenta per un anno le ricette di Julia Child, la moglie dell'ambasciatore americano a Parigi.


Julia viene a contatto con la cucina francese e, tornata in patria, attraverso un programma tv celeberrimo e poi con un libro di ricette, insegna agli Americani il buongusto a tavola.


PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Brindiamo anche con i nostri bambini, lo apprezzeranno di sicuro. Cico ne è sempre entusiasta!

 

venerdì 7 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 7

25 mesi + 22 giorni
Sant'Ambrogio

Per la casellina del 7 dicembre mi sono ispirata al film trasmesso ieri sera in tv e che non avevo mai visto, anche perché la maggior parte dei miei colleghi critici l'aveva, ai tempi, abbondantemente bocciato.
 
Sto parlando di Sapori e dissapori di Scott Hicks (Usa, 2007), - remake di un film tedesco del 2001 con Sergio Castellitto e Martina Gedeck - una commedia romantica che ben si adatta al clima di festosa vacanza dei Milanesi in occasione della festa del loro patrono.


 
I due protagonisti lavorano fianco a fianco (anzi, lei è il capo di lui) nella grande cucina di un ristorante chic di Manhattan, ma sono rivali e si detestano. Ci penserà la piccola Zoe, affidata alla zia dopo la morte della madre, a riappacificarli.
 

 
Mentre pregustate l'inevitabile e auspicato lieto fine, sono stata piacevolmente divertita da Zoe e Nick che cucinano insieme pizza e frittelle cantando La donna è mobile...

 
... e dalla complicità di Kate e Nick in divisa da chef.




PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Tavola, cibo e gestione dei bambini sono compiti che gravano quasi sempre sulle spalle della mamma che se ne deve accollare anche i risvolti psicologici. Coinvolgiamo di più i papà, lasciando ogni tanto carta bianca nella scelta del menù e affidando loro l'organizzazione nel servire, aiutare ed eventualmente imboccare i bambini. E naturalmente raccogliere quello che finisce per terra, allacciare le bavagline e asciugare le pozzanghere d'acqua e latte che spesso inondano la tovaglia e il vocabolario di latino.







giovedì 25 ottobre 2012

Dani

2 anni + 10 giorni
il primo post di Cico in persona 
 

Carissimi padrini,
questa è la storia allegra di una bambola. Che poi diventa un po' triste e poi, per fortuna, torna allegra.
Dunque ve la voglio raccontare.

Sapete meglio di me che dieci giorni fa ho soffiato sulle mie candeline azzurre. In un pacchetto ben confezionato che la Mamma è stata tanto gentile da aiutarmi ad aprire, ho trovato una bambola o, meglio, un bambolotto di pezza.
Sì, sì, lo so che sono un baldo giovane e porto i pantaloni, ma pare che avere tra le mani una figura umana sia un gioco molto divertente da fare a due anni. In effetti mi è piaciuto subito questo bambolotto con i capelli castani e il gilet e l'ho prontamente accecato con due ditina svelte e furbe.

Il Papà mi ha detto di dare un nome alla mia bambola, ma nessuno ha avuto un'idea brillante e così è rimasta semplicemente la Bambola per tutta la sera e i giorni seguenti.
Intanto in casa vedevo che la Mamma e il Papà facevano più mestieri del solito e hanno perfino lavato ben bene i pavimenti, cosa che riservano solo alle Grandi Occasioni. Mi hanno spiegato che ci stavamo preparando per accogliervi da noi, per fare festa insieme, per dirmi ancora una volta Buon compleanno! ed erano molto felici.

Giovedì, però, qualcosa è cambiato: il Papà è tornato a casa dal lavoro al mattino e quando ha spiegato alla Mamma il perché, tutti e due sono diventati tristi.
Io non capivo, ma c'era la Bambola a farmi compagnia che mi ha detto di non preoccuparmi troppo: in bambolese - una lingua che noi bambini capiamo senza bisogno di studiare - mi ha spiegato che il vostro Daniele è partito per il Cielo, un viaggio lungo da cui non si ritorna, ma da dove si possono proteggere tutti gli amici che ci hanno voluto bene.

"Ah, certo!" ho risposto io telepaticamente: "Daniele me lo ricordo proprio bene, ho assaggiato il suo risotto alla sangria dalla pancia della Mamma e poi gli ho anche spedito la mia foto là in Brasile il giorno del suo compleanno".
"Ma ti dirò di più, cara Bambola, noi bambini che ancora non parliamo siamo connessi con l'intero Cosmo e vediamo e sentiamo e percepiamo tante cose. Magari Daniele passerà di qua a salutarci".

La Mamma e il Papà hanno fatto insieme il loro primo viaggio senza di me per venire da voi, una volta domenica e una volta lunedì. Quando sono tornati a casa, ho subito capito che la Bambola era stata a trovarvi nella notte, perché la Mamma ha detto che il funerale sembrava una festa e che voi, carissimi, avevate invitato tutti a tornare a casa con il sorriso.
Il Papà ha aggiunto poi che padrini migliori di voi non esistono, che siete forti e coraggiosi e bla, bla, bla...
Quanto parlano, questi genitori! Devono sempre spiegare tutto! Per forza siete i padrini migliori del mondo, siete i MIEI padrini!

Quella sera, mentre la Mamma e io giocavamo sul tappeto, l'idea brillante è arrivata: la Bambola ha fatto capire chiaramente il suo nome e, come per magia, è stata chiamata Dani, con tanto di applauso da parte del Papà.
Finora Dani si è dimostrato disponibile, allegro e molto, ma molto paziente: è finito a gambe all'aria sul pavimento, è stato trascinato per un piede lungo il corridoio ed è stato salvato per un pelo dall'annegamento nel bidet. Quando è troppo stanco, si siede a riposare sulla poltroncina di vimini di una certa Ester, una bambina simpatica che, se non sbaglio, conoscete bene.

Queste sono le cose capitate in questa settimana dolceamara. Da parte mia di bambino di due anni posso solo mandarvi un bacio e promettervi che sarò sempre sorridente.
Vi aspetto presto!
Cico



P.S. La Mamma - che fa uno strano lavoro e ogni tanto mi porta in piena notte in gelide sale con misteriose figure che si muovono su una parete illuminata (capite, adesso, perché hanno scelto i migliori padrini del mondo? Perché non si sa mai come va a finire, con queste mamme e papà mezzi artisti!) - vuole dedicarvi la sequenza finale del film...

... Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi di Brad Silberling, Usa 2004


 
 
 
Nota della Mamma:

Nel 1999 lo scrittore statunitense Daniel Handler scelse lo pseudonimo Lemony Snicket per pubblicare i suoi libri per ragazzi, raccolti sotto il titolo complessivo Una serie di sfortunati eventi. Con la tipica sovrapposizione di ruoli tanto cara alla letteratura, Lemony Snicket è anche il nome del personaggio-narratore delle vicende dei protagonisti, i tre ingegnosi fratelli Baudelaire, troppo presto divenuti orfani.


Lemony Snicket che, quando cala la sera, si ritira a scrivere nascosto nella torre dell'orologio è l'esempio dei nuovi narratori del web, i blogger. Per questo invito a dare un'occhiata al blog di Daniele, Buone nuove dal Brasile, per conoscerlo meglio e dargli un ultimo saluto.
 

 
 
 

lunedì 10 settembre 2012

Libri sui bambini e il cibo

22 mesi + 3 settimane


Completo la mia carrellata con una breve rassegna di titoli di libri sul rapporto tra bambini e cibo che possono risultare interessanti.
 
La base dell'autosvezzamento è contenuta nel libro di Lucio Piermarini Io mi svezzo da solo (Bonomi Editore), la cui immagine di copertina vedete proprio qua sopra. E' un libro-saggio, una base per smontare molti pregiudizi sull'alimentazione infantile con la spiegazione storica del perché si siano radicati nel nostro senso comune. Con un po' di intuito, potrete già capire, leggendo il testo, le tappe operative dell'alimentazione complementare a richiesta, anche se l'autore non dà tutte le risposte ai dubbi che verrebbero in mente a una mamma, a mano a mano che si presentano le varie situazioni. Lo scopo del volume, infatti, non è manualistico, ma filosofico: l'invito a cambiare punto di vista e a considerare il bambino un vero e proprio commensale, con pari dignità della nonna, del fratello maggiore o di un ospite gradito.
 
Un aiuto concreto per la quotidianità viene invece da:
 
Paola Negri, W la pappa!, Urra edizioni 2010
 

L'autrice - consulente per l'allattamento e mamma di 4 figli - spiega nel dettaglio che cosa fare per praticare l'autosvezzamento e vaglia con attenzione tutte le possibili obiezioni, come per esempio il rapporto tra peso del bambino e assorbimento del ferro, oppure le differenze tra bambini che non bevono latte e quelli che invece ne sono ghiotti. Completano il libro un ricettario elaborato e sperimentato dalla Negri stessa e una proposta per modificare in meglio la propria dieta, coerentemente con le sfide globali e la lotta alla fame nel mondo.
 




Carlos Gonzalez, Il mio bambino non mi mangia, Bonomi editore 2003
 
Dallo stesso autore di Bésame mucho, un libro altrettanto ricco di umorismo e sentimenti per fare fronte alle difficoltà del bambino rispetto al cibo, per scoprire che... non si tratta di difficoltà. E' di grande aiuto per le mamme (e per i papà) se si fidano del fatto che l'inappetenza è un problema di equilibrio tra quello che un bambino mangia e quello che sua madre si aspetta che mangi. Non si parla di autosvezzamento vero e proprio, ma il pilastro centrale è il medesimo: il bambino conosce molto bene ciò di cui ha bisogno.




 
 
T. Berry Brazelton, Il tuo bambino e... il cibo, Raffaello Cortina 2004
 
Questo è uno dei volumi dedicati a un ambito specifico dell'infanzia e, secondo il mio parere, l'unico valido. Non propone l'autosvezzamento, ma fa una calzante associazione tra il disinteresse per il cibo che, talvolta, i bambini manifestano e la diretta espressione della loro insofferenza a stare seduti fermi. Le necessità neurologiche del movimento e l'impegno per affinare le capacità motorie sono di gran lunga superiori alle necessità nutritive. Perciò l'autore dà, diplomaticamente, il più saggio dei consigli: non fare assolutamente nulla!


 
Lina Spinazzé, Gli gnomi mangioni, Kellermann 2006
 
Questo è un breve e poetico ricettario per bambini. Le ricette proposte sono facilissime da realizzare anche per i cuochi meno esperti e sono scritte in corsivo come su un vecchio quaderno. La prefazione è molto interessante e invita a essere fantasiosi nel proporre ai bambini nomi di piatti amici che resterano nei loro ricordi. Ottimi i consigli per le varie occasioni in cui proporre una preparazione o l'altra.
 






Miralda Colombo, Il cucchiaino di Alice, Gallucci 2011
 
Questa è la realizzazione di un sogno: quello di Miralda, mamma di Alice e blogger, che ha tratto dall'omonimo blog un libro fotografico accattivante e moderno. Fa da filo conduttore l'esperienza tra i fornelli e a tavola con la sua bambina che, passo passo, è stata guidata ai piaceri della buona tavola da una mamma estrosa. Il fatto interessante è che la piccola si è interessata poi alla preparazione del cibo, uno step fondamentale verso l'autonomia. Autosvezzamento... filmato!



 


Claudia Brignoli, Il pentolino, Aedel Edizioni 2007

Un altro ricettario dedicato solamente ai cereali. In effetti, che cosa proponiamo ai nostri figli di primo? Pane e pasta (cioè grano) e riso. Ma trascuriamo orzo, farro, miglio, avena, bulgur, mais, quinoa, amaranto e segale. Sfatando il mito che occorrano tempi lunghi per variare il nostro ventaglio di ricette, l'autrice propone piatti semplici, insaporiti con erbe aromatiche, adatti ai bambini dall'anno in su, sostiene Brignoli. Ma invece lo sappiamo, ripetete con me: adatti da quando volete voi!
 





Buona lettura e buona cucina!
 
 

domenica 13 maggio 2012

Adozione internazionale e torta di carote

alle soglie dei 19 mesi

Alla tv stanno trasmettendo...

... Julie & Julia di Nora Ephron, Usa 2009
Una commedia davvero graziosa, non solo sulla cucina, ma anche sui blog e sul matrimonio. L'eroina è Julie Powell, un'impiegata governativa che decide di darsi un'occasione creativa e sperimenta per un anno le ricette di Julia Child, la moglie dell'ambasciatore americano a Parigi. Julia viene a contatto con la cucina francese e, tornata in patria, attraverso un programma tv celeberrimo e poi con un libro di ricette, insegna agli Americani il buongusto a tavola.

Nel film Julia Child si lamenta di non capire il francese, mentre per due settimane in casa nostra si è parlato solo inglese con una ragazza slovacca - Simona - che vive in Repubblica Ceca ed è venuta a visitare l'Italia.
Il Papà di Cico ha dovuto fare i conti con questa verità: il padre di Simona ha la sua età e Simona potrebbe essere quindi sua figlia. Lei, d'altro canto, potrebbe essere la mamma di Cico, perché sua madre l'ha avuta all'età attuale della figlia. Se non vi raccapezzate più ve la semplifico così: noi abbiamo adottato Simona e lei ha adottato Cico.

Più che sull'arte e sulle visite ai musei, i veri interessi di Simona si concentravano infatti su:

a. Cico
b. cibo

Il punto a. è stato risolto con un baby-sitting improvvisato e molto congeniale a Cico stesso che, ben contento di avere tra le mani il classico "pollo da spennare", è salito su tutti i tavoli e i piani di lavoro, è stato trasportato in braccio un tutte le stanze, ha giocato con gli occhiali da sole della sua nuova tata impiastricciandoli a dovere e ha trionfalmente mescolato al sale grosso le stelline di pastina.
Simona, giovane, sportiva e resistente alla stanchezza, non si è fatta nessun problema a sostenerlo in tutte le sue esplorazioni.

Il punto b. è stato affrontato con grandi classici come pasta al pomodoro, tagliatelle al pesto, risotto giallo, pizza, salatini. E siccome il desert (pronuncia désert in slovacco) era ancor di più al centro degli interessi della ragazza, mi sono cimentata con quanto segue:

TORTA DI CAROTE

Premessa:

Nella mia carriera di esecutrice di dolci ho provati diversi tipi di torta di carote, affascinata dall'idea dell'ingrediente salato nel dessert. Devo dire che le ricette precedenti sono state piuttosto deludenti, perciò ho abbandonato l'impresa per diversi anni. Quella che vi scrivo qui di seguito è al di sopra delle più rosee aspettative!

Ingredienti:
  • 150 gr di farina
  • 150 gr di carote
  • 120 gr di nocciole
  • 80 gr di zucchero
  • 50 gr di burro
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 pizzico di cannella (facoltativo) per la felicità di Martino, il mio assaggiatore privilegiato.

Procedimento:

Tritate le nocciole nel mixer. Grattuggiate finemente le carote, dopo averle raschiate. Amalgamate in una ciotola carote, nocciole, farina, zucchero e lievito. Unite il latte e il burro fuso. Lavorate bene il composto e, se fosse troppo consistente, aggiungete ancora un cucchiaio di latte.
Imburrate e infarinate uno stampo da plum-cake lungo 24 cm, versatevi l'impasto e cuocete in forno già caldo a 200° C per 30 minuti. Se avete un forno elettrico, consiglio vivamente di mettere la tortiera sul ripiano più basso.
Servite la torta di carote fredda, a fette e spolverizzata di zucchero al velo.


Chi ha rapito la tigre e l'agnellino?!?


domenica 6 maggio 2012

Quell'inconfondibile sapore di... merendas!

18 mesi + 21 giorni

Mi rendo conto del tempo che passa quando... passa troppo tempo dall'ultimo post e, tornando sulla bacheca di blogspot, trovo l'interfaccia grafica completamente modificata.

Mentre mi abituo alle nuove impostazioni, vi aggiorno su Cico che ultimamente è "tornato a Canossa", cioè si è ricreduto sui cereali. Pane, pasta, pastina, gnocchi e tortellini lo attraggono quasi quanto l'acqua del bidet, al quale dedica una mezz'ora di "lavoro" mattutino: lava i pupazzetti di gomma, la carta igienica, le foglie dello Spathiphyllum e il pavimento. Alla fine, soddisfatto e zuppo, si fa sfilare la casacca del pigiama rosicchiando tranquillo il suo panino/grissino/biscottino.
Anche lui ha sprazzi di normalità da consumo di frumento! Mi viene quasi da ridere al pensiero della sua presunta celiachia...

Dopo 34 anni di matrimonio, la nonna si è cimentata con gli gnocchi casalinghi, moooolto buoni:



Osservando il decoro del piatto, riconoscerete la farfallina della celebre casa produttrice di pastasciutta e di dolciumi. Casa che ha pensato di assoldare un celeberrimo attore spagnolo per accrescere l'immaginario eco-friendly dei suoi biscotti da colazione. A casa nostra, per merito di un lapsus semi-volontario del Papà di Cico, costui è stato ribattezzato Merendas tra l'ilarità generale.

Non mi resta che proporvi il ripassone di...

... La maschera di Zorro di Martin Campbell, Usa 2005
Non so voi, ma in questo film Merendas sembrava un belloccio niente male, coadiuvato dall'allora esordiente e in gran forma Catherine Zeta-Jones. Mi sono accorta solo qualche anno dopo che ha le gambe corte e sta invecchiando a vista d'occhio. Il paragone con le merendinas della mia infanzia regge alla perfezione: cioccolato fasullo e pasta frolla un po'... bah!


P.S. Il piatto fa parte di una collezione di uno spassoso vicino di casa che mi ha lasciato in eredità un servizio da dodici coperti + flaconi di detersivi per il lavaggio dei suddetti.

giovedì 18 agosto 2011

Anniversario

10 mesi + 2 giorni
Ricorrono i dieci anni dalla scomparsa della nonna Ornella che né io né Cico abbiamo mai conosciuto. Tra le molte virtù a lei attribuite, c’è anche quella di essere stata una cuoca sopraffina. Si tramanda un libro di ricette – divenuto storico quanto consumato dall’intenso sfogliare – che non è altro che un’agenda del 1977. Lì si trovano appunti e ritagli preziosi:
-          tortelli di castagne
-          bomba di riso
-          bensone
-          castagnaccio
-          salsa per trote affumicate
e molte altre ancora. Leggendole si capisce dalle abbreviazioni usate e dalle frasi scarabocchiate in fretta che i passaggi le erano talmente chiari in testa, da non aver bisogno di dilungarsi in minuziose trascrizioni di dosaggi e tempi di cottura. La bravura e l’esperienza ci allontanano dalla necessità di fissare per iscritto la nostra quotidianità. Anche la cucina così come la vita scorre e se ne va e il ricordo di una persona eccellente si fissa solo in chi ha potuto avere la fortuna di… essere ospitato a pranzo o a cena.

... I ponti di Madison County di Clint Eastwood, Usa 1995
Uno dei film preferiti di Ornella, adattamento romantico del romanzo di Robert James Waller. Francesca passa la vita a cucinare per un marito distratto (per usare un eufemismo) e per due odiosi adolescenti. Quando nella sconfinata prateria americana giunge Robert, affascinante fotografo... Il dilemma è: restare o partire? Cinema amletico per adulti.

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