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domenica 13 aprile 2014

Riassunto della mia vita

42 mesi tra 2 giorni


- Lo sai perché mi piace cucinare?
- No, perché?
- Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte, l'impasto si addensa: è un tale conforto!

Meryl Streep dal film Julie & Julia

 
 



domenica 23 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 20

26 mesi + 5 giorni

Cico si accorge dell'atmosfera che sta cambiando in vista dell'approssimarsi del Natale? A giudicare dai furti di pecore dal presepio, in netto aumento in questi giorni, direi proprio di sì.
 
 
Per festeggiare il suo mondo fatto di dettagli e piccole magie, sceglierei per oggi Casper di Brad Silberling (Usa, 1995), dove un fantasma bambino, con tanto di cappello da chef, prepara uno splendido succo di frutta alla sua nuova amica Kat.
 
 
Una piccola citazione anche per Matilda 6 mitica di Danny De Vito (Usa, 1996), dove l'indipendente e bravissima Matilda a soli sei anni cucina profumatissimi pancake per la sua colazione letteraria.
 
 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Non vedo l'ora che Cico mi prepari la colazione!
;-)
 
 
 
 
 
 
 

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 19

26 mesi + 4 giorni

Sulla scia di Un tocco di zenzero, c'è Soul Kitchen di Fatih Akin (Germania, 2009). Per me è un piccolo capolavoro!
 
 
Zinos, uno chef greco-turco che vive ad Amburgo, deve gestire da solo il ristorantino del fratello. Il locale si chiama Soul Kitchen, è pieno di debiti e deve superare un'imminente visita da parte degli ispettori dell'istituto d'igiene.
 
 
Come se non bastasse Zinos viene piegato in due da un colpo della strega improvviso e gli tocca farsi rimettere in sesto da Anna, una fisioterapista in gamba che riesce a evitargli i controlli di routine da parte dello stato.
 
 
In tutta questa confusione, Zinos assume un cuoco psicotico che quando è nervoso affigge i coltelli alle pareti e realizza piatti come "Costolette d'agnellino 'meeehhh' con ratatouille di verdure".
 
Si ride molto, in un'atmosfera tra lo sboccato e il tifo acceso per i nostri, sperando che ce la facciano a salvare il ristorante.
 
 
E, per accontentare tutti, non manca neanche un delizioso tête-à-tête!
 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Ho molto rispetto per chi cucina 4 volte al giorno, sempre in piedi. Nella fattispecie le mamme!
 
 
 

sabato 22 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 18

26 mesi + 3 giorni

Rush finale!

 
Per la casellina numero 18 vale la pena dare un'occhiata a Un tocco di zenzero di Tassos Boulmetis (Turchia 2003). Non è un capolavoro di film (chiedete a Micol!), ma il titolo evoca inequivocabilmente il profumo dei biscottini natalizi, fatti appunto con la spezia del titolo.

 
In più ho rispolverato che si parla di un nipote e di un nonno, perciò a maggior ragione mi sembra azzeccato per noi in questo periodo.

 
 
Fanis, professore universitario, fa un viaggio indietro nella memoria, ricordandosi delle vicende della sua famiglia durante il conflitto greco-turco.
 
 
Risalta, in particolare, la figura del nonno Vassilis, proprietario di una drogheria, dal quale egli ha imparato ad amare la buona cucina.
 
 
Speriamo che, tra qualche anno, anche Cico cominci a prendere il meglio delle passioni del Nonno, provetto creatore di tortelli di castagne che questa Vigilia ci mancheranno molto, soprattutto per la brillante convivialità che riuscivano a trasmettere.


PENSIERO AUTOSVEZZANTE
A volte i bambini amano i sapori forti: non stupiamoci, li hanno assaggiati attraverso il liquido amniotico!

 

venerdì 21 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 17

26 mesi + 2 giorni

Questo è un film insolito e molto particolare. Racconta le vicende di Jenna, che lavora con due amiche alla tavola calda Joe's Diner e aspira a vincere il premio di 25 mila dollari per la migliore torta. Le cose, però, si complicano, visto che lei - intrappolata in uno sfasciato matrimonio con l'insopportabile Earl - scopre di essere incinta.
 
 
Si intitola Waitress ed è stato girato da Adrienne Shelly - una delle altre attrici, putroppo scomparsa prima di poter godere il trionfo del film al Sundance Film Festival - nel 2007.
 
 
Ogni volta che si trova in difficoltà, Jenna crea un capolavoro di torta a cui dà nomi insoliti e molto particolari. Una gravidanza indesiderata,la spinge a creare la torta Non voglio il bambino di Earl (salata, con formaggio brie e prosciutto affumicato); o quella Il bambino piange come un dannato nel cuore della notte e rovina la mia vita (formaggio, noci, brandy e noce moscata).
 
 
 
E a complicare ulteriormente la situazione, c'è il fatto che Jenna si innamora del ginecologo che dovrebbe aiutarla a far nascere il bimbo... da cui altri capolavori gastronomici, come Earl mi ucciderà perché ho una relazione (more, lamponi e cioccolato) o Non posso avere nessuna relazione, perché è sbagliato e non voglio che Earl mi uccida (crema di vaniglia con banana). Alla fine, come è giusto, le cose troveranno un loro senso. Con tenerezza e ironia.
 
 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Secondo l'antroposofia, i cibi si accompagnano ai vari giorni della settimana e ai nostri stati d'animo. Ecco dunque il senso della minestrina per i piccoli con l'influenza e invece una decisa fetta d'arrosto per i piccoli voraci e in salute.
 
 
 

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 16

26 mesi + 1 giorno

E' quasi ora di cominciare il conto alla rovescia!


Una pioggerella di film per il Gran Finale che spero vi ispirino per le prossime vacanze, se avrete l'occasione di stare tranquilli e ben comodi sul divano.

Per la serie "cuochi e cuoche" è doverosa una citazione a...

... Julie & Julia di Nora Ephron, Usa 2009
Una commedia davvero graziosa, non solo sulla cucina, ma anche sui blog e sul matrimonio. Mi sono sopresa, ma non ci sono scene natalizie, anche se il film ha un'atmosfera decisamente invernale.


L'eroina è Julie Powell, un'impiegata governativa che decide di darsi un'occasione creativa e sperimenta per un anno le ricette di Julia Child, la moglie dell'ambasciatore americano a Parigi.


Julia viene a contatto con la cucina francese e, tornata in patria, attraverso un programma tv celeberrimo e poi con un libro di ricette, insegna agli Americani il buongusto a tavola.


PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Brindiamo anche con i nostri bambini, lo apprezzeranno di sicuro. Cico ne è sempre entusiasta!

 

mercoledì 19 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 14

25 mesi + 29 giorni

Il tempo dell'attesa (e della preparazione) che l'Avvento rappresenta è ben descritto dal fortunato film La fabbrica di cioccolato di Tim Burton (Usa, 2005), che si presta anche a essere interpretato come un'originale riflessione sul cibo e le sue implicazioni educative, psicologiche e affettive.
 
I bambini protagonisti che devono attraversare la fabbrica del titolo, tra i quali l'eccentrico proprietario sceglierà il suo erede, sono la personificazione dei vari tipi di "vizi sociali" prodotti da un'educazione allo stesso tempo permissiva e troppo poco affettuosa.
 
L'aspetto interessante è che ciascun bambino rivela molto di sé dal suo rapporto con il cibo


perciò abbiamo la masticatrice incallita di chewing-gum...


... l'obeso onnivoro...


... e la smorfiosa maniaca di lecca-lecca.
 
 
Infine c'è Charlie



che vive in una casetta poverissima, costretto a mangiare solo zuppa di cavolo, appassionato di cioccolato, ma che si sa trattenere davanti alle cascate della fiabesca fabbrica.


E alla fine ci sarà un dolce premio per lui e la sua famiglia, spolverizzati di zucchero al velo da tre mega spargitori super accessoriati! E' un'idea per un regalo di Natale (a me, naturalmente!).


PENSIERO AUTOSVEZZANTE
I dolci non devono avere un senso, per questo sono dolci.
Parenti: questa è la parola impronunciabile!


 

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 12

25 mesi + 27 giorni

Ultimamente Cico si consola con la visione ininterrotta del già citato Baby Van Gogh e io uso questi momenti per sdraiarmi sul divano e non pensare, nelle brevissime pause che il lavoro arretrato mi concede. Non voglio pensare, soprattutto, al fatto che non ho niente di pronto per Natale, né regali, né menu, né tempo libero per correre ai ripari; perciò spero vivamente che una coltre spessa, fredda e insormontabile di neve ci blocchi a casa, sollevandoci dagli obblighi stagionali.

A furia di vedere e rivedere cartelli con le scritte dei colori che scorrono sotto i nostri occhi, il mio cervello va da solo e fa anagrammi. Ecco quanto ho potuto constatare questa settimana:

GIALLO = IL LAGO
VERDE = VEDER
ARANCIONE = O, CANARINI!
VIOLA = VOLAI
ROSSO = SORSO
BLU = anagramma impossibile
 
Per fortuna trattasi di audiovisivo didattico: mancano moltissimi altri colori! Provvedo io a riabilitare il marrone con un film per non pensare.

 
 
Ed ecco Chocolat di Lasse Hallström (Usa, 2000), dove la bella Vianne/Juliette Binoche seduce a colpi di cioccolatini il fusto bello e dannato Roux/Johnny Depp che suona la chitarra e vive su una chiatta...
 
 
... e che rimane al top del fascino anche quando porta in tavola un tacchino.

 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Provate a raggruppare gli alimenti secondo il colore: è divertente!
 
Quanti sono i cibi marroni?
 
- tutti i dessert e i biscotti a base di cacao e cioccolato
- castagne
- nocciole
- noci
- uvetta
- polpettone e polpette
- ripieno di carne di tortellini & co.
- spezie macinate
- tè e tisane
...
...
 
 
 
 
 
 



venerdì 14 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 11

25 mesi + 26 giorni

Partecipare a un funerale come diretti interessati può rivelarsi sorprendente. L'occasione è ghiotta per avere sotto gli occhi un panorama umano completo, condensato in poche unità, ma rappresentativo di tutte le tipologie di persone.
 

Funeral Party di Frank Oz, Uk 2007
anche ai funerali si mangia!

Il manager di successo, fintamente rattristato, l'artista sopra le righe ma simpatico, quelli che non piangerebbero neanche per il Gatto morto ma che invece si sciolgono in lacrime perché Dio è morto, vale a dire un autentico mito per chi pensa solo al lavoro. E non manca infine l'amante che passa per la vedova.
 
Poi ci sono gli amici, quelli sì che si riconoscono tra mille: loro sono davvero tristi e i messaggi che lasciano sul quadernetto rosso dei ricordi sono commoventi, perché fanno rivivere un'epoca che sta tramontando, fatta di gente sopravvissuta alla guerra che credeva davvero in un mondo migliore.
 
E poi... e poi ci sono io, la nuora per la legge. La Mamma dell'Erede al Trono per il Nonno. Ho un momento di distacco quando salgo all'altare a leggere la preghiera finale. Guardo la folla sotto di me, silenziosa e in attesa.
 
Ripenso all'uomo che portava il nome ufficiale di Suocero; al quale davo del lei da giovane fidanzata e che mi incuteva anche un po' di timore. La mente vola a un giorno freddo e terso di ottobre. Sono vestita di bianco. Uno scroscio di applausi alle mie spalle, "gli sposi salutino le loro nuove famiglie".
Mi volto e vado incontro all'Architetto, alla Star, al Mito che ora è solo un papà emozionato in un giorno felice.
 
Mi abbraccia, mi dà un bacio. Conservo una fotografia di quel momento. La foto non rivela la sola parola che mi sussurrò all'orecchio: "Grazie!".

Grazie a te, dunque, grazie. E' stato bello fare parte della tua vita.
 




venerdì 7 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 7

25 mesi + 22 giorni
Sant'Ambrogio

Per la casellina del 7 dicembre mi sono ispirata al film trasmesso ieri sera in tv e che non avevo mai visto, anche perché la maggior parte dei miei colleghi critici l'aveva, ai tempi, abbondantemente bocciato.
 
Sto parlando di Sapori e dissapori di Scott Hicks (Usa, 2007), - remake di un film tedesco del 2001 con Sergio Castellitto e Martina Gedeck - una commedia romantica che ben si adatta al clima di festosa vacanza dei Milanesi in occasione della festa del loro patrono.


 
I due protagonisti lavorano fianco a fianco (anzi, lei è il capo di lui) nella grande cucina di un ristorante chic di Manhattan, ma sono rivali e si detestano. Ci penserà la piccola Zoe, affidata alla zia dopo la morte della madre, a riappacificarli.
 

 
Mentre pregustate l'inevitabile e auspicato lieto fine, sono stata piacevolmente divertita da Zoe e Nick che cucinano insieme pizza e frittelle cantando La donna è mobile...

 
... e dalla complicità di Kate e Nick in divisa da chef.




PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Tavola, cibo e gestione dei bambini sono compiti che gravano quasi sempre sulle spalle della mamma che se ne deve accollare anche i risvolti psicologici. Coinvolgiamo di più i papà, lasciando ogni tanto carta bianca nella scelta del menù e affidando loro l'organizzazione nel servire, aiutare ed eventualmente imboccare i bambini. E naturalmente raccogliere quello che finisce per terra, allacciare le bavagline e asciugare le pozzanghere d'acqua e latte che spesso inondano la tovaglia e il vocabolario di latino.







mercoledì 5 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 5

25 mesi + 20 giorni

Un'altra interpretazione in chiave comica del cibo gigante è quella data da Woody Allen in Il dormiglione (Usa, 1973), dove Mike Monroe, ricoverato per una banale operazione chirurgica, si risveglia dall'ibernazione nel 2173.
 
Ad attenderlo c'è un futuro strampalato e tutto alla rovescia: il fumo è un toccasana e i dolci sono il nutrimento migliore, mentre frutta e verdura vanno consumate con parsimonia.

 
Gli ortaggi, coltivati e irrigati medianti speciali cavi fosforescenti, sono extra-large.
 
 
Con una fragola si possono stordire gli inseguitori, mentre una banana può essere molto difficile da trasportare!
 
 
E alla fine Woody pranzerà con una voluttuosa gamba di sedano!
 
Resta celeberrima la battuta tra il medico che assiste al risveglio di Mike e Woody stesso:
 
- "E poi dove sono io? Che ne è di tutti? Dove sono i miei amici?".
- "Deve capire che chiunque lei conoscesse è morto da quasi duecento anni".
- "Perché non erano vegetariani!".



PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Adesso avete capito perché Cico si ingozza volentierissimo di torta al cioccolato: si tiene in forma per vivere fino al 2173!
:-D




 

martedì 4 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 4

25 mesi + 19 giorni

Per completare la trilogia sull'opulenza del cibo, vi  propongo oggi una versione ironica dei contadini affamati dell'Ottocento.
 
Dalla quarta finestrella spunta un grande classico di disneiana memoria, Topolino e il fagiolo magico di Hamilton Luske e Bill Roberts (Usa 1947), che ha avuto una storia piuttosto travagliata: è infatti realizzato negli anni Quaranta, ma poté arrivare nelle sale cinematografiche solo nel 1963 a causa degli stravolgimenti della guerra. Lo si ricorda anche perché è stato l'ultimo film in cui Walt Disney ha dato la voce a Topolino.
 
 
Un irascibile contadino Paperino sta per impazzire dalla fame, costretto a mangiare un panino trasparente con una fettina minuscola di fagiolo che l'ingenuo Topolino ha scambiato per una mucca!
 
 
 
Nottetempo, invece, cresce una pianta di fagioli che porta il gruppetto alla dimora dell'orco, colpevole di aver provocato la devastante carestia che affama la campagna. Qui c'è il coronamento di un sogno: i nostri eroi trovano una tavola imbandita con cibi enormi. Memorabile il mare di gelatina rosa con cui deve lottare Pippo (non ci sono immagini, ma con un po' di pazienza trovate lo spezzone video su YouTube) e la ciotola piena di
 
 
piselli giganti!

PENSIERO AUTOSVEZZANTE
I bambini trascorrono i primi anni di vita come nella dimora dell'orco: non vedono sopra il tavolo, non riescono a guardare dalla finestra, le sedie sono irraggiungibilmente alte.
Pensate a come deve apparir loro strano il cibo... Ma come per Pippo è un nuovo stupendo gioco che mette a dura prova la loro fantasia e resistenza! Fino a quando è un gioco? Difficile dirlo, ognuno ha i suoi tempi!


 

giovedì 11 ottobre 2012

Flash-forward

23 mesi + 26 giorni

Dato che ho ricevuto insistenti richieste di suggerimenti cinematografici con sottofondo romantico, ho pensato di farvi una piccola sorpresa.
Questa volta, invece di fare ricorso al mio archivio personale, vi presento quattro titoli di commedie romantiche di imminente uscita in sala. Così, se volete, potrete commuovervi al buio senza che nessuno scopra il vostro cuore d'oro dietro la ruvida scorza!!
 
:-P
 
Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, Italia 2012
Esce domani la nuova commedia del regista livornese che prende un accento sentimentale nel senso migliore del termine. Qui ci racconta delle vicende di Guido e Antonia, precari nel lavoro, solidissimi nell'amore che danzano a passo leggero il loro percorso di coppia. Anche loro hanno un desiderio che stenta ad avverarsi, ma...
In sala dall'11 ottobre, dai 16 anni.
 
 
Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini, Italia-Svizzera-Francia 2012
In sala dal 18 ottobre, un'altra commedia romantica firmata Soldini che ci ha abituato - da Pane e tulipani in poi - ad atmosfere irreali (ma non meno vere) che si alternano a quelle reali. E qui ritroviamo una coppia che non si conosce ancora, formata da Leo e Diana, che lentamente si avvicina sperando in un nuovo inizio, sotto l'occhio vigile di Leopardi, Garibaldi e Verdi che commentano le loro avventure dall'alto dei piedistalli delle loro statue.
Dai 16 anni.
 
 
La collina dei papaveri di Goro Miyazaki, Giappone 2012
Vi avevo già parlato qui del celebre cartoonist giapponese Hayao Miyazaki e ora vi propongo il secondo film di suo figlio Goro (la sceneggiatura è di Hayao), come sempre poetico e spettacolare. Racconta la storia di Umi (lei) e Shunya (lui), due studenti che si innamorano mentre cercano di impedire la demolizione delle biblioteche di astronomia e filosofia dell'Università nel 1963. Un segreto sulle loro famiglie li accomuna: un film sul valore della memoria.
In sala dal 6 novembre, dai 14 anni. 
 
 
Paris Manhattan di Sophie Lellouche, Francia 2012
Se Parigi è la città dell'amore, allora non poteva mancare questa commedia romantica e un po' ironica, dove la protagonista è una giovane e carina farmacista, appassionata di Woody Allen. Mentre lei si fa consigliare dal suo "mito" (come Woody da Humphrey Bogart in Provaci ancora, Sam), è corteggiata da un lui che non si arrende davanti alle sue incertezze. 
In sala dall'8 novembre, dai 16 anni.
 
 
Buona visione!
 

martedì 25 settembre 2012

Due parole sul design norvegese

23 mesi + 10 giorni
 
Probabilmente devo cambiare titolo del blog e sostituirlo con Cico sul tavolo!!
Dovrei trasformare un richiamo materno (e paterno) detto con garbo e allegria, Cico, a tavola!!, in un grido soffocato pronunciato tra bagno e corridoio al primo dei due genitori che si trova più vicino per sorvegliare che il suddetto Cico non scivoli giù dal ripiano.
Il Posticino delle Fragole di Cico è appunto il tavolo, anzi, ogni tipo di tavolo; cosa che mi dà da pensare. Non tanto per i bernoccoli (già molti) che decorano la sua fronte, ma per il suo esibizionismo domestico che - facendo le debite proporzioni - ci richiederà, tra qualche anno, di installare un palcoscenico in salotto. Dal tavolo, infatti, Cico citofona, telefona, attacca/stacca magneti dalla lavagnetta promemoria, travasa, mangia e... balla il Tripp-Trapp.
Tripp - trapp; tripp -trapp; tripp - trapp; tripp -trapp fanno i piedini che battono ritmicamente sul legno. Piedi nudi, calze, scarpe, pantofole: la velocità non cambia: tripp -trapp; tripp- trapp; tripp-trapp!!! Due battute al secondo con tanto di sorriso stampato in volto.
 
Come raggiunge i tavoli?
Con le sedie!
Come raggiunge le sedie?
Da solo!
Avete tolto le sedie?
Sì!
Quindi?!?
Spinge il seggiolone dalla stanza più in fondo alla casa e lo porta ben sotto al tavolo e... via!
Che seggiolone avete?
Il mitico Tripp-Trapp Stokke!
 
Probabilmente i bambini norvegesi (era norvegese il designer Peter Opsvik che lo inventò per suo figlio; svedese invece è la Stokke che lo produce) non si muovono così tanto. Fatto sta che il possesso di questo costoso pezzo di design che dagli anni Settanta allieta le famiglie di tutto il mondo a noi crea un sacco di problemi.
Quando c'era la protezione, Cico - essendo magro - sgusciava fuori e raggiungeva il piano del tavolo da solo (e sgusciava fuori anche dall'Antilop dell'Ikea: anche il design svedese, bocciato!). Poi è ingrassato un po' e la barra di legno anticaduta lo faceva strillare come un'aquila, finché Mamma o Papà, travestiti da volontari del WWF, non accorrevano a liberare la pantera impigliata.
Abbiamo tolto la protezione per non diventare sordi e in 24 ore il Tripp-Trapp è diventato una perfetta scaletta fai-da-te. La sua funzione primaria, cioè far arrivare il bambino all'altezza giusta davanti al piatto, oggi è sfumata: abbiamo abbassato anche il piano di seduta. Ormai è una sedia alta come quelle degli adulti. Vedremo cos'altro combinerà: sono quasi certa che insisterà nel suo proposito, cioè continuerà a mangiare in piedi e a salire sul tavolo.
 
Siete genitori permissivi!
E' vero! Gli permettiamo di essere se stesso.
Che bambino senza limiti!
Aahahaahahaahhahh! Questa è buona! Cico ha un sacco di limiti.
Per esempio?
Beh, non può volare, non può guidare, non può sposarsi, non può votare, non può uscire da solo, non può lavorare, non può avere un gioco ogni volta che usciamo, non può andare al parco quando piove, non può scegliersi i vestiti, non può andare in vacanza ogni week-end, non può andare a fare un master in America. Ah, dimenticavo: non può firmare assegni circolari e non può neanche scrivere la letterina a Babbo Natale! E, per finire, non può neppure obiettare a quello che Mamma scrive di lui sul blog!!
 
:-) :-) :-)
 
Mentre devo rivedere...
... Chicago di Rob Marshall, Usa 2002
dove il protagonista Richard Gere si esibisce in un numero di tip-tap davvero spettacolare (questo musical, ricordo, non mi era molto piaciuto... ma forse devo concedergli un'altra possibilità); ecco come ho sfruttato a mio vantaggio un Cico sul tavolo di cucina.
 

GIROTONDO DI VERDURE GRATIN A KM ZERO
 
Ingredienti:
 
3 pomodori ramati
2 patate piccole
1 melanzana piccola
50 gr di burro
2 cucchiai di pangrattato
timo
prezzemolo
sale
olio q.b.
 
Procedimento:
 
Prendete una pirofila da forno, ungetela con un po' di olio e mettetela tra le gambe di Cico appollaiato sul tavolo. Lavate e affettate le verdure, pelando solo le patate e lasciando la buccia alla melanzana. Dovete ottenere dei dischi di circa 3 millimetri di spessore.
 
 
 
 
Mentre Cico travasa verdure dal tagliere alla pirofila, accendete il forno a 240° C. Poi sciogliete il burro in una ciotolina o in un bicchiere (io uso il microonde) e mescolatevi i due cucchiai colmi di pangrattato, insaporendo con sale, timo e prezzemolo.
 
 
 




Disponete le verdure in cerchi concentrici alternando i colori e sovrapponendo leggermente una fettina all'altra. Salate leggermente e poi distribuite sopra le verdure il pangrattato "condito", sbriciolandolo un po' con le mani.

Infornate per circa 40 minuti, controllando ogni tanto che il pangrattato (con il quale otterrete l'effetto gratin) non scurisca troppo. Servite tiepido.




sabato 8 settembre 2012

Libri sui bambini che non mi piacciono: pars destruens

22 mesi + 3 settimane

Prima di lasciarmi definitivamente alle spalle il periodo estivo, ricco di riflessioni su Cico e il suo modo di fare, voglio dedicare due post alle letture per l'infanzia. Mi ha ispirato la nuova commedia in uscita nei cinema...
 
... Che cosa aspettarsi quando si aspetta di Kirk Jones. Usa, 2012
Tratta dall'omonimo best-seller americano di Heidi Murkoff, questa versione cinematografica cercherà di rendere in maniera divertente le più comuni sensazioni, emozioni e paure delle mamme in attesa. Piovono già le critiche sull'inadeguatezza del film rispetto all'ironia del libro, ma il cast - che comprende tra gli altri Cameron Diaz e Jennifer Lopez - potrebbe anche riservare delle piacevoli sorprese... o no?!?
 
Quando aspettavo Cico, mi sono rifiutata categoricamente di leggere, per non alimentare ansie inutili e per conservare la mia (già compromessa) vista. Dopo aver recuperato un minimo di autonomia e l'abilità necessaria per allattare sfogliando le pagine, ho finalmente preso in mano i volumi che mi erano stati regalati. Sono rimasta sinceramente sconcertata dall'approccio che va per la maggiore rispetto al modo proposto da molti autori di prendersi cura dei bambini: sotto una patina di apparente bonomia, molti testi propongono una puericultura nemica dei bambini e dei genitori. Ho letto molto, non ho letto tutto e molti "pilastri" mi mancano, come il celeberrimo Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg.
 
Sullo scaffale della libreria ho dato spazi diversi ai libri sui bambini che mi piacciono e ai libri sui bambini che non mi piacciono, in attesa di risolvermi a buttare definitivamente questi ultimi.

 
Fate la nanna di Eduard Estivill, Mandragora 1999
Il classico metodo per risolvere magicamente il problema del sonno infantile, regalato dalle amiche con bambini poco più grandi del mio che l'hanno applicato e ne sono entusiaste. Proprio questo è il punto che non mi trova d'accordo: considerare il sonno dei bambini come un problema di matematica, dove bisogna applicare un metodo disumano calato dall'alto e non bisogna fare niente di propria iniziativa che contraddica le regole del manuale.
?!?
Non mi piace, perché tratta i bambini con disprezzo e i genitori come decerebrati, rimandati perennemente a settembre per la loro incompetenza. Sono convinta che sia meglio pensare con la propria testa e smetterla di soffrire inutilmente.
IRRISPETTOSO.

 
I bambini non fanno mai i capricci di Penney Hames, Edizioni Red 2007
Benché i manuali Red siano validi, questo libro invece mi ha deluso. Il titolo e la scheda di presentazione mi sembravano promettenti e per questo l'ho acquistato, ma - già dalle prime pagine - si capisce che l'autrice non reputa vera l'affermazione del titolo e propone la disciplina come rimedio ai capricci stessi. Non solo: se i capricci anticipano la loro comparsa a 1 anno invece che a 2 oppure proseguono oltre i 4 anni, è meglio far visitare il bambino dal pediatra.
?!?
Non mi piace, perché non dice niente di nuovo rispetto a quello che ripetono a disco rotto la nonna, la bisnonna, la zia e la vicina di casa. Adoro il progresso della conoscenza e il miglioramento umano: perché questo non deve avvenire anche in puericultura? Oltre tutto sono in aumento le ricerche etnografiche che rilevano come in molte culture i bambini non fanno mai i capricci. Per davvero.
SUPERATO.


Le madri non sbagliano mai di Giovanni Bollea, Feltrinelli 2009
Questo libro mi è stato prestato: "Da leggere assolutamente", mi è stato detto, "Non avrei fatto alcuni errori, se avessi capito certe dinamiche". Bene! L'autore è un celebre psichiatra infantile che, da bravo accademico, si è impegnato a catalogare minuziosamente tutte le tipologie di madri e tutte le tipologie di figli, trattando i problemi che derivano dai vari abbinamenti. Ne risultano una serie di consigli dove le povere madri del titolo... sbagliano sempre!
?!?
Non mi piace, perché è un libro che mette insieme problematiche di età così diverse da confondere le idee: adolescenti con bébé, bambini e neonati, un vero minestrone! Ma quello che davvero non sopporto è la mancanza di rispetto verso i sentimenti dei genitori che devono sempre essere all'altezza della situazione, senza potersi mai scusare o cambiare idea riguardo al comportamento da tenere nei confronti dei figli.
SUBDOLO.


Il tuo bambino e... la disciplina di T. Berry Brazelton, Raffaello Cortina Editore 2003
Questo libretto fa parte di una collana di cui vi ho segnalato, nella colonna a destra del mio blog, il volume sul cibo (che resta valido). Nel complesso la teoria dei "punti salienti" dei due pediatri autori non mi dispiace e sicuramente il tono usato è più amichevole di molti altri testi. Nei paesi anglofoni, per esempio, questo è un libro che ha fatto scuola. Quello che non condivido è il motto sotteso a questo volume dedicato in modo specifico alla disciplina: la punizione si adatti alla colpa.
?!?
Non mi piace, perché non credo che sia corretto partire dal concetto che il bambino sicuramente si comporterà male. Questo è il migliore atteggiamento per far avverare la previsione. Inoltre non sono in generale d'accordo con i metodi proposti per "correggere" il bambino che ha sbagliato. L'allontanamento forzato dalla stanza, la privazione di un piacere (tv, dessert ecc.), l'angolino del castigo insegnano solo a fare le stesse cose di nascosto, con ancor più piacere.
RIGIDO.


Naturalmente bimbo, Autori Vari, Terra Nuova edizioni 2003
E' un manualetto che mi è stato regalato, fitto fitto di indicazioni alimentari (con una parte finale riservata ad arredo, abbigliamento e igiene del bambino) e suggerimenti per lo svezzamento naturale: dalla scelta dei prodotti a km 0 fino alla dieta senza carne. Fin qui passi, anche se dubito che avrete voglia di seguire una tabella specifica per i vostri figli fino a 3 anni suonati.
?!?
Non mi piace, perché l'autosvezzamento mi ha cambiato. Mi rifiuto di credere che dosando le quantità di pasta, pane e biscotti si eviti la celiachia. E' falso sostenere che la mancanza di sale fino a 3 anni evita l'ipertensione arteriosa a 80 anni ed è falso che la gradualità di inserimento degli alimenti previene le intolleranze alimentari. Inoltre le ricette proposte non sono per niente appetitose: andate incontro a un insuccesso garantito.
SFIANCANTE.


101 cose da fare a Milano con il tuo bambino di Giovanna Canzi e Daniela Pagani, Newton Compton 2010
Una rassegna dei 101 luoghi dove i bambini sono tollerati in una metropoli come Milano. 101 modi di passare il tempo, insomma, senza che i bambini ci facciano fare troppe brutte figure. L'ho messo in fondo alla classifica, perché non ha certo lo spessore dei testi sopra, ma merita una citazione per lo sprito che accompagna il nostro modo di "leggere" l'infanzia oggi: fastidiosa, gracchiante, rumorosa.
?!?
Non mi piace, perché l'affermazione sottesa è: "Si stava meglio prima" e quindi "Adesso cercherò di fare tutto quello che facevo prima, nei posti con annesso baby-parking". Questa idea è tremenda: la noia che pervaderebbe i bambini, che quindi sarebbero da intrattenere a tutti i costi, con attività da lunedì a domenica, mi stanca solo al pensiero di doverla mettere in pratica. Inoltre, se dovessi portare Cico in tutti i luoghi indicati dalla guida, credo che sarei in breve ridotta sul lastrico.
SNOB.
 

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