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mercoledì 5 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 5

25 mesi + 20 giorni

Un'altra interpretazione in chiave comica del cibo gigante è quella data da Woody Allen in Il dormiglione (Usa, 1973), dove Mike Monroe, ricoverato per una banale operazione chirurgica, si risveglia dall'ibernazione nel 2173.
 
Ad attenderlo c'è un futuro strampalato e tutto alla rovescia: il fumo è un toccasana e i dolci sono il nutrimento migliore, mentre frutta e verdura vanno consumate con parsimonia.

 
Gli ortaggi, coltivati e irrigati medianti speciali cavi fosforescenti, sono extra-large.
 
 
Con una fragola si possono stordire gli inseguitori, mentre una banana può essere molto difficile da trasportare!
 
 
E alla fine Woody pranzerà con una voluttuosa gamba di sedano!
 
Resta celeberrima la battuta tra il medico che assiste al risveglio di Mike e Woody stesso:
 
- "E poi dove sono io? Che ne è di tutti? Dove sono i miei amici?".
- "Deve capire che chiunque lei conoscesse è morto da quasi duecento anni".
- "Perché non erano vegetariani!".



PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Adesso avete capito perché Cico si ingozza volentierissimo di torta al cioccolato: si tiene in forma per vivere fino al 2173!
:-D




 

lunedì 3 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 3

25 mesi + 18 giorni

Se non è bastato il pensiero "rivoluzionario" di ieri a fugare i timori rispetto ai talvolta ostinati digiuni dei bambini, vi propongo un salto in Giappone per sbirciare dentro la casellina numero 3.
 
Vi troviamo i genitori di Chihiro, la coraggiosa protagonista de La città incantata di Hayao Myazaki (Giappone, 2001). Genitori normali, che guidano un'auto, con un trasloco da fare e alle prese con i problemi di tutte le famiglie.
 
Questa coppia ama la buona tavola e non esita a servirsi da un chioschetto di piattini prelibati anche se il gestore è assente. "Abbiamo la carta di credito", si giustifica il padre addentando un involtino.
 
 
Questa frase-emblema - cibo in cambio di denaro e viceversa - non scuote in nessun modo la figlia che si rifiuta di assaggiare le succulente preparazioni. Mamma e papà la pregano, la incitano, ma inutilmente. Che figlia insopportabile, così schizzinosa, sembrano pensare entrambi (è uguale a Cico, tra l'altro). Ma...
 
 
Il film qui fa uno scarto e assume il punto di vista di Chihiro; ed ecco come per magia i suoi genitori trasformati in maiali!
 
Ci vorrà l'intero svolgersi della storia - puntellata da altre scene di ingordigia - per arrivare a questo piccolo e delizioso rito del té a casa della maga buona.
 
 
Atmosfera raccolta, lentezza nei gesti e conversazione piacevole tra i commensali.


PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Quando noi adulti siamo così desiderosi di metterci a tavola e i nostri piccoli non condividono il nostro slancio, proviamo a pensare per che cosa sono venuti al mondo. Quali pensieri attraversano la loro mente?
 
 
Forse salvare il mondo in groppa a uno spirito del fiume si addice di più al temperamento dei bambini. Solo loro, del resto, ne sarebbero capaci.


 

giovedì 25 ottobre 2012

Dani

2 anni + 10 giorni
il primo post di Cico in persona 
 

Carissimi padrini,
questa è la storia allegra di una bambola. Che poi diventa un po' triste e poi, per fortuna, torna allegra.
Dunque ve la voglio raccontare.

Sapete meglio di me che dieci giorni fa ho soffiato sulle mie candeline azzurre. In un pacchetto ben confezionato che la Mamma è stata tanto gentile da aiutarmi ad aprire, ho trovato una bambola o, meglio, un bambolotto di pezza.
Sì, sì, lo so che sono un baldo giovane e porto i pantaloni, ma pare che avere tra le mani una figura umana sia un gioco molto divertente da fare a due anni. In effetti mi è piaciuto subito questo bambolotto con i capelli castani e il gilet e l'ho prontamente accecato con due ditina svelte e furbe.

Il Papà mi ha detto di dare un nome alla mia bambola, ma nessuno ha avuto un'idea brillante e così è rimasta semplicemente la Bambola per tutta la sera e i giorni seguenti.
Intanto in casa vedevo che la Mamma e il Papà facevano più mestieri del solito e hanno perfino lavato ben bene i pavimenti, cosa che riservano solo alle Grandi Occasioni. Mi hanno spiegato che ci stavamo preparando per accogliervi da noi, per fare festa insieme, per dirmi ancora una volta Buon compleanno! ed erano molto felici.

Giovedì, però, qualcosa è cambiato: il Papà è tornato a casa dal lavoro al mattino e quando ha spiegato alla Mamma il perché, tutti e due sono diventati tristi.
Io non capivo, ma c'era la Bambola a farmi compagnia che mi ha detto di non preoccuparmi troppo: in bambolese - una lingua che noi bambini capiamo senza bisogno di studiare - mi ha spiegato che il vostro Daniele è partito per il Cielo, un viaggio lungo da cui non si ritorna, ma da dove si possono proteggere tutti gli amici che ci hanno voluto bene.

"Ah, certo!" ho risposto io telepaticamente: "Daniele me lo ricordo proprio bene, ho assaggiato il suo risotto alla sangria dalla pancia della Mamma e poi gli ho anche spedito la mia foto là in Brasile il giorno del suo compleanno".
"Ma ti dirò di più, cara Bambola, noi bambini che ancora non parliamo siamo connessi con l'intero Cosmo e vediamo e sentiamo e percepiamo tante cose. Magari Daniele passerà di qua a salutarci".

La Mamma e il Papà hanno fatto insieme il loro primo viaggio senza di me per venire da voi, una volta domenica e una volta lunedì. Quando sono tornati a casa, ho subito capito che la Bambola era stata a trovarvi nella notte, perché la Mamma ha detto che il funerale sembrava una festa e che voi, carissimi, avevate invitato tutti a tornare a casa con il sorriso.
Il Papà ha aggiunto poi che padrini migliori di voi non esistono, che siete forti e coraggiosi e bla, bla, bla...
Quanto parlano, questi genitori! Devono sempre spiegare tutto! Per forza siete i padrini migliori del mondo, siete i MIEI padrini!

Quella sera, mentre la Mamma e io giocavamo sul tappeto, l'idea brillante è arrivata: la Bambola ha fatto capire chiaramente il suo nome e, come per magia, è stata chiamata Dani, con tanto di applauso da parte del Papà.
Finora Dani si è dimostrato disponibile, allegro e molto, ma molto paziente: è finito a gambe all'aria sul pavimento, è stato trascinato per un piede lungo il corridoio ed è stato salvato per un pelo dall'annegamento nel bidet. Quando è troppo stanco, si siede a riposare sulla poltroncina di vimini di una certa Ester, una bambina simpatica che, se non sbaglio, conoscete bene.

Queste sono le cose capitate in questa settimana dolceamara. Da parte mia di bambino di due anni posso solo mandarvi un bacio e promettervi che sarò sempre sorridente.
Vi aspetto presto!
Cico



P.S. La Mamma - che fa uno strano lavoro e ogni tanto mi porta in piena notte in gelide sale con misteriose figure che si muovono su una parete illuminata (capite, adesso, perché hanno scelto i migliori padrini del mondo? Perché non si sa mai come va a finire, con queste mamme e papà mezzi artisti!) - vuole dedicarvi la sequenza finale del film...

... Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi di Brad Silberling, Usa 2004


 
 
 
Nota della Mamma:

Nel 1999 lo scrittore statunitense Daniel Handler scelse lo pseudonimo Lemony Snicket per pubblicare i suoi libri per ragazzi, raccolti sotto il titolo complessivo Una serie di sfortunati eventi. Con la tipica sovrapposizione di ruoli tanto cara alla letteratura, Lemony Snicket è anche il nome del personaggio-narratore delle vicende dei protagonisti, i tre ingegnosi fratelli Baudelaire, troppo presto divenuti orfani.


Lemony Snicket che, quando cala la sera, si ritira a scrivere nascosto nella torre dell'orologio è l'esempio dei nuovi narratori del web, i blogger. Per questo invito a dare un'occhiata al blog di Daniele, Buone nuove dal Brasile, per conoscerlo meglio e dargli un ultimo saluto.
 

 
 
 

lunedì 11 giugno 2012

Goal!!

19 mesi + 26 giorni

Mentre l'Italia esordisce agli Europei e segna, pur non vincendo, qui a casa di Cico abbiamo fatto goal! alleggerendo il trono imperiale (= il seggiolone) dalle sue cinghie, sbarre e imbottiture. Un altro passo avanti sulla strada della... autonomia?
No, basta! Propongo una petizione per ridimensionare l'abuso del termine "autonomia"...
Un altro passo avanti sulla strada della libertà!
Molto più forte e molto più incisivo!

Avete mai grattuggiato una patata? Se no, provate! E' un'esperienza affascinante, dato che nel parlar corrente si dice "patata dura come un sasso". Ma se la grattuggiate le cose cambiano... e cambia anche il gusto di questa

FOCACCIA provata per voi

Ingredienti:

1 base per focaccia o la pasta della pizza
1 patata media
8 fettine di speck tagliate sottili
rosmarino
olio
sale
pepe

Procedimento:

Stendete la base per focaccia su un foglio di carta da forno e bucherellate la superficie con una forchetta. Grattuggiate la patata con la grattuggia del formaggio: sono sufficienti i fori medi. Otterrete una polpa granulosa, ma molto acquosa che dovrete strizzare bene in un colapasta. Mescolate la polpa di patata grattuggiata con sale, pepe e un filo di olio e poi usatela per ricoprire la focaccia. Insaporitela con aghi di rosmarino e con le fettine di speck. Infornate a 200° C per una ventina di minuti circa.




Perché la focaccia in questa foto è cruda? Semplice! Il cibo crudo è in genere più bello dal punto di vista della resa qualitativa dell'immagine!!

Ne approfitto anche per confessare che mi capita spesso di conoscere film e registi che non conosce nessuno e poi ogni tanto mi perdo le pietre miliari o, almeno, quelle ritenute tali. Oppure, come in questo caso, so a memoria brani di colonne sonore di cui non ho mai visto i relativi film. Questo film non è celeberrimo, ma ha fatto epoca e ha incassato milioni...


... Superman di Richard Donner, Uk 1978
La storia di Kal-el, salvato dai coniugi Kent che diventa giornalista al Daily Planet e in parallelo salva l'umanità con i poteri da Superman. Divertente con battute spiritose, effetti speciali importanti e anche una certa introspezione psicologica che fa oggi la fortuna delle rivisitazioni dei supereroi al cinema. L'attore che interpreta Clark Kent/Superman, Christopher Reeve, rimase poi paralizzato per una caduta da cavallo. Colonna sonora di John Williams, di cui, per merito di un collega/amico, conosco vita, morte e relativi miracoli.


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