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lunedì 7 gennaio 2013

Gran finale di stagione

26 mesi + 23 giorni


Avvertiti in sogno... per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Ingredienti per una Stella Cometa:

- farina gialla per polenta
- acqua
- sale
- 1 stampo a forma di Stella Cometa
- tempo per farle prender forma
- 1 tagliere per sformarla
- amici per mangiarla
- Cico per (scavarla) e ammirarla
 
***
 
Sono passati mesi piacevoli in compagnia di questo blog.
 
Ormai a tavola ciascuno fa come gli pare: c'è chi si siede e chi si alza, chi sceglie verdura e chi frutta, chi carne e chi pesce, chi usa le mani e chi la forchetta, chi cucina e chi mangia. C'è chi parla e chi tace, chi ride e chi beve, chi rovescia e chi asciuga, chi si accontenta e chi gode.
 
Quello che è stato scritto su Cico, a tavola!! aveva lo scopo di parlare di un bambino, il mio bambino, di comprenderlo meglio da un'angolatura interessante per la sua età.
 
Le parole che avete letto hanno richiesto un tempo per essere pensate e pubblicate, un tempo magico che il Nonno di Cico ci ha regalato. Con il suo lavoro e il suo ingegno ha fatto in modo che potessi trascorrere con Cico la maggior parte delle mie giornate. Solo ora me ne rendo conto pienamente, ora  che si è dissolta la nebbia che offusca le mamme nei primi anni di dedizione totale ai figli. E di questo regalo gli sono e gli sarò per sempre grata.
 
Con la scomparsa del Nonno quest'avventura giunge alla sua simbolica conclusione. Cico è sempre più grande e altri interessi si profilano all'orizzonte. Il nostro tempo ha orari diversi, nuovi impegni e la sfida lasciataci in eredità da raccogliere: tentare la sorte e vincere!
 
Cico e io saremo ancora qui, guarderemo (qualche) film (in più) e mangeremo quello che la fantasia ci ispirerà di giorno in giorno. L'autosvezzamento non è un metodo, né una bandiera. Vuole solo essere un incitamento a semplificarsi la vita e non avere paura: paura dei pezzi,  preoccupazione degli allergeni, timore degli orari, terrore delle stoviglie, orrore del cioccolato.
 
Questo spero di avervi trasmesso insieme a una buona dose di amore per il cinema. Forse in futuro ci troverete da qualche parte, gironzolando per il web. Ma dirvi dove e come adesso è prematuro.
 
Perciò ci salutiamo per il momento e lo facciamo con grazia cinematografica, come di consueto. Au revoir, les enfants!*
 
 
Lilli e il Vagabondo, Usa 1955



* titolo originale del film Arrivederci ragazzi di Louis Malle, Francia 1987.
Ispirato a un ricordo di scuola del regista, è la storia dell'amicizia tra due compagni, uno dei quali è un ragazzino ebreo nascosto dal preside nell'istituto. Epilogo triste, ma bellissime immagini. Esordio sullo schermo di Irène Jacob, musa del regista polacco Kieslowski.
 
 
 
 

venerdì 21 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 16

26 mesi + 1 giorno

E' quasi ora di cominciare il conto alla rovescia!


Una pioggerella di film per il Gran Finale che spero vi ispirino per le prossime vacanze, se avrete l'occasione di stare tranquilli e ben comodi sul divano.

Per la serie "cuochi e cuoche" è doverosa una citazione a...

... Julie & Julia di Nora Ephron, Usa 2009
Una commedia davvero graziosa, non solo sulla cucina, ma anche sui blog e sul matrimonio. Mi sono sopresa, ma non ci sono scene natalizie, anche se il film ha un'atmosfera decisamente invernale.


L'eroina è Julie Powell, un'impiegata governativa che decide di darsi un'occasione creativa e sperimenta per un anno le ricette di Julia Child, la moglie dell'ambasciatore americano a Parigi.


Julia viene a contatto con la cucina francese e, tornata in patria, attraverso un programma tv celeberrimo e poi con un libro di ricette, insegna agli Americani il buongusto a tavola.


PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Brindiamo anche con i nostri bambini, lo apprezzeranno di sicuro. Cico ne è sempre entusiasta!

 

giovedì 20 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 15

26 mesi!

Cico ha raggiunto un altro piccolo traguardo: dà i baci con lo schiocco. O meglio, bacia l'aria con lo schiocco!

 
Siccome si avvia a diventare un Piccolo Lord galante e premuroso (anche con le bambine, spero!), mi pare azzeccato aprire la casellina di oggi ancora sul mondo incantato di Hayao Myazaki che, da nonno, ha dedicato ai suoi nipotini la bella fiaba Ponyo sulla scogliera (Giappone, 2008).
 
Ponyo è una pesciolina rossa che desidera diventare umana e che si affeziona a Sosuke (pronuncia Soske), un bambino di cinque anni premuroso e gentile.
 
 
Ponyo si rivela essere golosissima di prosciutto e...
 
 
... di tè con il miele.
 
 
 
Ecco i due bambini che mangiano insieme la tipica zuppa calda giapponese che contiene anche il prosciutto cotto.
 
 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Un tavolino basso, alla giapponese appunto, può rivelarsi utilissimo per invogliare i bambini a mangiare in un luogo alla loro altezza e dimensione. I bambini al "ristorante" possono davvero sentirsi trattati con rispetto e simpatia.

p.s. Questo non è un film da sottovalutare per il suo impatto emotivo. Proponetelo a partire dai 6 anni.
 
 
 



lunedì 11 giugno 2012

Goal!!

19 mesi + 26 giorni

Mentre l'Italia esordisce agli Europei e segna, pur non vincendo, qui a casa di Cico abbiamo fatto goal! alleggerendo il trono imperiale (= il seggiolone) dalle sue cinghie, sbarre e imbottiture. Un altro passo avanti sulla strada della... autonomia?
No, basta! Propongo una petizione per ridimensionare l'abuso del termine "autonomia"...
Un altro passo avanti sulla strada della libertà!
Molto più forte e molto più incisivo!

Avete mai grattuggiato una patata? Se no, provate! E' un'esperienza affascinante, dato che nel parlar corrente si dice "patata dura come un sasso". Ma se la grattuggiate le cose cambiano... e cambia anche il gusto di questa

FOCACCIA provata per voi

Ingredienti:

1 base per focaccia o la pasta della pizza
1 patata media
8 fettine di speck tagliate sottili
rosmarino
olio
sale
pepe

Procedimento:

Stendete la base per focaccia su un foglio di carta da forno e bucherellate la superficie con una forchetta. Grattuggiate la patata con la grattuggia del formaggio: sono sufficienti i fori medi. Otterrete una polpa granulosa, ma molto acquosa che dovrete strizzare bene in un colapasta. Mescolate la polpa di patata grattuggiata con sale, pepe e un filo di olio e poi usatela per ricoprire la focaccia. Insaporitela con aghi di rosmarino e con le fettine di speck. Infornate a 200° C per una ventina di minuti circa.




Perché la focaccia in questa foto è cruda? Semplice! Il cibo crudo è in genere più bello dal punto di vista della resa qualitativa dell'immagine!!

Ne approfitto anche per confessare che mi capita spesso di conoscere film e registi che non conosce nessuno e poi ogni tanto mi perdo le pietre miliari o, almeno, quelle ritenute tali. Oppure, come in questo caso, so a memoria brani di colonne sonore di cui non ho mai visto i relativi film. Questo film non è celeberrimo, ma ha fatto epoca e ha incassato milioni...


... Superman di Richard Donner, Uk 1978
La storia di Kal-el, salvato dai coniugi Kent che diventa giornalista al Daily Planet e in parallelo salva l'umanità con i poteri da Superman. Divertente con battute spiritose, effetti speciali importanti e anche una certa introspezione psicologica che fa oggi la fortuna delle rivisitazioni dei supereroi al cinema. L'attore che interpreta Clark Kent/Superman, Christopher Reeve, rimase poi paralizzato per una caduta da cavallo. Colonna sonora di John Williams, di cui, per merito di un collega/amico, conosco vita, morte e relativi miracoli.


mercoledì 16 maggio 2012

Due torte salate... flambé

1 giorno dopo i 19 mesi

Dimmi come cucini e ti dirò chi sei, potrebbe essere il motto della giornata di ieri.

Cico infatti ha dimostrato di essersi "guadagnato" i 19 mesi con un esperimento da gran chef. Ha alzato, non visto, la manopola del forno spostandola sui 250° C e ha creato così una graziosa crosta flambé alla mia torta salata. Vi dirò, era buona. Il Papà di Cico e io abbiamo riflettuto che, in fondo, ognuno cucina secondo il suo temperamento. La torta salata gli assomigliava: look (della torta) aggressivo, cottura rapida (Cico non sopporta le attese), cuore tenero.
Poi ha rotto un bicchiere, ma ha gattonato sui cocci e si è graffiato un ginocchio. Non si è accorto di niente e ha proseguito come se nulla fosse. Ieri sera c'erano tracce di sangue su tutti i pavimenti della casa.
E se avessimo Terminator per figlio?!?

Ingredienti:

2 rotoli di pasta sfoglia
1 etto e 1/2 di prosciutto cotto
8 fette di formaggio filante (Gouda, Galbanino per intenderci; io uso il loro fratello comprato dal salumiere, non ricordo il nome, perdonate)
una manciata di capperi
latte

Procedimento:

Srotolate un rotolo di pasta sfoglia e ricoprite una tortiera rotonda. Disponete le fette di formaggio sul fondo. Distribuite poi i capperi e infine stendete bene le fette di prosciutto.
Srotolate poi il secondo rotolo di pasta sfoglia, appoggiatelo sotto la tortiera e con un coltello ricavatene un disco grande come la base della tortiera.
Appoggiate questo disco piccolo sul prosciutto e chiudete la torta, ribaltando i bordi del primo rotolo.
Sigillate tutto con una pennellata di latte. Infornate per 3/4 a 180° C. Cuocendo la pasta si gonfierà e la torta assomiglierà a un salatino over-size!

---------

Proseguono anche le nostre avventure internazionali, ma questa volta cambiamo paese: ho una nuova allieva che frequenta la scuola inglese pur essendo italiana. E' una ragazza che mi è piaciuta fin dall'inizio e che ha bisogno di un rinforzo di analisi del periodo. La accompagna da me la seconda moglie di suo padre, praticamente sua sorella, e mi dice:


"Mi raccomando uccidila, di grammatica non sa nulla".

:-O

Resto con la bocca aperta come la faccina qui sopra. Credo di essere sembrata un po' scema. Pazienza. Domandatevi insieme a me, però, come mai gli adolescenti siano così mal considerati. Credo che occorra rivalutare la categoria.

Di fatti la ragazza non se la cava male. Certo, ha bisogno di un po' di fiducia, ma direi che è normale quando hai 14 anni e Grimilde per madre. Sono sempre più fan di Carlos Gonzalez e mi sento... come dire? Un po' aggressiva...
... La torta salata di stasera ha una graziosa crosta flambé sul suo bordo di pasta sfoglia...

Ingredienti:

1 rotolo di pasta brisée
15 pomodorini ciliegia
2 mozzarelle
2 uova
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di parmigiano
1 ciuffo di basilico
maggiorana
pangrattato
sale
pepe

Procedimento:

Disponete la pasta briseé in una tortiera rotonda, bucherellate il fondo con una forchetta e cospargetelo di pangrattato. Tagliate a metà i pomodorini ciliegia e distribuiteli sul fondo della torta. Tagliate a dadini la mozzarella e coprite i pomdori. In una ciotola sbattete le uova e conditele con sale, pepe, parmigiano, latte, maggiorana. Versate il composto nella tortiera. Ripiegate i bordi di pasta brisée e pennellateli con un po' di latte. Al centro mettete il basilico lavato e asciugato. Infornate a 200°C per 30 minuti.




venerdì 23 marzo 2012

Gradisce un Tanuki?

17 mesi + 7 giorni


- Signori Tanuki, signori Tanuki, non vi andrebbe di giocar?
- L'ora del pranzo stiamo facendo!
...


Non sono impazzita! Ho solo trascritto i primi due versi del jingle che apre il disegno animato

Pom Poko di Isao Takahata, Giappone 1994
Girato dall'amico di Hayao Miyazaki e co-fondatore, insieme a lui, dello Studio Ghibli...

- Ehhhhhhhhh?!?!?
- Ok, ok, calma!!

Se non sapete chi è Miyazaki, non preoccupatevi, perché, in realtà, lo sapete. Miyazaki è stato l'anima più geniale della Nippon Animation, vale a dire il più grande produttore di cartoni animati televisivi giapponesi che sono sbarcati in tutto il mondo. Da Heidi in giù, passando per Là sui monti con Annette, Anna dai capelli rossi e Lupin III. Poi si è messo in proprio, fondando lo Studio Ghibli che ha sfornato capolavori di matita in movimento da premio Oscar. Avremo modo di riparlarne.

Tornando a Pom Poko, questo film smentisce ancora una volta l'assunto secondo il quale l'animazione sia un genere per bambini. Questo è decisamente un prodotto per adulti, sia per i temi trattati, sia soprattutto per il livello di comprensione necessario (alto), sia per l'andamento della narrazione che è piuttosto lungo e ricco di rimandi culturali e sociali.

Il nuovo governo sta distruggendo una parte del bosco di Tama, vicino a Tokyo, per ingrandire un quartiere della città. A ciò si ribellano i Tanuki, cani procioni della mitologia giapponese, che abitano nascosti tra gli alberi. Apparentemente schivi e persino aggressivi, se non visti i Tanuki si possono trasformare in qualsiasi altro oggetto o persona e perfino diventare creduloni come degli orsacchiotti di pezza (stile Winnie the Pooh). Fiaba ecologica con venature malinconiche e immagini meravigliose.

Per stanare i Tanuki, gli esseri umani cantano la canzoncina del titolo che li fa cadere in trappola! In casa nostra è diventato un momento cult e adesso, per convincere Cico a fare qualsiasi cosa, il Papà e io attacchiamo con il ritornello: "Signori Tanuki, signori Tanuki, non vi andrebbe di (a seconda delle situazioni) mangiar/dormir/uscir/giocar?". Cico non ci risponde ancora: "L'ora del pranzo stiamo facendo!", ma ride a crepapelle. A dimostrazione che la vita del bambino piccolo è fondata su e si nutre di situazioni ritmiche.

Siccome Pom Poko mostra spesso i Tanuki che mangiano e siccome Cico ultimamente va matto per il riso, mi è venuta l'idea di cucinare degli involtini di verza con ripieno di risotto che fanno molto Giappone e permettono a Cico di mangiare il riso non granello per granello come fa lui di solito, ma in un bocconcino. E' stato un tale successo che, ogni volta che si parla di involtini, qui si dice:

- Potresti fare due Tanuki!
oppure
- Buoni questi Tanuki!

Insomma, lessico famigliare! Ma ora eccovi la ricetta, per l'ultima ventata di inverno prima di dirgli definitivamente arrivederci.


TANUKI DI VERZA E RISOTTO


Ingredienti:

- 1 bicchiere di riso
(so che è un approccio del tutto empirico, ma non ho mai usato la bilancia per misurare il riso: 1 bicchiere di riso equivale a due porzioni abbondanti)
- qualche cubetto di zucca
- 1/2 salsiccia
- 1/4 di cipolla
- brodo vegetale
- olio e.v.o.
- vino bianco o rosso per il riso
- tanto parmigiano grattuggiato
- qualche fiocchetto di burro
- 8 foglie di verza, alias cavolo cappuccio
- una cucchiaiata di pangrattato


Procedimento:

- Staccate 8 foglie di verza dal cespo senza romperle e con un coltellino riducete la venatura centrale. Se siete alle prime armi come cuochi, preparate qualche foglia in più per non trovarvi senza materia prima in caso di rottura accidentale.

- Vi consiglio caldamente di aprire un deodorante da cucina o, in alternativa, la finestra. Le verze hanno un sapore delicatissimo, ma emanano un odore forte mentre cuocciono.

- In una pentola capiente fate bollire abbondante acqua salata, dove adagerete a una a una le foglie di verza e, orologio alla mano, ve le lascerete per 2 minuti. Scolatele con una paletta forata e appoggiatele una sull'altra su un piatto.

- Adesso preparate il risotto. In una pentola versate un filo di olio e fate appassire la cipolla tagliata finemente. Aggiungete i cubetti di zucca crudi o anche lessati (ne bastano una decina se piccoli, 6 o 7 se grossi) e la salsiccia tagliata a pezzetti e privata della pelle.

- Versate il bicchiere di riso e lasciatelo dorare, poi sfumate con un dito di vino. Bagnate lentamente con il brodo caldo (meglio ancora se bollente), lasciandolo assorbire dal riso prima di aggiungerne altro e mescolando di tanto in tanto. Proseguite fino a cottura ultimata (dipende dal tipo di riso). Spegnete il fuoco e aggiungete un pezzettino di burro e un bel po' di parmigiano. Rimescolate bene.

- E' il momento di confezionare i Tanuki. Prendete una foglia di verza e mettete al centro una cucchiaiata di risotto. Ripiegate i quattro lembi sul risotto: prima i due dove passa la nervatura centrale della foglia, poi gli altri due. Procedete così fino a esaurire il risotto.

- In una pirofila leggermente unta di olio, versate un mestolino di brodo vegetale avanzato. Adagiate gli involtini e cospargeteli con una cucchiaiata di parmigiano e qualche fiocchetto di burro. Infornate a 200°C per 15 minuti e terminate la cottura con 5 minuti di grill.

- Aspettate una decina di minuti prima di servirli. Sono ancora più buoni il giorno dopo. Purtroppo nella foto sembrano verdure informi - merito dell'appiattimento - ma sono ben cinque Tanuki separati l'uno dall'altro.



mercoledì 6 luglio 2011

A casa

8 mesi + 21 giorni

Siamo tornati, dopo aver goduto di 15 giorni di mare e aria aperta. Abbiamo anche fatto l'esperienza di cavarcela da soli Cico ed io per una settimana. Il bilancio è positivo, anche se abbiamo preso tutti il raffreddore! Dal punto di vista alimentare sono stata contenta del modo in cui Cico si è rivelato flessibile, anche se - memore della fame che mi prendeva all'uscita dalla spiaggia - avevo sempre in borsa gli spuntini per le "crisi". Con un etto di frutta e il formaggino mi sembra ben avviato sulla strada del mangiar sano.
L'episodio più divertente è stato quello capitato l'ultima sera. Abbiamo aspettato e accolto i cugini che avrebbero preso il nostro posto nella casa, decidendo di cenare insieme prima della partenza. Le redini della cucina sono state prese saldamente in mano da Maria Stefania, anche perché io ero sopraffatta dalla chiusura di valigie, borse, zaini e zainetti. Stefi si è gentilmente offerta di preparare un filetto di platessa per Cico, rigorosamente bollito e non salato. Per tutti gli altri un piatto tipico della Lunigiana: i testaroli al pesto. Ormai conoscete il bébé, come pensate che sia andata?!?
Bravi!! Io mi sono ingozzata di platessa, mentre mio figlio divorava allegramente...

... TESTAROLI AL PESTO

I testaroli sono dei grandi dischi di acqua e farina che vengono cotti nei "testi", contenitori di ghisa lasciati arroventare vicino alle braci. Immaginateli come delle crespelle spesse. Si comprano freschi o anche nei supermercati locali.

Come si fa:

Tagliare il testarolo a quadretti o a losanghe.
Far bollire abbondante acqua salata e versare i testaroli. Appena vengono a galla, come gli gnocchi, scolarli con la paletta forata immediatamente, altrimenti si smollano troppo.
Disporli nei piatti e versare un filo di olio e di pesto alla genovese.

Mio marito, esperto della zona, dice che esiste anche il pesto di Pontremoli, antica città lunigiana, molto più semplice e meno ricco di quello genovese, fatto solo con olio, grana e semi oleosi. Il risultato è comunque un piatto unico molto sano e che riempie senza appesantire.


martedì 19 aprile 2011

Sapor di pizza

6 mesi + 4 giorni
Diciamocelo: in fin dei conti, è una della preparazioni più appaganti per chi la prepara e per chi la mangia. Il piatto più ordinato al ristorante, il primo ricordo a due di tanti appuntamenti romantici e il primo esperimento di cucina per piccoli chef in erba. Inoltre è un comodissimo piatto unico.
Quello che c'è da aggiungere su questo blog è che... italiani si nasce! Ovvio, penserete adesso. Beh, non tanto se considerate che il primo assaggio di bordo della pizza con tanto di pomodoro è avvenuto da parte di Cico stasera, a 6 mesi e 3 giorni!
Noi seduti a tavola come se niente fosse, decidiamo inizialmente di ignorare la prima richiesta di assaggio. Ma gli alieni sono innanzitutto testardi e quindi Cico ha alzato il volume: impossibile resistere. Mamma ha staccato un pezzettone del suo bordo e se n'è generosamente privata a favore dell'alieno, il quale ha cominciato a rimirare il pezzo come se soppesasse un diamante. Dopodichè si è tuffato a bocca spalancata sul preziosissimo reperto. Ciucciato, leccato, masticato e infine anche deglutito, il pezzo di pizza ha scalato immediatamente le classifiche di gradimento!

Per la mia pizza uso questi Ingredienti:
- 250 g di farina speciale per pizza soffice Molino di Chiavazza
- 1 bustina di lievito già inclusa nella confezione
- olio extravergine di oliva
- polpa di pomodoro
- mozzarella
- olive nere (al papà di Cico piacciono quelle toste, a me quelle denocciolate)
- capperini (quelli piccoli sono più gentili di gusto e interferiscono meno con le gengive degli alieni)
- acciughe o wurstel (a seconda della versione "mare" o "monti")
- origano (qualcuno lo trova indigesto. Si può sostituire con la maggiorana)

Come si fa:
Impastare la farina con il lievito sciolto in poca acqua calda, 200 gr di acqua salata, 3 cucchiai di olio di oliva. Sembra difficile, ma non lo è: ho anche imparato a impastare bene con un cucchiaio di metallo per non impiastricciarmi le dita. Lasciar riposare la palla per 20 minuti.
Stendere la pasta su una teglia coperta di carta da forno (io opto sempre per la forma rotonda) e far riposare per altri 20 minuti.
Farcire con polpa di pomdoro, una spolverata leggerissima di sale, mozzarella tagliata a cubetti, olive, capperi, acciughe o wurstel tagliati a rondelle secondo preferenza e una spolverata di origano. Infornare in forno caldo a 200° C per circa 25 minuti. Un controllo ogni tanto al forno è d'obbligo! Servire la pizza tagliata a fette con olio extravergine d'oliva e - come consigliato da un amico napoletano - una pioggerellina di grana grattuggiato.
Accompagnare con...

... Totò Sapore e la magica storia della pizza di Maurizio Forestieri, Italia 2003
Un disegno animato italiano doc, dal piacevolissimo tratto grafico e dai colori sgargianti. Ambientato nella Napoli del Settecento, narra le vicende di Totò Sapore che sogna di diventare un cuoco famoso. Grazie alla fantasia con la quale affronta la povertà, sarà premiato con una... buonissima magia! Ottimo antidoto ai cibi da fast-food.
Dagli 8 anni.

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