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lunedì 7 gennaio 2013

Gran finale di stagione

26 mesi + 23 giorni


Avvertiti in sogno... per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Ingredienti per una Stella Cometa:

- farina gialla per polenta
- acqua
- sale
- 1 stampo a forma di Stella Cometa
- tempo per farle prender forma
- 1 tagliere per sformarla
- amici per mangiarla
- Cico per (scavarla) e ammirarla
 
***
 
Sono passati mesi piacevoli in compagnia di questo blog.
 
Ormai a tavola ciascuno fa come gli pare: c'è chi si siede e chi si alza, chi sceglie verdura e chi frutta, chi carne e chi pesce, chi usa le mani e chi la forchetta, chi cucina e chi mangia. C'è chi parla e chi tace, chi ride e chi beve, chi rovescia e chi asciuga, chi si accontenta e chi gode.
 
Quello che è stato scritto su Cico, a tavola!! aveva lo scopo di parlare di un bambino, il mio bambino, di comprenderlo meglio da un'angolatura interessante per la sua età.
 
Le parole che avete letto hanno richiesto un tempo per essere pensate e pubblicate, un tempo magico che il Nonno di Cico ci ha regalato. Con il suo lavoro e il suo ingegno ha fatto in modo che potessi trascorrere con Cico la maggior parte delle mie giornate. Solo ora me ne rendo conto pienamente, ora  che si è dissolta la nebbia che offusca le mamme nei primi anni di dedizione totale ai figli. E di questo regalo gli sono e gli sarò per sempre grata.
 
Con la scomparsa del Nonno quest'avventura giunge alla sua simbolica conclusione. Cico è sempre più grande e altri interessi si profilano all'orizzonte. Il nostro tempo ha orari diversi, nuovi impegni e la sfida lasciataci in eredità da raccogliere: tentare la sorte e vincere!
 
Cico e io saremo ancora qui, guarderemo (qualche) film (in più) e mangeremo quello che la fantasia ci ispirerà di giorno in giorno. L'autosvezzamento non è un metodo, né una bandiera. Vuole solo essere un incitamento a semplificarsi la vita e non avere paura: paura dei pezzi,  preoccupazione degli allergeni, timore degli orari, terrore delle stoviglie, orrore del cioccolato.
 
Questo spero di avervi trasmesso insieme a una buona dose di amore per il cinema. Forse in futuro ci troverete da qualche parte, gironzolando per il web. Ma dirvi dove e come adesso è prematuro.
 
Perciò ci salutiamo per il momento e lo facciamo con grazia cinematografica, come di consueto. Au revoir, les enfants!*
 
 
Lilli e il Vagabondo, Usa 1955



* titolo originale del film Arrivederci ragazzi di Louis Malle, Francia 1987.
Ispirato a un ricordo di scuola del regista, è la storia dell'amicizia tra due compagni, uno dei quali è un ragazzino ebreo nascosto dal preside nell'istituto. Epilogo triste, ma bellissime immagini. Esordio sullo schermo di Irène Jacob, musa del regista polacco Kieslowski.
 
 
 
 

giovedì 13 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 10

25 mesi + 25 giorni

Tra telefonate, messaggi, consultazioni sul pianerottolo, corse in ospedale, lacrime e burocrazia varia, il nostro ultimo pensiero è stato quello di mangiare.


Cico è andato avanti a latte per tre giorni, aprendo la dispensa da solo per sgraffignare corn-flakes, biscotti e patatine. Noi ci siamo limitati a patate lesse e una torta salata fatta dalla mitica Nonna Bis che è durata tre o quattro pasti.
 
Sapete che la prima versione de La piccola fiammiferaia è di Jean Renoir e risale alla Francia del 1927?
 
 

lunedì 1 ottobre 2012

Vai col ripassone: idee per i primi assaggi

23 mesi e mezzo
 
All'epoca dei nostri genitori oggi inziava la scuola. Quale giorno migliore, dunque, per ritrovarsi qui con una nuova veste grafica (in via di migliorie e in attesa che - dopo un lungo corteggiamento - un'amica mi dia una mano professionale)? Ma soprattutto è il momento giusto per fare un bel ripassone sul tema L'Autosvezzamento in pratica!!! Molti nuovi lettori, in gran parte Anonimi, si sono uniti all'avventura di Cico e chiedono idee per i primi assaggi.
 
Pronti? Via!
 
Per iniziare, qui trovate un'intervista che mi era stata fatta dalla rivista online Che forte! sul tema dell'approccio all'alimentazione complementare a richiesta (questo è il modo corretto di chiamare l'autosvezzamento), dove c'è un riepilogo delle modalità per cominciare e, soprattutto, sul significato di percorrere questa strada.
 
Ho riflettuto e sono giunta alla conclusione che un buon aiuto per voi lettori potrebbe essere quello di fare un po' di ordine tra le tipologie di cibo e presentarvi le possibili idee per assaggi, merende e spuntini.
 
Prima una piccola precisazione tratta dall'esperienza con Cico. Non è affatto detto che il pasto al quale i vostri figli faranno festa, cioè nel quale saranno più disposti a provare nuovi sapori, sia per forza il pranzo di mezzogiorno. Questa è una concezione del sistema tradizionale, che vede il pediatra consegnare la ricetta per la pappa, un concentrato di sostanze che sono poco adatte per gli spuntini di metà mattina o per la merenda. Quando si parla di "inzio dell'autosvezzamento" si intende - per la maggior parte dei bambini (eccezioni ammesse!!) - una rosicchiata, una ciucciatina o magari pochi bocconi. Il pasto completo arriverà molto dopo! La conseguenza più naturale, unita al fatto che magari alcuni cibi sono più attraenti se dolci o morbidi, è che magari la colazione suscita grande entusiasmo, a discapito di pranzi e cene. E infatti Cico cominciò da lì, anche perché io avevo più tempo per stare a tavola con lui. E infine ricordate il motto: i bambini fino a 3 anni si considerano lattanti (eccezioni ammesse!!).
 
Ciò detto, ecco qualche spunto rielaborato con aggiunte e commenti dal libro di Paola Negri W la pappa!
 
UNA MANO LAVA L'ALTRA...
Esempi di Finger Food
 
Verdure crude: lavarle, tagliarle a bastoncini.
carote, cetriolo, sedano, finocchio, cipolline dolci, pomodoro (meglio se senza semi).
 
Verdure cotte: personalmente non lesso quasi niente in acqua (disastro per il sapore e le sostanze nutritive!), ma faccio stufare lentamente in una padella antiaderente.
fagiolini interi, asparagi accorciati, cimette di broccolo, cimette di cavolfiore, carote, patate, quadrotti di zucca, topinambur, cuori di carciofo; crocchette di patate, rollé di verdure...
 
Frutta: a fettine, meglio se disposte in bella vista e non scagliate in un piattaccio a fettacce.
tutta la frutta secca, mela, pesca, albicocca, susina, fragole (fidatevi, che non viene l'orticaria! L'unico problema è che assorbono i pesticidi, quindi compratele bio-green-km0: insomma ci siamo capiti!), uva (per evitare l'effetto lassativo, sbucciate l'acino e togliete i semi), fichi (Cico gradisce in sommo grado), lamponi, mandarino (molto amato dai ciucciatori incalliti). Lascio a vostra discrezione la banana (molti genitori non vogliono dare cibo "esotico", ma non tengono conto che nessun frutto - tranne forse mela e pera - è europeo per nascita) e l'arancia (alcuni sostengono che sia troppo acida per l'intestino).
 
Cereali: pastasciutta intera da afferrare e succhiare (i fusilli sono perfetti, ma vedrete che ridere con gli spaghetti), pane con la crosta, gallette di riso o di mais, grissini, fetta di pizza, biscotti, corn-flakes e muesli.
 
Carne: osso di pollo, osso di maiale, arrosto di tacchino freddo o prosciutto cotto o mortadella in fetta unica da fare a striscioline (si chiede in salumeria); una fetta di polpettone, polpette.
 
Legumi: tutti i legumi ben cotti, da prendere a uno a uno, per ultimi i piselli e le lenticchie (se li cucinate da soli) che sono i più piccoli; tofu a fettine; polpette di legumi.
 
Pesce: anelli di totano, polpettone di tonno, trancio di pesce spada a bastoncini; trancio di tonno a bastoncini; polpettine di pesce.
 
Formaggi e uova: ricordate che sono poco graditi, in genere, dai gran bevitori di latte. Parmigiano reggiano, fettina di brie, fettina di caciotta, fettina di taleggio (sentirete che profumino avranno le mani!!); uova sode o frittata in trancetti.

 
Dessert: una fetta di plum-cake, di ciambella, di crostata.


 
 
PERDERSI IN UN CUCCHIAINO...
Esempi per fare pratica con le posate.
 
Verdure cotte: zucchine, melanzane, passato di verdura o minestrone, puré di patate, sugo di pomodoro.
 
Frutta: pera e kiwi (se non ci sono intolleranze tra i genitori) da scavare con un cucchiaino; frutta cotta. Non vi piace? Mai provata con il gelato?
 
Cereali e primi piatti: pastina di formato piccolo non brodosa, riso, orzo e farro mooolto cotti; gnocchi di vario tipo (perfetti per imparare a usare la forchetta), sformati, spaetzli, canederli e tutto quello che vi suggerisce la fantasia.
 
Carne e pesce: tutti.
 
Legumi: minestre, passati, creme.
 
Yogurt: non troppo freddo.
 
Formaggi: stracchino, robiola, crescenza, ricotta...
 
Dessert: gelato, budino, un cucchiaino di panna, frullati e frappé, un cucchiaino di tiramisù.
 
 
 
BACIAMI, PICCINA!
Esempi di assaggi dalla bocca della mamma*
 
Carote e verdure crude.
 
Semi oleosi: mandorle, noci, nocciole, girasole, zucca. Un bocconcino è più che sufficiente per garantire un pieno di acidi grassi, minerali, proteine e vitamine. Ideale per quei bambini che mangiano poco o sono influenzati.
 
Pastasciutta, risotto, carne, insalate di cereali e verdure, panini imbottiti, di tutto di più!
 
 
Buon appetito!!
 
 
*per gli interessati, posso far seguire un post apposito.
 

venerdì 21 settembre 2012

Merendina di gallina

siamo già a 23 mesi
 
 



Mooolti anni fa, il mio libro preferito raccontava di una giovane volpe che, nottetempo, si intrufolava nei pollai per fare una merendina di gallina. Mi ricordo l'amichevole solidarietà con la volpe astuta e golosa (che poi finiva immacabilmente nei guai) e l'acquolina in bocca data da quelle tre parole messe in fila. A volte gli scrittori ci sanno proprio fare, con le parole...
 
Quello che non sapevo allora era che mooolti anni dopo avrei avuto il privilegio di conoscere quel cucciolo di volpe in veste umana: Cico. Cico che non riconosco più! Adesso addirittura piange a dirotto quando finisce qualcosa che gli piace!
 
State pur tranquilli che succede solo a merenda: a quanto pare i micro-pisolini gli mettono fame. Il bilancio del pomeriggio:
 
- 3 budini (ok, erano piccoli, ma tre?!?)
- 2 + 1 morso di panini all'uvetta (non se ricordate, ma il pane all'uvetta è vagamente amaro... spero che non chieda il caffé il giorno del compleanno)
- 1 succo di frutta taglia grande (cari lettori, per la vostra buona pace mi sono convertita al bio-succo)
 
Dato che sono esterrefatta, mi butto sul cinema e ironicamente scelgo...
 
... Amabili resti di Peter Jackson, Usa 2009
Esatto. Il regista è lo stesso de Il signore degli anelli, che qui ha adattato un romanzo di Alice Sebold. Il film usa un espediente narrativo che a volte il cinema usa per coinvolgere ancora di più gli spettatori: la protagonista è morta. Tranquilli, non vi sto rovinando la sorpresa! Si sa fin dall'inizio. Questo film usa tecniche visive spettacolari. Ve lo consiglio e, anche se lungo, è molto adatto agli adolescenti, perché vi trovano spazio senza censure sentimenti come la rabbia, la vendetta, la gelosia. Dai 14 anni in su.
 

lunedì 10 settembre 2012

Libri sui bambini e il cibo

22 mesi + 3 settimane


Completo la mia carrellata con una breve rassegna di titoli di libri sul rapporto tra bambini e cibo che possono risultare interessanti.
 
La base dell'autosvezzamento è contenuta nel libro di Lucio Piermarini Io mi svezzo da solo (Bonomi Editore), la cui immagine di copertina vedete proprio qua sopra. E' un libro-saggio, una base per smontare molti pregiudizi sull'alimentazione infantile con la spiegazione storica del perché si siano radicati nel nostro senso comune. Con un po' di intuito, potrete già capire, leggendo il testo, le tappe operative dell'alimentazione complementare a richiesta, anche se l'autore non dà tutte le risposte ai dubbi che verrebbero in mente a una mamma, a mano a mano che si presentano le varie situazioni. Lo scopo del volume, infatti, non è manualistico, ma filosofico: l'invito a cambiare punto di vista e a considerare il bambino un vero e proprio commensale, con pari dignità della nonna, del fratello maggiore o di un ospite gradito.
 
Un aiuto concreto per la quotidianità viene invece da:
 
Paola Negri, W la pappa!, Urra edizioni 2010
 

L'autrice - consulente per l'allattamento e mamma di 4 figli - spiega nel dettaglio che cosa fare per praticare l'autosvezzamento e vaglia con attenzione tutte le possibili obiezioni, come per esempio il rapporto tra peso del bambino e assorbimento del ferro, oppure le differenze tra bambini che non bevono latte e quelli che invece ne sono ghiotti. Completano il libro un ricettario elaborato e sperimentato dalla Negri stessa e una proposta per modificare in meglio la propria dieta, coerentemente con le sfide globali e la lotta alla fame nel mondo.
 




Carlos Gonzalez, Il mio bambino non mi mangia, Bonomi editore 2003
 
Dallo stesso autore di Bésame mucho, un libro altrettanto ricco di umorismo e sentimenti per fare fronte alle difficoltà del bambino rispetto al cibo, per scoprire che... non si tratta di difficoltà. E' di grande aiuto per le mamme (e per i papà) se si fidano del fatto che l'inappetenza è un problema di equilibrio tra quello che un bambino mangia e quello che sua madre si aspetta che mangi. Non si parla di autosvezzamento vero e proprio, ma il pilastro centrale è il medesimo: il bambino conosce molto bene ciò di cui ha bisogno.




 
 
T. Berry Brazelton, Il tuo bambino e... il cibo, Raffaello Cortina 2004
 
Questo è uno dei volumi dedicati a un ambito specifico dell'infanzia e, secondo il mio parere, l'unico valido. Non propone l'autosvezzamento, ma fa una calzante associazione tra il disinteresse per il cibo che, talvolta, i bambini manifestano e la diretta espressione della loro insofferenza a stare seduti fermi. Le necessità neurologiche del movimento e l'impegno per affinare le capacità motorie sono di gran lunga superiori alle necessità nutritive. Perciò l'autore dà, diplomaticamente, il più saggio dei consigli: non fare assolutamente nulla!


 
Lina Spinazzé, Gli gnomi mangioni, Kellermann 2006
 
Questo è un breve e poetico ricettario per bambini. Le ricette proposte sono facilissime da realizzare anche per i cuochi meno esperti e sono scritte in corsivo come su un vecchio quaderno. La prefazione è molto interessante e invita a essere fantasiosi nel proporre ai bambini nomi di piatti amici che resterano nei loro ricordi. Ottimi i consigli per le varie occasioni in cui proporre una preparazione o l'altra.
 






Miralda Colombo, Il cucchiaino di Alice, Gallucci 2011
 
Questa è la realizzazione di un sogno: quello di Miralda, mamma di Alice e blogger, che ha tratto dall'omonimo blog un libro fotografico accattivante e moderno. Fa da filo conduttore l'esperienza tra i fornelli e a tavola con la sua bambina che, passo passo, è stata guidata ai piaceri della buona tavola da una mamma estrosa. Il fatto interessante è che la piccola si è interessata poi alla preparazione del cibo, uno step fondamentale verso l'autonomia. Autosvezzamento... filmato!



 


Claudia Brignoli, Il pentolino, Aedel Edizioni 2007

Un altro ricettario dedicato solamente ai cereali. In effetti, che cosa proponiamo ai nostri figli di primo? Pane e pasta (cioè grano) e riso. Ma trascuriamo orzo, farro, miglio, avena, bulgur, mais, quinoa, amaranto e segale. Sfatando il mito che occorrano tempi lunghi per variare il nostro ventaglio di ricette, l'autrice propone piatti semplici, insaporiti con erbe aromatiche, adatti ai bambini dall'anno in su, sostiene Brignoli. Ma invece lo sappiamo, ripetete con me: adatti da quando volete voi!
 





Buona lettura e buona cucina!
 
 

sabato 8 settembre 2012

Libri sui bambini che mi piacciono: pars construens

22 mesi + 3 settimane
 
Spazio ai libri che mi piacciono!
Sono quei titoli capaci di illuminare una giornata, una sera in cui si ha finalmente tempo di leggere, un momento di Grazia Culturale che ti arriva proprio quando credi di non farcela.
 
Si racconta che il servo di un arcivescovo precedesse il suo padrone nella scelta della locanda in cui fermarsi la sera e dovesse segnalare dove il vino gli fosse parso eccellente. L'accordo era che avrebbe scritto sul muro dell'albergo la parola est! che in latino significa "c'è!", cioè "questo è il posto giusto". Arrivato in un luogo che lo colpì per la qualità sopraffina dei vini, egli scrisse: est! est!! est!!
 
Ecco la mia (selezionatissima) classifica:

Bésame Mucho di Carlos Gonzalez, Coleman editore 2009
In poche parole: IL libro sull'infanzia. Il regalo più bello che ho ricevuto. Duro, tagliente, che mette in disaccordo gli amici e i parenti, ma illuminante, giusto, buono. Raramente ho letto parole di così grande intensità. Purtroppo ha una prefazione che ancora insiste sulla necessità del "contenimento" per il bambino: è proprio difficile capire l'italiano!
est! est!! est!!!
Mi piace, perché è davvero capace di rompere tutti i luoghi comuni, di smontare tutte le teorie, anche quelle che possono apparire giuste perché "fanno male per il bene del bambino". Gonzalez non ci sta e dice: "I ricordi più belli di tuo figlio stanno per arrivare. Tutto dipende da te".
MERAVIGLIOSO.

 
Come sviluppare tutti i talenti del bambino a cura di Arve Mathisen, Red edizioni 2008
Un regalo di Natale gradito, dove ho trovato molta magia e suggestione e un approccio molto amico dei bambini.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché racconta la pedagogia steineriana ai genitori senza insistere sulle "spigolature" che di solito la rendono un po'... arcaica agli occhi dei genitori contemporanei. Il tono invece è suggestivo e articolato, e invita a risolvere le difficoltà pratiche non con tabelle e regole, ma cambiando il proprio punto di vista sull'infanzia.
CREATIVO.
 



I bambini hanno bisogno di fiducia di Tim Seldin, Fabbri editore 2007
Un regalo molto gradito, dove ho potuto conoscere la pedagogia montessoriana in modo rapido, pratico e approfondito.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché parte dalla comune esperienza dei genitori e li guida attraverso il pensiero di Maria Montessori, svelando un approccio rivoluzionario all'educazione: il bambino, se messo nelle condizioni giuste per fare tesoro dell'esperienza dei sensi, apprende da solo. Un autosvezzamento ante-litteram, si può dire, purtroppo rimasto inascoltato nelle nostre scuole, ma realizzabile a casa con tanti piccoli accorgimenti.
FAMILIARE.


L'abbraccio che guarisce di Martha Welch, Red edizioni 2006
Un prestito fortunatissimo, che salva per miracolo la categoria degli psichiatri infantili. Questa donna è stata la prima a guarire dall'autismo molti bambini considerati senza speranza. Coraggiosa e piena di risorse, mentre al centro l'affetto materno.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché ha un taglio scientifico e pratico allo stesso tempo e propone un metodo (l'holding) che si è dimostrato molto efficace anche con Cico. Il bello del libro è che dà valore a ciò che, normalmente, non viene preso molto in considerazione: il trauma da parto, la memoria prenatale, il valore del tempo trascorso insieme. Preziosi consigli anche per la mamma che lavora.
CONCRETO.

 
Io mi svezzo da solo di Lucio Piermarini, Bonomi editore 2010
Il testo che ha dato origine all'avventura di questo blog non poteva mancare. E' una buona occasione per presentarvelo. Il testo si pone l'obiettivo di sfrondare i problemi pratici col cibo che tanta ansia generano in famiglia e dare risalto agli affetti e alla socialità della tavola. Un acquisto fatto in autonomia che mi ha davvero migliorato la vita.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché con uno stile ironico e davvero divertente, questo pediatra coraggioso ha portato avanti la sua idea con grande forza per anni, aiutando centinaia di mamme, prima di avere un riconoscimento dalla comunità scientifica. Ma il tempo gli ha dato ragione e anche Cico si unisce al coretto dei "Grazie!".
INNOVATIVO.

 
Anche i cattivi giocano di Rosemarie Portmann, Meridiane 1999
Un manuale di giochi che possono aiutare moltissimo quando: i bambini crescono; i bambini sono più di uno; i bambini sono molto irrequieti ma, come è giusto, anche loro vogliono giocare.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché l'autrice propone di non elucubrare troppo sulle ragioni del comportamento inadeguato dei bambini, di tirare fuori carta, penne e fantasia e di giocare. Il gioco ha sempre bisogno di un conduttore adulto ed è quindi un modo efficace e divertente di trascorrere del tempo insieme. Ideale anche per animare gruppi e feste di compleanno. Bellissima la prefazione sulla rabbia.
PROPOSITIVO.


Le fiabe, una fonte di giovinezza di Michaela Gloeckler, Aedel Edizion 2010
Un libro di 33 pagine che può meritarsi la L maiuscola. Un percorso di guarigione e salute dell'anima attraverso le funzioni che i vari personaggi ricoprono nelle fiabe più note. Lo metto in fondo, non perché sia meno bello, ma perché è il più difficile e richiede un'infarinatura di semiotica.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché dà valore a un genere letterario - la fiaba appunto - che di solito viene relegato alla stanza dei bambini, ma che qui assume dignità e capacità terapeutiche come il giardinaggio, il volontariato o la cura del corpo. Consigliato alla mia lettrice M!
ANTROPOSOFICO.
 

mercoledì 4 luglio 2012

Mandala di latte

20 mesi + 17 giorni


Le entusiastiche reazioni al mio post sulle bucce di mela, mi hanno ispirato un altro riuso eco-artistico degli scarti.

Ecco a voi i primi 6 mesi di latte vaccino di Cico che si stimano in ben 110 litri di latte intero Alta Qualità.

Come lo so? Semplice! Ho conservato per la scuola primaria dei vicini di casa i tappi delle bottiglie di latte bevute da Cico e ho pensato di disporne alcuni così:


Il latte vaccino è l'unico alimento su cui sono stata molto fiscale: neanche una goccia prima del primo compleanno, nonostante sia a conoscenza del fatto che molte mamme lo danno ai figli (diluito con acqua) già a 8 mesi.

Innanzitutto il latte vaccino è specie-specifico per i vitelli, perciò non è adatto al cucciolo d'uomo, per il quale l'unico latte Onnipotente & Perfettissimo è quello materno. Se, per vari motivi, questo non è disponibile si deve dare il latte formulato e non altro.

Il consumo di latte vaccino prima dell'anno, infatti, è - insieme all'uso di ammorbidente per il bucato - il primo responsabile dell'insorgere della dermatite atopica. Particolare attenzione, poi, va fatta per chi - come Cico - ha avuto la crosta lattea: questi bambini sono a rischio intolleranza e nella top-three degli alimenti potenzialmente allergizzanti c'è, appunto, il latte vaccino.

Per questo con Cico sono andata cauta: la prima tazza l'ha bevuta a 13 mesi e così ho dribblato allegramente il problema delle diluizioni con acqua.

Successone!
Il latte, insieme alla pizza, è ormai al centro del suo cuore.

Ne approfitto qui anche per invitare alla calma coloro che sono spaventati dall'idea di un eccessivo consumo di latte da parte dei figli.

Un bravissimo medico omeopata consultato per Cico mi ha riassunto così le cose: fino a un anno la dieta dei bambini è quasi esclusivamente lattea (cioè quello che li sazia), mentre fino a 3 anni si considerano ancora lattanti, il che vuol dire che, occasionalmente o spesso, può capitare che facciano pasti a base di solo latte vaccino o materno (per chi sceglie di proseguire l'allattamento oltre il primo anno).

Disco verde anche al latte prima di andare a dormire, con l'accortezza di aggiungere un cucchiaino di zucchero di canna per compensare la povertà di zuccheri del latte.

E' invece a colazione che il latte si dovrebbe offrire non zuccherato, proprio perché i cereali del mattino (biscotti, fette biscottate, pane, torta) integrano perfettamente le carenze del latte.

Per i drogati di latte, Cico in testa, la soluzione migliore è assecondarli (principio cardine dell'autosvezzamento): così facendo, dovrebbero mantenere l'abitudine del latte prima di coricarsi solo fino a 2 anni e mezzo, 3 al massimo e calare le quantità per poi consumarne meno o addirittura arrivare a non berne più.

Questo non è un male, perché poi il latte vaccino all'essere umano adulto non serve più come prima. Lasciando fare ai bambini, sapranno esattamente cosa è bene per loro. Ve lo conferma una che a 3 anni ha smesso completamente di bere latte.


mercoledì 30 maggio 2012

Un granello di sabbia

19 mesi + 15 giorni


Ho deciso di partecipare a questo piccolo concorso, GiveAway Flors de la Terra, non tanto per il premio in palio (che certo fa gola, anzi... fa naso!), ma soprattutto perché - reduce dall'ascolto delle più catastrofiche notizie della sera riguardo alla situazione dell'Italia - è necessario che ognuno di noi faccia una piccola cosa e diventi quel granello di sabbia che insieme a tanti granelli può fare la differenza.

La proposta che mi segnala Crea Family parte dai blog Io e Marc e C'è crisi, c'è crisi che propongono di raccogliere le idee di tutti per un mondo migliore e una vita ecologica.

Dicono le autrici:

"Vogliamo conoscere i vostri buoni propositi, le vostre buone azioni, i vostri sogni ... chiedetevi cosa fate già e cosa potreste fare per rendere il mondo un posto migliore... tipo come salvaguardate l’ambiente, cosa autoproducete, se mangiate a kilometro zero, se fate il riciclo {creativo e non} e come state crescendo i vostri piccoli ad una vita ecologica".

Sembra poca cosa, ma in realtà è un tema vastissimo e importante, sul quale - ne sono ben consapevole - molti amici e amiche sono ben più attivi di me. Nel mio piccolo, care colleghe 2.0, vorrei raccontarvi di ciò che pertiene più strettamente alla mia identità di Mamma di Cico.

AL SUPERMERCATO

Mi aggiro come al solito tra gli scaffali, sollevata al pensiero che, se non altro, potrò saltare a pie' pari la corsia intitolata "Alimenti per l'infanzia".
L'astuzia del visual merchandising, tuttavia, strizza un occhio complice alle mamme in fila alla cassa. I prodotti per l'alimentazione dei bambini piccoli sono bene in mostra in testa agli scaffali della corsia, in modo che le mamme in coda possano allungare una mano rapida se hanno dimenticato qualcosa o se pensano che il loro bébé gradirà di più i trendy "occhi di pernice" rispetto ai classici "ditalini per i suoi primi dentini".
Anch'io cado nella rete. Il mio sguardo, infatti, è attirato magicamente da una bottiglia di cartone - piccolina, snella, ben fatta - di olio extravergine di oliva per bambini.
Penso, ingenua, che ogni tanto uno strappo alla regola ci possa anche stare. Allungo la famosa mano rapida dalla fila della cassa. Un lampo di razionalità squarcia la mia mente: "Leggi gli ingredienti!".

Leggo e riporto fedelmente la composizione:
- olio extravergine di oliva

e il prezzo per 250 ml: € 5,69

Per una volta, lo ammetto, studiare serve a qualcosa. Devo ricordarmi di dirlo alle mie allieve, sensibili ai numeri e poco alle lettere.

- _ -

 
Percorrendo la strada dell'autosvezzamento, Cico ci ha insegnato a riconoscere queste piccole verità che sentiamo anche ai telegiornali e leggiamo nelle inchieste e nei libri:

- Insegnamo ai bambini a mangiare, ma, facendolo, buttiamo via grandi - troppe - quantità di cibo. Proponiamo alimenti insipidi, incolori, informi a bambini che hanno già "assaggiato" spezie, sale e condimenti nel liquido amniotico. Le pappe finiranno invariabilmente nel buco del lavandino,
dunque

cuciniamo per tutta la famiglia gli stessi piatti,
tratti dalle varie tradizioni regionali,
in modo sano ma appetitoso.



- Insegnamo ai bambini a mangiare, ma, facendolo, acquistiamo alimenti per l'infanzia secondo la logica dello svezzamento di 50 anni fa che si faceva a 3-4 mesi. Oggi i pediatri riconoscono l'importanza di aspettare i 6 mesi di età prima di offrire alimenti solidi,
dunque
gli alimenti industriali per l'infanzia
non sono necessari.

- Insegnamo ai bambini a mangiare, ma, facendolo, li obblighiamo, li inganniamo con il vola-vola-areoplanino tanto caro alle nonne, li ricattiamo, promettendo ricompense e minacciando punizioni per qualcosa - il cibo - che è una necessità e un diritto di tutti; trascurando che ci sono tanti bambini come Cico che non hanno nemmeno accesso all'acqua potabile,
dunque
diamo fiducia ai bambini,
permettendo loro di mangiare se hanno fame e permettendo loro di mangiare poco
o di saltare i pasti se non hanno fame:
essi sanno autoregolarsi con saggezza.



Come in tutti i percorsi, ci possono essere dubbi e incertezze, svogliatezze e crisi, ma Cico ha sempre dimostrato l'affetto più sincero e il gradimento più alto per tutti coloro che - da un anno a questa parte - hanno saputo rispettare lui e il suo (mutevole) appetito.

Sono convinta che l'autosvezzamento possa essere il nostro piccolo granello di sabbia per liberare la dispensa da confezioni di farine, creme, semolini, omogenizzati, liofilizzati, biscotti-non-biscotti a presa rapida, latte di crescita 1-2-3, pasta per bambini (?!?), brodo vegetale e prosciutto sottovetro.






lunedì 19 marzo 2012

I 10 piaceri dell'anima

17 mesi + 4 giorni

Sono stata sfidata da Alessandra di Quello che mi manca a elencare i 10 piaceri dell'anima.
Mi sono fatta ispirare dal decalogo presente nel bel libro (a detta di molti, introvabile) del pediatra spagnolo Carlos Gonzalez: Bésame mucho (Coleman editore) che ho ricevuto in dono la settimana scorsa. E' una lettura che mi ha dato forze fresche per stare con Cico. Raramente accade con i libri sui bambini.
Eccovi dunque la mia personalissima cover: a sinistra c'è il Gonzalez-pensiero, dopo i due punti trovate la mia rivisitazione in tema di cinema e autosvezzamento!

  1. Tuo figlio è una brava persona: ha il diritto di avere posate di metallo, piatti di ceramica, bicchieri di vetro e film di ottima qualità.
  2. Tuo figlio è disinteressato: cucina con passione quello che piace alla tua famiglia, anche a lui piaceranno le stesse cose.
  3. Tuo figlio è generoso: accetta i pezzetti di cibo che ti offre con le manine appiccicose e le custodie dei dvd che toglie a una a una dallo scaffale.
  4. Tuo figlio è equanime: mantiene, cioè, invariato il suo umore, ma si spaventa molto per i suoni e i rumori forti. Attenzione alle colonne sonore dei film che vedete!
  5. Tuo figlio sa perdonare: sa perdonare il latte che scotta, la minestra troppo calda e i tentativi maldestri di indurlo a mangiare con l'inganno. Impara da lui: evita di negare la tv, il cinema o un film in dvd per punizione, perché il tempo della censura culturale deve finire.
  6. Tuo figlio è coraggioso: ha il diritto alla cipolla nel risotto e alla cannella nella torta, offrigli anche l'esperienza dei sapori forti. Non abusare, però, del suo coraggio al cinema!
  7. Tuo figlio è diplomatico: sa evitare con abilità il pesce e la carne, alimenti di cui ha bisogno solo in minime quantità. Vedrai che festa a una fetta di pane o alla coppetta di gelato!
  8. Tuo figlio è sincero: mangia solo quando ha fame e te lo "dice"; se non mangia, guardatevi un bel film abbracciati sul divano.
  9. Tuo figlio è socievole: ha il diritto di mangiare a tavola con la mamma e il papà. E se voi guardate un dvd, vorrà stare lì con voi.
  10. Tuo figlio è comprensivo: se la cena tarda e se ti piace proprio tanto quel thriller in tv, lui saprà aspettare... se c'è uno stuzzichino spezzafame!

giovedì 1 marzo 2012

Cico bisestile

16 mesi e mezzo

In molti mi chiedono di vedere la faccia di Cico. Ho deciso di accontentarli.
Et voilà!

"Siete voi puuupazzi da legare!!!"


Ecco il mio Leprotto Bisestile: sguardo allucinato con strabismo intenzionale, dentoni, sorrisetto pestilenziale, grandi orecchie e... risate a crepapelle!
Bastian contrario che più contrario non si può!

Sabato scorso si è beccato un bel febbrone con annesso raffreddore e così - come da prassi - sono quattro notti nette che qui non si dorme neanche quel poco necessario alla vegetazione umana. Come se non bastasse, da qualche tempo a questa parte, i risvegli sono caratterizzati da urla agghiaccianti reiterate e continuative (la scorsa notte ha pianto per un'ora senza MAI smettere) e scosse convulse: difficilissimo anche solo tenerlo in braccio; e di fatti ha dato una testata nel muro del corridoio di cui non si è neanche accorto.
La nostra reputazione condominiale già minacciata e i nostri timpani ormai perforati sono in serio pericolo.

Mentre il Papà di Cico, indomito, dà un senso alle notti perse lavorando in piena oscurità, la Mamma di Cico cerca di consolarsi - di giorno - con qualche piattino prelibato.
Di solito influenza fa rima con inappetenza o, almeno, così ricordo di me stessa.
Ma forse perché ci ha sentiti pronunciare verso le 4 del mattino le inquietanti parole "crocifisso", "esorcismo", "spirito immondo", temendo di essere sottoposto a un qualche rituale improvvisato, ha fatto in modo di aumentare l'appetito in maniera vorticosa. Tanto più gli sale la febbre e ha il naso chiuso, quanto più il nostro Leprotto Bisestile mangia di gusto.

Esempi di menù degli ultimi due giorni spazzolati fino all'ultima briciola:

Mezzogiorno di martedì 28 febbraio
- girandola di mela e kiwi
- trofie al pesto
- triglie in pastella con contorno di carciofi
- latte

Sera di martedì 28 febbraio
- margherita di banana
- conchigliette in brodo
- seppioline al forno con patate arrosto
- latte

Mezzogiorno di oggi
- faccina di spicchi di arancia e mela
- gnocchi al pomodoro fatti-in-casa dalla nonna
- bastoncini di patate e carote
- latte

Sera di oggi
- girotondo di mela, banana e uvetta sultanina
- roast-beef alle erbe
- umido di cipolla, coste e patate
- latte

Infine, dato che Cico aggiunge obiettivi a obiettivi, vuole a tutti i costi provare a bere da solo e a usare la forchetta. Si è impegnato a tal punto che perfino la pignolissima pediatra si è trovata costretta a promuoverlo per il suo repentino quanto inatteso aumento di peso.
Fa sempre di testa sua come, ovviamente, in...

... Alice nel paese delle meraviglie di Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Usa 1951
Questo cartoon merita che io spenda due parole in sua difesa. Agli adulti, di solito, non piace. I motivi che vengono addotti sono soprattutto due:
- l'assoluta mancanza di un qualunque senso logico in una storia per la maggior parte fatta di gag e battute strampalate.
- la stupidità della protagonista, incapace di trattenere fontane di lacrime.

E' un film da rivalutare, invece. Innanzitutto perché i bambini, dai 6 anni circa, lo adorano. Forse perché quello che vi viene ritratto è il loro mondo: stralunato, onirico, colorato, creativo. I genitori o chiunque abbia a che fare con i bambini, per lavoro o per diletto, riconoscerà che i caratteri bizzarri e i dialoghi buffamente umoristici del Cappellaio Matto, del succitato Leprotto Bisestile e di tutti gli altri sono variazioni del modo di fare imprevedibile, giocherellone e impetuoso tipici del cucciolo d'uomo.
La bionda Alice, ingenua e poi sempre più coinvolta, non potrebbe, allora, essere come una neo-mamma che si addentra - con sorpresa e meraviglia - nel mondo incantato dell'infanzia?
E' un'interpretazione del tutto personale, ma mi è venuta in mente "rileggendo" il film alla luce di Cico. Si sprecano invece - come forse saprete - i rifacimenti in chiave erotica-psicoanalitica.

Vi lascio, per oggi, con l'amletica domanda del Leprotto Bisestile:
Perché i tramonti son pupazzi da legare?

martedì 31 gennaio 2012

Entrata libera

15 mesi e mezzo


"Dobbiamo lavorare oggi per fare in modo che il cibo per i nostri bambini sotto i sette anni diventi un momento di gioia e di condivisione.
Dobbiamo lavorare oggi sul bambino, perché l'adolescente che verrà non cada nella pericolosa spirale dell'anoressia. E non è un problema solo delle ragazze, anzi!
Uso il verbo lavorare per farvi capire che serve un'azione e non servono i discorsi. State certi che dicendo a un bambino di quattro anni: "Mangia!" quasi sicuramente non mangerà".

"Che lavoro possiamo fare con i bambini piccoli?
Che la cucina sia sempre un locale aperto per loro.
La porta della cucina deve essere spalancata mentre noi siamo dentro la stanza a preparare i pasti.

Che i bambini stiano con voi mentre cucinate:
  • a 6 mesi a guardare dal seggiolone con in mano il cucchiaio di legno
  • a 8 mesi a gattonare liberamente sul pavimento
  • a 1 anno a togliere e rimettere le pentole da un cassetto
  • a 2 anni a guardare il forno mentre cuoce la torta e a tuffare le mani nel riso che state per bollire
  • a 3 anni a aiutarvi a ordinare la spesa e a lavare la frutta in una bacinella
  • a 4 anni a spalmare la marmellata o il burro sul pane e a rimescolare gli impasti
  • a 5 anni a tagliare zucchine e carote e a impastare la farina per fare i biscotti
  • a 6 anni a apparecchiare la tavola e a affettare il pane
  • a 7 anni a farcire la pizza e fare il caffé

Permettere a un bambino di 4-5 anni di toccare cibi, ingredienti e incarti è molto più significativo per lui che fare un puzzle o azzuffarsi con i coetanei.
Permettere a un bambino di 6-7 anni di muoversi con voi in cucina, osservarvi e lasciare che prenda parte ad alcune delle attività che voi state svolgendo, è molto più significativo per lui di mezz'ora di lettura".

Luciana Pederiva,
maestra di asilo steineriano

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