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lunedì 1 settembre 2014

Before I Disappear - Speciale Venezia 2014


Before I disappear di Shawn Christensen

ore 22.00

A caldo suscita: commozione

La scena chiave: un immaginario musical-rock in una sala da bowling


                                         Shawn Christensen e Fatima Ptacek in Before I Disappear


Una specie di favola rock ambientata nella NY dei locali cool, della droga facile, della morte per overdose. Tre personaggi – un fratello, una sorella nei guai e una nipote Miss Perfezione – celebrano la propria caduta e poi si rialzano in un folle girotondo psichedelico, dove la colonna sonora, punteggiata qua e là di brani d’opera, ha il sopravvento in molte scene. La prima parte ha ritmo ed è narrativamente forte, mentre nella seconda si disperde con qualche insistenza di troppo che sposta l’attenzione dello spettatore dal centro delle vicende: come farà Richie, potenziale suicida, a trascorrere la lunga notte con la nipote Sophia dei quartieri alti che non lo conosce e non sembra intenzionata a fare amicizia? E il punto è proprio questo. Inventarsi da zero un ruolo di padre per una bambina che non ce l’ha. Christensen convince sia come regista sia come attore protagonista.

Il giovane favoloso - Speciale Venezia 2014

46 mesi e mezzo


Così ho pensato di andare fino alla Grotta,
in fondo alla quale, in un paese di luce,
dorme, da cento anni, il giovane favoloso.
Anna Maria Ortese


Elio Germano in Il giovane favoloso

Il titolo della film rimanda al racconto Pellegrinaggio alla tomba di Leopardi, tratto dalla raccolta Da Moby Dick all'Orsa Bianca - Scritti sulla letteratura e sull'arte (Adelphi, 2011) di Anna Maria Ortese.
Ed è in effetti un Leopardi nuovo quello che si vede nel film di Mario Martone, ma che soprattutto si fa ascoltare. Come se fossero pensieri del Conte Giacomo sentiamo infatti brani dei suoi idilli e delle opere più note, lo Zibaldone e le Operette Morali, nella convincente interpretazione di Elio Germano. Questo film, di molto superiore al precedente del regista, Noi credevamo, fa onore alla memoria del poeta di Recanati, soffocato da programmi scolastici e spiegazioni inadeguati.
Una colonna sonora di brani d'opera - Rossini soprattutto - e di inediti del compositore tedesco Sascha Ring illustrano il mondo interiore di Leopardi, vitale, ribelle, arguto, in netto contrasto con l'ambiente soffocante in cui vive, in famiglia prima, ma anche successivamente, deluso dall'amore non corrisposto di Fanny che gli preferisce l'amico Ranieri.
Il film ha il pregio di non essere solo un biopic enumerativo di date, luoghi ed opere, anzi non vi si troveranno quasi riferimenti al dato storico. Il giovane favoloso è piuttosto il grande affresco di un animo sensibile, anzi sensitivo, che vive in profondo contatto con il mondo che lo circonda, con la natura e con se stesso.

Isabella Ragonese, Elio Germano ed Edoardo Natoli in Il giovane favoloso

La sceneggiatura accenna solo in parte alla primissima educazione dei fratelli Leopardi che avvenne in modo molto simile a quella di Mozart e per certi versi anticipatrice delle future libertà montessoriane, per concentrarsi sul senso di oppressione di una piccola città di provincia, di una famiglia devota allo Stato della Chiesa e alle sue leggi, che non sa di aver liberato le menti straordinarie dei propri figli, tutti dotati ed eclettici, desiderosi di proseguire le loro vite e andarsene.
Solo Giacomo avrà questo privilegio, conquistato a caro prezzo, e vedrà Milano, Firenze, Napoli e i dintorni di Pompei e Torre del Greco. Dentro di lui matura una raffinata concezione intellettuale, libera e moderna, che lo porta inevitabilmente al rifiuto dei salotti. Eppure prosegue nella sua scrittura, lottando tenacemente contro atroci dolori alla schiena, continuando a credere nell'amore, nonostante tutto.
Un film bello da vedere con scorci meravigliosi di paesaggi affascinanti, aspri e ricordi d'infanzia consolatori che sempre sono vivi nella memoria del poeta. Un film bello da ascoltare, seguendo il filo delle voci, raffinate come la recitazione di tutti gli interpreti. La sensazione è quella di comprendere finalmente un uomo e un artista. Il tentativo di aprire uno squarcio nell'anima di Leopardi è perfettamente riuscito.
Elio Germano e Michele Riondino in Il giovane favoloso

domenica 31 agosto 2014

Speciale Venezia 2014

46 mesi


Cosa voglio fare dopo? Come ci arrivo?
Jackie and Ryan

Ho lasciato Cico con il Papà e ho viaggiato fino alla 71. Mostra di Arte Cinematografica di Venezia 2014, più semplicemente nota come Festival di Venezia.
Sono venuta qui, forte del mio accredito stampa, per cercare di capire se il cinema ha ancora qualcosa da dirmi, se faccio il lavoro giusto, se scrivere è ancora la mia strada. Credo di sì. Non sono un critico a 360 gradi, mi piace scrivere di cinema, ma anche di altri argomenti. Mi piace il lavoro notturno e bohémien del giornalista che veglia nelle sale stampa. Mi piace la tecnologia e mi piace che sia efficiente: voglio un wi-fi degno di questo nome, la possibilità di accedere ad archivi di immagini e video. Mi piace avere a disposizione fonti di varia natura. Mi piace intervistare i miei vicini di poltrona, sapere cosa ne pensano, entrare nelle loro vite. E poi scriverne.
Sono a mio agio con la scrittura rapida, efficace, orientata a un obiettivo. Se ho un'ora sola per la scrittura so farla rendere. Mi piace la sintesi, se occorre so spaziare verso il saggio, preferisco tenere un registro argomentativo, ma, se necessario, so buttarla sul personale. Mi piace scrivere di un film e poi dimenticarmene. Mi piace collaborare a un progetto e poi archiviarlo. Altri film, altri argomenti, altre persone, nuove idee.
Sì, this is my job. Spero di poter continuare a esercitarlo e non è un privilegio. E' quello che so fare meglio. Qui ci sono tantissimi colleghi appassionati del loro lavoro e che lo fanno bene. E' bello anche lavorare in gruppo, gomito a gomito, senza conoscersi, in perfetto silenzio, con i cellulari spenti. Quando scriviamo, intorno a noi c'è energia. Qualunque siano le storie che ci portiamo dietro, in questi momenti non contano più. Le differenze di genere si annullano. Si annullano le differenze culturali. Arrivi a un punto nel quale tutto converge: francese, inglese, tedesco, italiano, spagnolo, cinese. Tutto si fa chiaro, ci si comprende al volo. Siamo concentrati e viviamo nel presente. Può essere un processo di pochi minuti o di molte ore, ma so che per tutti è riposante. Quello che angoscia è sempre il passato. O il futuro. Ma scrivere, no. Scrivere è vivere il puro presente.

Katherine Heigl in Jackie e Ryan

Venendo qui, cercavo anche il mio film. Un film che segnasse questa esperienza e questo anno. Che avesse qualcosa da dirmi. Sinceramente, più passavano i giorni, più disperavo di trovarlo. Fino ad oggi pomeriggio, quando, in una Sala Darsena piena, alla presenza della regista Ami Canaan Mann (figlia di Michael Mann) e dei produttori, è stato proiettato Jackie e Ryan, in concorso per la sezione Orizzonti. E' una storia molto americana, ambientata nello Utah d'inverno, nel periodo vicino a Natale. E' la storia di Ryan, chitarrista folk autodidatta che viaggia di nascosto sui treni merci per spostarsi da una città all'altra a suonare per le strade. A volte suona con alcuni amici, spesso è solo. Nella sua personalissima "tournée" incontra Jackie, una giovane donna bionda, che si ferma ad ascoltarlo. Nessuno dei due sembra dare peso a questa casualità e i due personaggi forse non si incontreranno più. Invece... 
E' un piccolo film molto accurato dal punto di vista visivo, con una colonna sonora piacevole. Come spesso accade, sa comunicare molto di più di quello che a prima vista non appaia. Parla di crisi, economica ed esistenziale, senza nessuna apologia moraleggiante o fintamente divertente. Il pubblico se n'è accorto e l'ha caldamente applaudito. Lo consiglio senz'altro e spero che vinca un premio.
A me ha saputo dire molto e ha contribuito a darmi un'indicazione, una pista. Ha diradato un po' della mia confusione. Ha saputo anche dirmi che, per quanto ci si sforzi di pensare il contrario, ad alcuni incontri siamo destinati. E che la nostra conoscenza è molto più ampia di quella che noi già possediamo. Dobbiamo, assolutamente, dilatare i nostri orizzonti (mai categoria festivaliera fu più azzeccata) di spazio e tempo e credere che le nostre intuizioni hanno molto valore. E' stato confortante e credo che ben si adatti questa frase:

Ci sono persone che vengono per dirci qualcosa.
Poi, quando ci hanno dato il loro messaggio,
semplicemente, se ne vanno.

 Oppure no?

Ben Barnes in Jackie e Ryan


giovedì 25 ottobre 2012

Dani

2 anni + 10 giorni
il primo post di Cico in persona 
 

Carissimi padrini,
questa è la storia allegra di una bambola. Che poi diventa un po' triste e poi, per fortuna, torna allegra.
Dunque ve la voglio raccontare.

Sapete meglio di me che dieci giorni fa ho soffiato sulle mie candeline azzurre. In un pacchetto ben confezionato che la Mamma è stata tanto gentile da aiutarmi ad aprire, ho trovato una bambola o, meglio, un bambolotto di pezza.
Sì, sì, lo so che sono un baldo giovane e porto i pantaloni, ma pare che avere tra le mani una figura umana sia un gioco molto divertente da fare a due anni. In effetti mi è piaciuto subito questo bambolotto con i capelli castani e il gilet e l'ho prontamente accecato con due ditina svelte e furbe.

Il Papà mi ha detto di dare un nome alla mia bambola, ma nessuno ha avuto un'idea brillante e così è rimasta semplicemente la Bambola per tutta la sera e i giorni seguenti.
Intanto in casa vedevo che la Mamma e il Papà facevano più mestieri del solito e hanno perfino lavato ben bene i pavimenti, cosa che riservano solo alle Grandi Occasioni. Mi hanno spiegato che ci stavamo preparando per accogliervi da noi, per fare festa insieme, per dirmi ancora una volta Buon compleanno! ed erano molto felici.

Giovedì, però, qualcosa è cambiato: il Papà è tornato a casa dal lavoro al mattino e quando ha spiegato alla Mamma il perché, tutti e due sono diventati tristi.
Io non capivo, ma c'era la Bambola a farmi compagnia che mi ha detto di non preoccuparmi troppo: in bambolese - una lingua che noi bambini capiamo senza bisogno di studiare - mi ha spiegato che il vostro Daniele è partito per il Cielo, un viaggio lungo da cui non si ritorna, ma da dove si possono proteggere tutti gli amici che ci hanno voluto bene.

"Ah, certo!" ho risposto io telepaticamente: "Daniele me lo ricordo proprio bene, ho assaggiato il suo risotto alla sangria dalla pancia della Mamma e poi gli ho anche spedito la mia foto là in Brasile il giorno del suo compleanno".
"Ma ti dirò di più, cara Bambola, noi bambini che ancora non parliamo siamo connessi con l'intero Cosmo e vediamo e sentiamo e percepiamo tante cose. Magari Daniele passerà di qua a salutarci".

La Mamma e il Papà hanno fatto insieme il loro primo viaggio senza di me per venire da voi, una volta domenica e una volta lunedì. Quando sono tornati a casa, ho subito capito che la Bambola era stata a trovarvi nella notte, perché la Mamma ha detto che il funerale sembrava una festa e che voi, carissimi, avevate invitato tutti a tornare a casa con il sorriso.
Il Papà ha aggiunto poi che padrini migliori di voi non esistono, che siete forti e coraggiosi e bla, bla, bla...
Quanto parlano, questi genitori! Devono sempre spiegare tutto! Per forza siete i padrini migliori del mondo, siete i MIEI padrini!

Quella sera, mentre la Mamma e io giocavamo sul tappeto, l'idea brillante è arrivata: la Bambola ha fatto capire chiaramente il suo nome e, come per magia, è stata chiamata Dani, con tanto di applauso da parte del Papà.
Finora Dani si è dimostrato disponibile, allegro e molto, ma molto paziente: è finito a gambe all'aria sul pavimento, è stato trascinato per un piede lungo il corridoio ed è stato salvato per un pelo dall'annegamento nel bidet. Quando è troppo stanco, si siede a riposare sulla poltroncina di vimini di una certa Ester, una bambina simpatica che, se non sbaglio, conoscete bene.

Queste sono le cose capitate in questa settimana dolceamara. Da parte mia di bambino di due anni posso solo mandarvi un bacio e promettervi che sarò sempre sorridente.
Vi aspetto presto!
Cico



P.S. La Mamma - che fa uno strano lavoro e ogni tanto mi porta in piena notte in gelide sale con misteriose figure che si muovono su una parete illuminata (capite, adesso, perché hanno scelto i migliori padrini del mondo? Perché non si sa mai come va a finire, con queste mamme e papà mezzi artisti!) - vuole dedicarvi la sequenza finale del film...

... Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi di Brad Silberling, Usa 2004


 
 
 
Nota della Mamma:

Nel 1999 lo scrittore statunitense Daniel Handler scelse lo pseudonimo Lemony Snicket per pubblicare i suoi libri per ragazzi, raccolti sotto il titolo complessivo Una serie di sfortunati eventi. Con la tipica sovrapposizione di ruoli tanto cara alla letteratura, Lemony Snicket è anche il nome del personaggio-narratore delle vicende dei protagonisti, i tre ingegnosi fratelli Baudelaire, troppo presto divenuti orfani.


Lemony Snicket che, quando cala la sera, si ritira a scrivere nascosto nella torre dell'orologio è l'esempio dei nuovi narratori del web, i blogger. Per questo invito a dare un'occhiata al blog di Daniele, Buone nuove dal Brasile, per conoscerlo meglio e dargli un ultimo saluto.
 

 
 
 

giovedì 11 ottobre 2012

Flash-forward

23 mesi + 26 giorni

Dato che ho ricevuto insistenti richieste di suggerimenti cinematografici con sottofondo romantico, ho pensato di farvi una piccola sorpresa.
Questa volta, invece di fare ricorso al mio archivio personale, vi presento quattro titoli di commedie romantiche di imminente uscita in sala. Così, se volete, potrete commuovervi al buio senza che nessuno scopra il vostro cuore d'oro dietro la ruvida scorza!!
 
:-P
 
Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, Italia 2012
Esce domani la nuova commedia del regista livornese che prende un accento sentimentale nel senso migliore del termine. Qui ci racconta delle vicende di Guido e Antonia, precari nel lavoro, solidissimi nell'amore che danzano a passo leggero il loro percorso di coppia. Anche loro hanno un desiderio che stenta ad avverarsi, ma...
In sala dall'11 ottobre, dai 16 anni.
 
 
Il comandante e la cicogna di Silvio Soldini, Italia-Svizzera-Francia 2012
In sala dal 18 ottobre, un'altra commedia romantica firmata Soldini che ci ha abituato - da Pane e tulipani in poi - ad atmosfere irreali (ma non meno vere) che si alternano a quelle reali. E qui ritroviamo una coppia che non si conosce ancora, formata da Leo e Diana, che lentamente si avvicina sperando in un nuovo inizio, sotto l'occhio vigile di Leopardi, Garibaldi e Verdi che commentano le loro avventure dall'alto dei piedistalli delle loro statue.
Dai 16 anni.
 
 
La collina dei papaveri di Goro Miyazaki, Giappone 2012
Vi avevo già parlato qui del celebre cartoonist giapponese Hayao Miyazaki e ora vi propongo il secondo film di suo figlio Goro (la sceneggiatura è di Hayao), come sempre poetico e spettacolare. Racconta la storia di Umi (lei) e Shunya (lui), due studenti che si innamorano mentre cercano di impedire la demolizione delle biblioteche di astronomia e filosofia dell'Università nel 1963. Un segreto sulle loro famiglie li accomuna: un film sul valore della memoria.
In sala dal 6 novembre, dai 14 anni. 
 
 
Paris Manhattan di Sophie Lellouche, Francia 2012
Se Parigi è la città dell'amore, allora non poteva mancare questa commedia romantica e un po' ironica, dove la protagonista è una giovane e carina farmacista, appassionata di Woody Allen. Mentre lei si fa consigliare dal suo "mito" (come Woody da Humphrey Bogart in Provaci ancora, Sam), è corteggiata da un lui che non si arrende davanti alle sue incertezze. 
In sala dall'8 novembre, dai 16 anni.
 
 
Buona visione!
 

lunedì 10 settembre 2012

Libri sui bambini e il cibo

22 mesi + 3 settimane


Completo la mia carrellata con una breve rassegna di titoli di libri sul rapporto tra bambini e cibo che possono risultare interessanti.
 
La base dell'autosvezzamento è contenuta nel libro di Lucio Piermarini Io mi svezzo da solo (Bonomi Editore), la cui immagine di copertina vedete proprio qua sopra. E' un libro-saggio, una base per smontare molti pregiudizi sull'alimentazione infantile con la spiegazione storica del perché si siano radicati nel nostro senso comune. Con un po' di intuito, potrete già capire, leggendo il testo, le tappe operative dell'alimentazione complementare a richiesta, anche se l'autore non dà tutte le risposte ai dubbi che verrebbero in mente a una mamma, a mano a mano che si presentano le varie situazioni. Lo scopo del volume, infatti, non è manualistico, ma filosofico: l'invito a cambiare punto di vista e a considerare il bambino un vero e proprio commensale, con pari dignità della nonna, del fratello maggiore o di un ospite gradito.
 
Un aiuto concreto per la quotidianità viene invece da:
 
Paola Negri, W la pappa!, Urra edizioni 2010
 

L'autrice - consulente per l'allattamento e mamma di 4 figli - spiega nel dettaglio che cosa fare per praticare l'autosvezzamento e vaglia con attenzione tutte le possibili obiezioni, come per esempio il rapporto tra peso del bambino e assorbimento del ferro, oppure le differenze tra bambini che non bevono latte e quelli che invece ne sono ghiotti. Completano il libro un ricettario elaborato e sperimentato dalla Negri stessa e una proposta per modificare in meglio la propria dieta, coerentemente con le sfide globali e la lotta alla fame nel mondo.
 




Carlos Gonzalez, Il mio bambino non mi mangia, Bonomi editore 2003
 
Dallo stesso autore di Bésame mucho, un libro altrettanto ricco di umorismo e sentimenti per fare fronte alle difficoltà del bambino rispetto al cibo, per scoprire che... non si tratta di difficoltà. E' di grande aiuto per le mamme (e per i papà) se si fidano del fatto che l'inappetenza è un problema di equilibrio tra quello che un bambino mangia e quello che sua madre si aspetta che mangi. Non si parla di autosvezzamento vero e proprio, ma il pilastro centrale è il medesimo: il bambino conosce molto bene ciò di cui ha bisogno.




 
 
T. Berry Brazelton, Il tuo bambino e... il cibo, Raffaello Cortina 2004
 
Questo è uno dei volumi dedicati a un ambito specifico dell'infanzia e, secondo il mio parere, l'unico valido. Non propone l'autosvezzamento, ma fa una calzante associazione tra il disinteresse per il cibo che, talvolta, i bambini manifestano e la diretta espressione della loro insofferenza a stare seduti fermi. Le necessità neurologiche del movimento e l'impegno per affinare le capacità motorie sono di gran lunga superiori alle necessità nutritive. Perciò l'autore dà, diplomaticamente, il più saggio dei consigli: non fare assolutamente nulla!


 
Lina Spinazzé, Gli gnomi mangioni, Kellermann 2006
 
Questo è un breve e poetico ricettario per bambini. Le ricette proposte sono facilissime da realizzare anche per i cuochi meno esperti e sono scritte in corsivo come su un vecchio quaderno. La prefazione è molto interessante e invita a essere fantasiosi nel proporre ai bambini nomi di piatti amici che resterano nei loro ricordi. Ottimi i consigli per le varie occasioni in cui proporre una preparazione o l'altra.
 






Miralda Colombo, Il cucchiaino di Alice, Gallucci 2011
 
Questa è la realizzazione di un sogno: quello di Miralda, mamma di Alice e blogger, che ha tratto dall'omonimo blog un libro fotografico accattivante e moderno. Fa da filo conduttore l'esperienza tra i fornelli e a tavola con la sua bambina che, passo passo, è stata guidata ai piaceri della buona tavola da una mamma estrosa. Il fatto interessante è che la piccola si è interessata poi alla preparazione del cibo, uno step fondamentale verso l'autonomia. Autosvezzamento... filmato!



 


Claudia Brignoli, Il pentolino, Aedel Edizioni 2007

Un altro ricettario dedicato solamente ai cereali. In effetti, che cosa proponiamo ai nostri figli di primo? Pane e pasta (cioè grano) e riso. Ma trascuriamo orzo, farro, miglio, avena, bulgur, mais, quinoa, amaranto e segale. Sfatando il mito che occorrano tempi lunghi per variare il nostro ventaglio di ricette, l'autrice propone piatti semplici, insaporiti con erbe aromatiche, adatti ai bambini dall'anno in su, sostiene Brignoli. Ma invece lo sappiamo, ripetete con me: adatti da quando volete voi!
 





Buona lettura e buona cucina!
 
 

sabato 8 settembre 2012

Libri sui bambini che mi piacciono: pars construens

22 mesi + 3 settimane
 
Spazio ai libri che mi piacciono!
Sono quei titoli capaci di illuminare una giornata, una sera in cui si ha finalmente tempo di leggere, un momento di Grazia Culturale che ti arriva proprio quando credi di non farcela.
 
Si racconta che il servo di un arcivescovo precedesse il suo padrone nella scelta della locanda in cui fermarsi la sera e dovesse segnalare dove il vino gli fosse parso eccellente. L'accordo era che avrebbe scritto sul muro dell'albergo la parola est! che in latino significa "c'è!", cioè "questo è il posto giusto". Arrivato in un luogo che lo colpì per la qualità sopraffina dei vini, egli scrisse: est! est!! est!!
 
Ecco la mia (selezionatissima) classifica:

Bésame Mucho di Carlos Gonzalez, Coleman editore 2009
In poche parole: IL libro sull'infanzia. Il regalo più bello che ho ricevuto. Duro, tagliente, che mette in disaccordo gli amici e i parenti, ma illuminante, giusto, buono. Raramente ho letto parole di così grande intensità. Purtroppo ha una prefazione che ancora insiste sulla necessità del "contenimento" per il bambino: è proprio difficile capire l'italiano!
est! est!! est!!!
Mi piace, perché è davvero capace di rompere tutti i luoghi comuni, di smontare tutte le teorie, anche quelle che possono apparire giuste perché "fanno male per il bene del bambino". Gonzalez non ci sta e dice: "I ricordi più belli di tuo figlio stanno per arrivare. Tutto dipende da te".
MERAVIGLIOSO.

 
Come sviluppare tutti i talenti del bambino a cura di Arve Mathisen, Red edizioni 2008
Un regalo di Natale gradito, dove ho trovato molta magia e suggestione e un approccio molto amico dei bambini.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché racconta la pedagogia steineriana ai genitori senza insistere sulle "spigolature" che di solito la rendono un po'... arcaica agli occhi dei genitori contemporanei. Il tono invece è suggestivo e articolato, e invita a risolvere le difficoltà pratiche non con tabelle e regole, ma cambiando il proprio punto di vista sull'infanzia.
CREATIVO.
 



I bambini hanno bisogno di fiducia di Tim Seldin, Fabbri editore 2007
Un regalo molto gradito, dove ho potuto conoscere la pedagogia montessoriana in modo rapido, pratico e approfondito.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché parte dalla comune esperienza dei genitori e li guida attraverso il pensiero di Maria Montessori, svelando un approccio rivoluzionario all'educazione: il bambino, se messo nelle condizioni giuste per fare tesoro dell'esperienza dei sensi, apprende da solo. Un autosvezzamento ante-litteram, si può dire, purtroppo rimasto inascoltato nelle nostre scuole, ma realizzabile a casa con tanti piccoli accorgimenti.
FAMILIARE.


L'abbraccio che guarisce di Martha Welch, Red edizioni 2006
Un prestito fortunatissimo, che salva per miracolo la categoria degli psichiatri infantili. Questa donna è stata la prima a guarire dall'autismo molti bambini considerati senza speranza. Coraggiosa e piena di risorse, mentre al centro l'affetto materno.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché ha un taglio scientifico e pratico allo stesso tempo e propone un metodo (l'holding) che si è dimostrato molto efficace anche con Cico. Il bello del libro è che dà valore a ciò che, normalmente, non viene preso molto in considerazione: il trauma da parto, la memoria prenatale, il valore del tempo trascorso insieme. Preziosi consigli anche per la mamma che lavora.
CONCRETO.

 
Io mi svezzo da solo di Lucio Piermarini, Bonomi editore 2010
Il testo che ha dato origine all'avventura di questo blog non poteva mancare. E' una buona occasione per presentarvelo. Il testo si pone l'obiettivo di sfrondare i problemi pratici col cibo che tanta ansia generano in famiglia e dare risalto agli affetti e alla socialità della tavola. Un acquisto fatto in autonomia che mi ha davvero migliorato la vita.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché con uno stile ironico e davvero divertente, questo pediatra coraggioso ha portato avanti la sua idea con grande forza per anni, aiutando centinaia di mamme, prima di avere un riconoscimento dalla comunità scientifica. Ma il tempo gli ha dato ragione e anche Cico si unisce al coretto dei "Grazie!".
INNOVATIVO.

 
Anche i cattivi giocano di Rosemarie Portmann, Meridiane 1999
Un manuale di giochi che possono aiutare moltissimo quando: i bambini crescono; i bambini sono più di uno; i bambini sono molto irrequieti ma, come è giusto, anche loro vogliono giocare.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché l'autrice propone di non elucubrare troppo sulle ragioni del comportamento inadeguato dei bambini, di tirare fuori carta, penne e fantasia e di giocare. Il gioco ha sempre bisogno di un conduttore adulto ed è quindi un modo efficace e divertente di trascorrere del tempo insieme. Ideale anche per animare gruppi e feste di compleanno. Bellissima la prefazione sulla rabbia.
PROPOSITIVO.


Le fiabe, una fonte di giovinezza di Michaela Gloeckler, Aedel Edizion 2010
Un libro di 33 pagine che può meritarsi la L maiuscola. Un percorso di guarigione e salute dell'anima attraverso le funzioni che i vari personaggi ricoprono nelle fiabe più note. Lo metto in fondo, non perché sia meno bello, ma perché è il più difficile e richiede un'infarinatura di semiotica.
est! est!! est!!!
Mi piace, perché dà valore a un genere letterario - la fiaba appunto - che di solito viene relegato alla stanza dei bambini, ma che qui assume dignità e capacità terapeutiche come il giardinaggio, il volontariato o la cura del corpo. Consigliato alla mia lettrice M!
ANTROPOSOFICO.
 

Libri sui bambini che non mi piacciono: pars destruens

22 mesi + 3 settimane

Prima di lasciarmi definitivamente alle spalle il periodo estivo, ricco di riflessioni su Cico e il suo modo di fare, voglio dedicare due post alle letture per l'infanzia. Mi ha ispirato la nuova commedia in uscita nei cinema...
 
... Che cosa aspettarsi quando si aspetta di Kirk Jones. Usa, 2012
Tratta dall'omonimo best-seller americano di Heidi Murkoff, questa versione cinematografica cercherà di rendere in maniera divertente le più comuni sensazioni, emozioni e paure delle mamme in attesa. Piovono già le critiche sull'inadeguatezza del film rispetto all'ironia del libro, ma il cast - che comprende tra gli altri Cameron Diaz e Jennifer Lopez - potrebbe anche riservare delle piacevoli sorprese... o no?!?
 
Quando aspettavo Cico, mi sono rifiutata categoricamente di leggere, per non alimentare ansie inutili e per conservare la mia (già compromessa) vista. Dopo aver recuperato un minimo di autonomia e l'abilità necessaria per allattare sfogliando le pagine, ho finalmente preso in mano i volumi che mi erano stati regalati. Sono rimasta sinceramente sconcertata dall'approccio che va per la maggiore rispetto al modo proposto da molti autori di prendersi cura dei bambini: sotto una patina di apparente bonomia, molti testi propongono una puericultura nemica dei bambini e dei genitori. Ho letto molto, non ho letto tutto e molti "pilastri" mi mancano, come il celeberrimo Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg.
 
Sullo scaffale della libreria ho dato spazi diversi ai libri sui bambini che mi piacciono e ai libri sui bambini che non mi piacciono, in attesa di risolvermi a buttare definitivamente questi ultimi.

 
Fate la nanna di Eduard Estivill, Mandragora 1999
Il classico metodo per risolvere magicamente il problema del sonno infantile, regalato dalle amiche con bambini poco più grandi del mio che l'hanno applicato e ne sono entusiaste. Proprio questo è il punto che non mi trova d'accordo: considerare il sonno dei bambini come un problema di matematica, dove bisogna applicare un metodo disumano calato dall'alto e non bisogna fare niente di propria iniziativa che contraddica le regole del manuale.
?!?
Non mi piace, perché tratta i bambini con disprezzo e i genitori come decerebrati, rimandati perennemente a settembre per la loro incompetenza. Sono convinta che sia meglio pensare con la propria testa e smetterla di soffrire inutilmente.
IRRISPETTOSO.

 
I bambini non fanno mai i capricci di Penney Hames, Edizioni Red 2007
Benché i manuali Red siano validi, questo libro invece mi ha deluso. Il titolo e la scheda di presentazione mi sembravano promettenti e per questo l'ho acquistato, ma - già dalle prime pagine - si capisce che l'autrice non reputa vera l'affermazione del titolo e propone la disciplina come rimedio ai capricci stessi. Non solo: se i capricci anticipano la loro comparsa a 1 anno invece che a 2 oppure proseguono oltre i 4 anni, è meglio far visitare il bambino dal pediatra.
?!?
Non mi piace, perché non dice niente di nuovo rispetto a quello che ripetono a disco rotto la nonna, la bisnonna, la zia e la vicina di casa. Adoro il progresso della conoscenza e il miglioramento umano: perché questo non deve avvenire anche in puericultura? Oltre tutto sono in aumento le ricerche etnografiche che rilevano come in molte culture i bambini non fanno mai i capricci. Per davvero.
SUPERATO.


Le madri non sbagliano mai di Giovanni Bollea, Feltrinelli 2009
Questo libro mi è stato prestato: "Da leggere assolutamente", mi è stato detto, "Non avrei fatto alcuni errori, se avessi capito certe dinamiche". Bene! L'autore è un celebre psichiatra infantile che, da bravo accademico, si è impegnato a catalogare minuziosamente tutte le tipologie di madri e tutte le tipologie di figli, trattando i problemi che derivano dai vari abbinamenti. Ne risultano una serie di consigli dove le povere madri del titolo... sbagliano sempre!
?!?
Non mi piace, perché è un libro che mette insieme problematiche di età così diverse da confondere le idee: adolescenti con bébé, bambini e neonati, un vero minestrone! Ma quello che davvero non sopporto è la mancanza di rispetto verso i sentimenti dei genitori che devono sempre essere all'altezza della situazione, senza potersi mai scusare o cambiare idea riguardo al comportamento da tenere nei confronti dei figli.
SUBDOLO.


Il tuo bambino e... la disciplina di T. Berry Brazelton, Raffaello Cortina Editore 2003
Questo libretto fa parte di una collana di cui vi ho segnalato, nella colonna a destra del mio blog, il volume sul cibo (che resta valido). Nel complesso la teoria dei "punti salienti" dei due pediatri autori non mi dispiace e sicuramente il tono usato è più amichevole di molti altri testi. Nei paesi anglofoni, per esempio, questo è un libro che ha fatto scuola. Quello che non condivido è il motto sotteso a questo volume dedicato in modo specifico alla disciplina: la punizione si adatti alla colpa.
?!?
Non mi piace, perché non credo che sia corretto partire dal concetto che il bambino sicuramente si comporterà male. Questo è il migliore atteggiamento per far avverare la previsione. Inoltre non sono in generale d'accordo con i metodi proposti per "correggere" il bambino che ha sbagliato. L'allontanamento forzato dalla stanza, la privazione di un piacere (tv, dessert ecc.), l'angolino del castigo insegnano solo a fare le stesse cose di nascosto, con ancor più piacere.
RIGIDO.


Naturalmente bimbo, Autori Vari, Terra Nuova edizioni 2003
E' un manualetto che mi è stato regalato, fitto fitto di indicazioni alimentari (con una parte finale riservata ad arredo, abbigliamento e igiene del bambino) e suggerimenti per lo svezzamento naturale: dalla scelta dei prodotti a km 0 fino alla dieta senza carne. Fin qui passi, anche se dubito che avrete voglia di seguire una tabella specifica per i vostri figli fino a 3 anni suonati.
?!?
Non mi piace, perché l'autosvezzamento mi ha cambiato. Mi rifiuto di credere che dosando le quantità di pasta, pane e biscotti si eviti la celiachia. E' falso sostenere che la mancanza di sale fino a 3 anni evita l'ipertensione arteriosa a 80 anni ed è falso che la gradualità di inserimento degli alimenti previene le intolleranze alimentari. Inoltre le ricette proposte non sono per niente appetitose: andate incontro a un insuccesso garantito.
SFIANCANTE.


101 cose da fare a Milano con il tuo bambino di Giovanna Canzi e Daniela Pagani, Newton Compton 2010
Una rassegna dei 101 luoghi dove i bambini sono tollerati in una metropoli come Milano. 101 modi di passare il tempo, insomma, senza che i bambini ci facciano fare troppe brutte figure. L'ho messo in fondo alla classifica, perché non ha certo lo spessore dei testi sopra, ma merita una citazione per lo sprito che accompagna il nostro modo di "leggere" l'infanzia oggi: fastidiosa, gracchiante, rumorosa.
?!?
Non mi piace, perché l'affermazione sottesa è: "Si stava meglio prima" e quindi "Adesso cercherò di fare tutto quello che facevo prima, nei posti con annesso baby-parking". Questa idea è tremenda: la noia che pervaderebbe i bambini, che quindi sarebbero da intrattenere a tutti i costi, con attività da lunedì a domenica, mi stanca solo al pensiero di doverla mettere in pratica. Inoltre, se dovessi portare Cico in tutti i luoghi indicati dalla guida, credo che sarei in breve ridotta sul lastrico.
SNOB.
 

sabato 28 luglio 2012

Oggi chiedo in prestito…


21 mesi e (quasi) mezzo





Fa caldo e siamo stanchi. Cico dorme, mangiucchia, fa una corsa in spiaggia, si fa leggere una storia. Io cerco di scrivere, di riposare, di fare progetti per l’anno (scolastico) nuovo.

Siamo mollemente dondolanti. Ciondoliamo. Perdiamo tempo. Ci concediamo qualche linea di febbre, così per sport.

In questa aria sospesa e umida, ho tempo per gironzolare sul web. Sono in cerca di idee per la cameretta di Cico e molte suggestioni le trovo da Valentina su Design per Bambini. Mi rallegro, comunque, di non fare questo lavoro di mestiere: sarei sempre indecisa tra mille proposte, mille tessuti, milleuna possibilità per girare il lettino di qui e l’armadio di là. Meglio uno sticker alla parete oppure un mobile appeso al soffitto?

Povero Papà di Cico, che fatica!

A volte però le buone idee spiccano nitidissime anche nel mare magnum di Internet.

Un ottimo esempio è questa crostata di pesche di Claudia di Acquaviva, mamma blogger alla ricerca di se stessa e della pace interiore. La sua ricetta mi ha subito colpito per essere estiva e davvero alla portata di tutti in cucina, senza rinunciare a gusto e soddisfazione del palato (i due ingredienti che, da buona forchetta, apprezzo di più). Inoltre sembra appagare anche i miei esigentissimi lettori che, a quanto scrivono nei commenti, hanno una vera passione per l’eco-bio-green-sostenibile.

Bravi, voi sì che siete attivi e dinamici!
Perciò se avete voglia potete anche provare a fare in casa la pasta brisée prevista dalla ricetta di Pizza pie, che rimanda a Veganblog.it, con le avventure della cagnolina Pizza.

Che c’è ancora?
Volete che la provi prima io?
Volentieri!
Purtroppo però devo declinare l’invito, perché nella nostra casetta minimal del mare… non c’è il forno!
Che ne dite se mi faccio installare questa nuova cucina della foto che invece ce l'ha? L’ho presa a prestito dal catalogo di Daelli.




mercoledì 30 maggio 2012

Un granello di sabbia

19 mesi + 15 giorni


Ho deciso di partecipare a questo piccolo concorso, GiveAway Flors de la Terra, non tanto per il premio in palio (che certo fa gola, anzi... fa naso!), ma soprattutto perché - reduce dall'ascolto delle più catastrofiche notizie della sera riguardo alla situazione dell'Italia - è necessario che ognuno di noi faccia una piccola cosa e diventi quel granello di sabbia che insieme a tanti granelli può fare la differenza.

La proposta che mi segnala Crea Family parte dai blog Io e Marc e C'è crisi, c'è crisi che propongono di raccogliere le idee di tutti per un mondo migliore e una vita ecologica.

Dicono le autrici:

"Vogliamo conoscere i vostri buoni propositi, le vostre buone azioni, i vostri sogni ... chiedetevi cosa fate già e cosa potreste fare per rendere il mondo un posto migliore... tipo come salvaguardate l’ambiente, cosa autoproducete, se mangiate a kilometro zero, se fate il riciclo {creativo e non} e come state crescendo i vostri piccoli ad una vita ecologica".

Sembra poca cosa, ma in realtà è un tema vastissimo e importante, sul quale - ne sono ben consapevole - molti amici e amiche sono ben più attivi di me. Nel mio piccolo, care colleghe 2.0, vorrei raccontarvi di ciò che pertiene più strettamente alla mia identità di Mamma di Cico.

AL SUPERMERCATO

Mi aggiro come al solito tra gli scaffali, sollevata al pensiero che, se non altro, potrò saltare a pie' pari la corsia intitolata "Alimenti per l'infanzia".
L'astuzia del visual merchandising, tuttavia, strizza un occhio complice alle mamme in fila alla cassa. I prodotti per l'alimentazione dei bambini piccoli sono bene in mostra in testa agli scaffali della corsia, in modo che le mamme in coda possano allungare una mano rapida se hanno dimenticato qualcosa o se pensano che il loro bébé gradirà di più i trendy "occhi di pernice" rispetto ai classici "ditalini per i suoi primi dentini".
Anch'io cado nella rete. Il mio sguardo, infatti, è attirato magicamente da una bottiglia di cartone - piccolina, snella, ben fatta - di olio extravergine di oliva per bambini.
Penso, ingenua, che ogni tanto uno strappo alla regola ci possa anche stare. Allungo la famosa mano rapida dalla fila della cassa. Un lampo di razionalità squarcia la mia mente: "Leggi gli ingredienti!".

Leggo e riporto fedelmente la composizione:
- olio extravergine di oliva

e il prezzo per 250 ml: € 5,69

Per una volta, lo ammetto, studiare serve a qualcosa. Devo ricordarmi di dirlo alle mie allieve, sensibili ai numeri e poco alle lettere.

- _ -

 
Percorrendo la strada dell'autosvezzamento, Cico ci ha insegnato a riconoscere queste piccole verità che sentiamo anche ai telegiornali e leggiamo nelle inchieste e nei libri:

- Insegnamo ai bambini a mangiare, ma, facendolo, buttiamo via grandi - troppe - quantità di cibo. Proponiamo alimenti insipidi, incolori, informi a bambini che hanno già "assaggiato" spezie, sale e condimenti nel liquido amniotico. Le pappe finiranno invariabilmente nel buco del lavandino,
dunque

cuciniamo per tutta la famiglia gli stessi piatti,
tratti dalle varie tradizioni regionali,
in modo sano ma appetitoso.



- Insegnamo ai bambini a mangiare, ma, facendolo, acquistiamo alimenti per l'infanzia secondo la logica dello svezzamento di 50 anni fa che si faceva a 3-4 mesi. Oggi i pediatri riconoscono l'importanza di aspettare i 6 mesi di età prima di offrire alimenti solidi,
dunque
gli alimenti industriali per l'infanzia
non sono necessari.

- Insegnamo ai bambini a mangiare, ma, facendolo, li obblighiamo, li inganniamo con il vola-vola-areoplanino tanto caro alle nonne, li ricattiamo, promettendo ricompense e minacciando punizioni per qualcosa - il cibo - che è una necessità e un diritto di tutti; trascurando che ci sono tanti bambini come Cico che non hanno nemmeno accesso all'acqua potabile,
dunque
diamo fiducia ai bambini,
permettendo loro di mangiare se hanno fame e permettendo loro di mangiare poco
o di saltare i pasti se non hanno fame:
essi sanno autoregolarsi con saggezza.



Come in tutti i percorsi, ci possono essere dubbi e incertezze, svogliatezze e crisi, ma Cico ha sempre dimostrato l'affetto più sincero e il gradimento più alto per tutti coloro che - da un anno a questa parte - hanno saputo rispettare lui e il suo (mutevole) appetito.

Sono convinta che l'autosvezzamento possa essere il nostro piccolo granello di sabbia per liberare la dispensa da confezioni di farine, creme, semolini, omogenizzati, liofilizzati, biscotti-non-biscotti a presa rapida, latte di crescita 1-2-3, pasta per bambini (?!?), brodo vegetale e prosciutto sottovetro.






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