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domenica 13 aprile 2014

Riassunto della mia vita

42 mesi tra 2 giorni


- Lo sai perché mi piace cucinare?
- No, perché?
- Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte, l'impasto si addensa: è un tale conforto!

Meryl Streep dal film Julie & Julia

 
 



lunedì 7 gennaio 2013

Gran finale di stagione

26 mesi + 23 giorni


Avvertiti in sogno... per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Ingredienti per una Stella Cometa:

- farina gialla per polenta
- acqua
- sale
- 1 stampo a forma di Stella Cometa
- tempo per farle prender forma
- 1 tagliere per sformarla
- amici per mangiarla
- Cico per (scavarla) e ammirarla
 
***
 
Sono passati mesi piacevoli in compagnia di questo blog.
 
Ormai a tavola ciascuno fa come gli pare: c'è chi si siede e chi si alza, chi sceglie verdura e chi frutta, chi carne e chi pesce, chi usa le mani e chi la forchetta, chi cucina e chi mangia. C'è chi parla e chi tace, chi ride e chi beve, chi rovescia e chi asciuga, chi si accontenta e chi gode.
 
Quello che è stato scritto su Cico, a tavola!! aveva lo scopo di parlare di un bambino, il mio bambino, di comprenderlo meglio da un'angolatura interessante per la sua età.
 
Le parole che avete letto hanno richiesto un tempo per essere pensate e pubblicate, un tempo magico che il Nonno di Cico ci ha regalato. Con il suo lavoro e il suo ingegno ha fatto in modo che potessi trascorrere con Cico la maggior parte delle mie giornate. Solo ora me ne rendo conto pienamente, ora  che si è dissolta la nebbia che offusca le mamme nei primi anni di dedizione totale ai figli. E di questo regalo gli sono e gli sarò per sempre grata.
 
Con la scomparsa del Nonno quest'avventura giunge alla sua simbolica conclusione. Cico è sempre più grande e altri interessi si profilano all'orizzonte. Il nostro tempo ha orari diversi, nuovi impegni e la sfida lasciataci in eredità da raccogliere: tentare la sorte e vincere!
 
Cico e io saremo ancora qui, guarderemo (qualche) film (in più) e mangeremo quello che la fantasia ci ispirerà di giorno in giorno. L'autosvezzamento non è un metodo, né una bandiera. Vuole solo essere un incitamento a semplificarsi la vita e non avere paura: paura dei pezzi,  preoccupazione degli allergeni, timore degli orari, terrore delle stoviglie, orrore del cioccolato.
 
Questo spero di avervi trasmesso insieme a una buona dose di amore per il cinema. Forse in futuro ci troverete da qualche parte, gironzolando per il web. Ma dirvi dove e come adesso è prematuro.
 
Perciò ci salutiamo per il momento e lo facciamo con grazia cinematografica, come di consueto. Au revoir, les enfants!*
 
 
Lilli e il Vagabondo, Usa 1955



* titolo originale del film Arrivederci ragazzi di Louis Malle, Francia 1987.
Ispirato a un ricordo di scuola del regista, è la storia dell'amicizia tra due compagni, uno dei quali è un ragazzino ebreo nascosto dal preside nell'istituto. Epilogo triste, ma bellissime immagini. Esordio sullo schermo di Irène Jacob, musa del regista polacco Kieslowski.
 
 
 
 

martedì 25 settembre 2012

Due parole sul design norvegese

23 mesi + 10 giorni
 
Probabilmente devo cambiare titolo del blog e sostituirlo con Cico sul tavolo!!
Dovrei trasformare un richiamo materno (e paterno) detto con garbo e allegria, Cico, a tavola!!, in un grido soffocato pronunciato tra bagno e corridoio al primo dei due genitori che si trova più vicino per sorvegliare che il suddetto Cico non scivoli giù dal ripiano.
Il Posticino delle Fragole di Cico è appunto il tavolo, anzi, ogni tipo di tavolo; cosa che mi dà da pensare. Non tanto per i bernoccoli (già molti) che decorano la sua fronte, ma per il suo esibizionismo domestico che - facendo le debite proporzioni - ci richiederà, tra qualche anno, di installare un palcoscenico in salotto. Dal tavolo, infatti, Cico citofona, telefona, attacca/stacca magneti dalla lavagnetta promemoria, travasa, mangia e... balla il Tripp-Trapp.
Tripp - trapp; tripp -trapp; tripp - trapp; tripp -trapp fanno i piedini che battono ritmicamente sul legno. Piedi nudi, calze, scarpe, pantofole: la velocità non cambia: tripp -trapp; tripp- trapp; tripp-trapp!!! Due battute al secondo con tanto di sorriso stampato in volto.
 
Come raggiunge i tavoli?
Con le sedie!
Come raggiunge le sedie?
Da solo!
Avete tolto le sedie?
Sì!
Quindi?!?
Spinge il seggiolone dalla stanza più in fondo alla casa e lo porta ben sotto al tavolo e... via!
Che seggiolone avete?
Il mitico Tripp-Trapp Stokke!
 
Probabilmente i bambini norvegesi (era norvegese il designer Peter Opsvik che lo inventò per suo figlio; svedese invece è la Stokke che lo produce) non si muovono così tanto. Fatto sta che il possesso di questo costoso pezzo di design che dagli anni Settanta allieta le famiglie di tutto il mondo a noi crea un sacco di problemi.
Quando c'era la protezione, Cico - essendo magro - sgusciava fuori e raggiungeva il piano del tavolo da solo (e sgusciava fuori anche dall'Antilop dell'Ikea: anche il design svedese, bocciato!). Poi è ingrassato un po' e la barra di legno anticaduta lo faceva strillare come un'aquila, finché Mamma o Papà, travestiti da volontari del WWF, non accorrevano a liberare la pantera impigliata.
Abbiamo tolto la protezione per non diventare sordi e in 24 ore il Tripp-Trapp è diventato una perfetta scaletta fai-da-te. La sua funzione primaria, cioè far arrivare il bambino all'altezza giusta davanti al piatto, oggi è sfumata: abbiamo abbassato anche il piano di seduta. Ormai è una sedia alta come quelle degli adulti. Vedremo cos'altro combinerà: sono quasi certa che insisterà nel suo proposito, cioè continuerà a mangiare in piedi e a salire sul tavolo.
 
Siete genitori permissivi!
E' vero! Gli permettiamo di essere se stesso.
Che bambino senza limiti!
Aahahaahahaahhahh! Questa è buona! Cico ha un sacco di limiti.
Per esempio?
Beh, non può volare, non può guidare, non può sposarsi, non può votare, non può uscire da solo, non può lavorare, non può avere un gioco ogni volta che usciamo, non può andare al parco quando piove, non può scegliersi i vestiti, non può andare in vacanza ogni week-end, non può andare a fare un master in America. Ah, dimenticavo: non può firmare assegni circolari e non può neanche scrivere la letterina a Babbo Natale! E, per finire, non può neppure obiettare a quello che Mamma scrive di lui sul blog!!
 
:-) :-) :-)
 
Mentre devo rivedere...
... Chicago di Rob Marshall, Usa 2002
dove il protagonista Richard Gere si esibisce in un numero di tip-tap davvero spettacolare (questo musical, ricordo, non mi era molto piaciuto... ma forse devo concedergli un'altra possibilità); ecco come ho sfruttato a mio vantaggio un Cico sul tavolo di cucina.
 

GIROTONDO DI VERDURE GRATIN A KM ZERO
 
Ingredienti:
 
3 pomodori ramati
2 patate piccole
1 melanzana piccola
50 gr di burro
2 cucchiai di pangrattato
timo
prezzemolo
sale
olio q.b.
 
Procedimento:
 
Prendete una pirofila da forno, ungetela con un po' di olio e mettetela tra le gambe di Cico appollaiato sul tavolo. Lavate e affettate le verdure, pelando solo le patate e lasciando la buccia alla melanzana. Dovete ottenere dei dischi di circa 3 millimetri di spessore.
 
 
 
 
Mentre Cico travasa verdure dal tagliere alla pirofila, accendete il forno a 240° C. Poi sciogliete il burro in una ciotolina o in un bicchiere (io uso il microonde) e mescolatevi i due cucchiai colmi di pangrattato, insaporendo con sale, timo e prezzemolo.
 
 
 




Disponete le verdure in cerchi concentrici alternando i colori e sovrapponendo leggermente una fettina all'altra. Salate leggermente e poi distribuite sopra le verdure il pangrattato "condito", sbriciolandolo un po' con le mani.

Infornate per circa 40 minuti, controllando ogni tanto che il pangrattato (con il quale otterrete l'effetto gratin) non scurisca troppo. Servite tiepido.




lunedì 10 settembre 2012

Libri sui bambini e il cibo

22 mesi + 3 settimane


Completo la mia carrellata con una breve rassegna di titoli di libri sul rapporto tra bambini e cibo che possono risultare interessanti.
 
La base dell'autosvezzamento è contenuta nel libro di Lucio Piermarini Io mi svezzo da solo (Bonomi Editore), la cui immagine di copertina vedete proprio qua sopra. E' un libro-saggio, una base per smontare molti pregiudizi sull'alimentazione infantile con la spiegazione storica del perché si siano radicati nel nostro senso comune. Con un po' di intuito, potrete già capire, leggendo il testo, le tappe operative dell'alimentazione complementare a richiesta, anche se l'autore non dà tutte le risposte ai dubbi che verrebbero in mente a una mamma, a mano a mano che si presentano le varie situazioni. Lo scopo del volume, infatti, non è manualistico, ma filosofico: l'invito a cambiare punto di vista e a considerare il bambino un vero e proprio commensale, con pari dignità della nonna, del fratello maggiore o di un ospite gradito.
 
Un aiuto concreto per la quotidianità viene invece da:
 
Paola Negri, W la pappa!, Urra edizioni 2010
 

L'autrice - consulente per l'allattamento e mamma di 4 figli - spiega nel dettaglio che cosa fare per praticare l'autosvezzamento e vaglia con attenzione tutte le possibili obiezioni, come per esempio il rapporto tra peso del bambino e assorbimento del ferro, oppure le differenze tra bambini che non bevono latte e quelli che invece ne sono ghiotti. Completano il libro un ricettario elaborato e sperimentato dalla Negri stessa e una proposta per modificare in meglio la propria dieta, coerentemente con le sfide globali e la lotta alla fame nel mondo.
 




Carlos Gonzalez, Il mio bambino non mi mangia, Bonomi editore 2003
 
Dallo stesso autore di Bésame mucho, un libro altrettanto ricco di umorismo e sentimenti per fare fronte alle difficoltà del bambino rispetto al cibo, per scoprire che... non si tratta di difficoltà. E' di grande aiuto per le mamme (e per i papà) se si fidano del fatto che l'inappetenza è un problema di equilibrio tra quello che un bambino mangia e quello che sua madre si aspetta che mangi. Non si parla di autosvezzamento vero e proprio, ma il pilastro centrale è il medesimo: il bambino conosce molto bene ciò di cui ha bisogno.




 
 
T. Berry Brazelton, Il tuo bambino e... il cibo, Raffaello Cortina 2004
 
Questo è uno dei volumi dedicati a un ambito specifico dell'infanzia e, secondo il mio parere, l'unico valido. Non propone l'autosvezzamento, ma fa una calzante associazione tra il disinteresse per il cibo che, talvolta, i bambini manifestano e la diretta espressione della loro insofferenza a stare seduti fermi. Le necessità neurologiche del movimento e l'impegno per affinare le capacità motorie sono di gran lunga superiori alle necessità nutritive. Perciò l'autore dà, diplomaticamente, il più saggio dei consigli: non fare assolutamente nulla!


 
Lina Spinazzé, Gli gnomi mangioni, Kellermann 2006
 
Questo è un breve e poetico ricettario per bambini. Le ricette proposte sono facilissime da realizzare anche per i cuochi meno esperti e sono scritte in corsivo come su un vecchio quaderno. La prefazione è molto interessante e invita a essere fantasiosi nel proporre ai bambini nomi di piatti amici che resterano nei loro ricordi. Ottimi i consigli per le varie occasioni in cui proporre una preparazione o l'altra.
 






Miralda Colombo, Il cucchiaino di Alice, Gallucci 2011
 
Questa è la realizzazione di un sogno: quello di Miralda, mamma di Alice e blogger, che ha tratto dall'omonimo blog un libro fotografico accattivante e moderno. Fa da filo conduttore l'esperienza tra i fornelli e a tavola con la sua bambina che, passo passo, è stata guidata ai piaceri della buona tavola da una mamma estrosa. Il fatto interessante è che la piccola si è interessata poi alla preparazione del cibo, uno step fondamentale verso l'autonomia. Autosvezzamento... filmato!



 


Claudia Brignoli, Il pentolino, Aedel Edizioni 2007

Un altro ricettario dedicato solamente ai cereali. In effetti, che cosa proponiamo ai nostri figli di primo? Pane e pasta (cioè grano) e riso. Ma trascuriamo orzo, farro, miglio, avena, bulgur, mais, quinoa, amaranto e segale. Sfatando il mito che occorrano tempi lunghi per variare il nostro ventaglio di ricette, l'autrice propone piatti semplici, insaporiti con erbe aromatiche, adatti ai bambini dall'anno in su, sostiene Brignoli. Ma invece lo sappiamo, ripetete con me: adatti da quando volete voi!
 





Buona lettura e buona cucina!
 
 

sabato 28 luglio 2012

Oggi chiedo in prestito…


21 mesi e (quasi) mezzo





Fa caldo e siamo stanchi. Cico dorme, mangiucchia, fa una corsa in spiaggia, si fa leggere una storia. Io cerco di scrivere, di riposare, di fare progetti per l’anno (scolastico) nuovo.

Siamo mollemente dondolanti. Ciondoliamo. Perdiamo tempo. Ci concediamo qualche linea di febbre, così per sport.

In questa aria sospesa e umida, ho tempo per gironzolare sul web. Sono in cerca di idee per la cameretta di Cico e molte suggestioni le trovo da Valentina su Design per Bambini. Mi rallegro, comunque, di non fare questo lavoro di mestiere: sarei sempre indecisa tra mille proposte, mille tessuti, milleuna possibilità per girare il lettino di qui e l’armadio di là. Meglio uno sticker alla parete oppure un mobile appeso al soffitto?

Povero Papà di Cico, che fatica!

A volte però le buone idee spiccano nitidissime anche nel mare magnum di Internet.

Un ottimo esempio è questa crostata di pesche di Claudia di Acquaviva, mamma blogger alla ricerca di se stessa e della pace interiore. La sua ricetta mi ha subito colpito per essere estiva e davvero alla portata di tutti in cucina, senza rinunciare a gusto e soddisfazione del palato (i due ingredienti che, da buona forchetta, apprezzo di più). Inoltre sembra appagare anche i miei esigentissimi lettori che, a quanto scrivono nei commenti, hanno una vera passione per l’eco-bio-green-sostenibile.

Bravi, voi sì che siete attivi e dinamici!
Perciò se avete voglia potete anche provare a fare in casa la pasta brisée prevista dalla ricetta di Pizza pie, che rimanda a Veganblog.it, con le avventure della cagnolina Pizza.

Che c’è ancora?
Volete che la provi prima io?
Volentieri!
Purtroppo però devo declinare l’invito, perché nella nostra casetta minimal del mare… non c’è il forno!
Che ne dite se mi faccio installare questa nuova cucina della foto che invece ce l'ha? L’ho presa a prestito dal catalogo di Daelli.




martedì 5 giugno 2012

Ogni promessa è debito (parte prima)


19 mesi e mezzo

Il giorno del compleanno di Cico avevo promesso di divulgare le ricette dei piatti offerti per la merenda della sua festa. Comincio a onorare la mia promessa con uno dei dolci che erano in tavola, anzi quello che io considero IL dolce per eccellenza.
Con questa ricetta soddisfo i desideri dei lettori che mi hanno chiesto:

- la ricetta di un dolce senza uova
- la ricetta per una merenda diversa dal solito budino
- la ricetta di un dolce che non richiedesse la cottura in forno

Mi sono fatta aiutare da Cico in persona domenica pomeriggio, per distoglierlo dai documenti di lavoro del Papà intento a fare i conti. Più affascinante della carta, per Cico ci sono sole le briciole!!
Dato che mi sentivo ispirata, ho provato a documentare il procedimento per la mia prima... ricetta filmata.


SALAME AL CIOCCOLATO SENZA UOVA

La maternità di questa variante della classica ricetta con uova e liquore va riconosciuta a Stefania, mamma, cuoca e collega di forum, con la ricetta giusta sempre a portata di... tastiera.


Ingredienti:

- 250 gr di biscotti secchi (Petit, Leibniz Butter o simili)
- 110 gr di zucchero
- 100 gr di burro
- 50 gr di cacao amaro in polvere
- 2 cucchiaiate di granella di mandorle
- 1 tazzina colma del vostro caffé preferito: deca, espresso, Nespresso, Nescafé...


Procedimento:

Mettetevi comodi sul pavimento, con una grande ciotola tra le gambe, e spezzettate pazientemete con le mani i biscotti secchi, facendo delle briciole non troppo piccole, né troppo grandi.


Uno o più validi aiutanti si uniranno presto e con entusiasmo al vostro lavoro. Prevedete altri piccoli contenitori dove i Giovani Travasatori possano sfogare il loro estro creativo.





Pesate lo zucchero e il cacao: un originale e armonico Yin e Yang!


Mescolateli con cura e aggiungeteli al briciolame di biscotti secchi.






Le vostre briciole da bianche sono diventate marroncine: potete aggiungere la granella o anche la farina di mandorle.



Mescolare tutto è un vero spasso e ci si può anche leccare le dita!







Versate la tazzina di caffé tiepido...








... per poi pesare il burro (anche gli ultimi 98 gr che avevo in casa sono perfetti) e scioglierlo nel microonde o a bagnomaria.

Non fatelo bollire!

Unite il burro fuso al composto e mescolate con cura.


  
L'impasto si presenta scuro (se fosse troppo chiaro, aggiungete un altro po' di cacao o di caffé) e compatto, ma modellabile.

Versatelo su un foglio di alluminio che dovrà avere una dimensione comoda: come ci ricordano i Latini, melius abundare quam deficere!

Dubito che la mia allieva sia in grado di tradurre quel quam... 
Adesso viene il difficile: si tratta di ripiegare i lembi del foglio di alluminio prima in senso orizzonatale...

... poi dare la forma di salame e infine ripiegare l'alluminio alle estremità.

Io preferisco avere un salame non troppo lungo, ma un po' cicciottello: un po' più corto di una tovaglietta all'americana, per darvi un'idea. E' utile poi rotolarlo ancora come si faceva anni fa con il Didò per poterlo lisciare bene.

Cico, Padrone e Signore Incontrastato di porte, maniglie, cassetti e portiere, trasferisce il salame in freezer appoggiato su un piattino della frutta.

Con questo accorgimento, potete ottenere la giusta consistenza del salame in 3 ore circa di permanenza al freddo.

Tenete conto che, senza le uova a fare da collante, il solo frigorifero non è sufficiente, a meno che non abbiate a disposizione una notte intera.



"Dai, su, sbrigati!"

"Che lentezza, questi freezer terrestri!"

"Mamma, non puoi fare qualcosa?!?"







Cico per cena ha preteso solo ed esclusivamente due fette di salame al cioccolato e due tazze di latte.
D'inverno il "salame" è il conforto ideale in una giornata fredda, mentre d'estate mi piace servirlo alla fine di un pasto leggero o per merenda con le fragole.




Et voilà!!!

giovedì 2 febbraio 2012

Dalla teoria alla pratica

15 mesi + 18 giorni

La neve, evidentemente, ha effetti nefasti su un buon numero di persone.

Ieri a mezzogiorno abbiamo ricevuto un SOS dai cugini-vicini di casa, disperati, perché in un colpo solo il maltempo ha messo ko i tre nonni, addetti a funzioni di baby-sitting semi permanente. Giorni di consegna delle temute pagelle e quindi genitori bloccati a scuola a tempo indefinito.

Possono venire da voi? Ma solo se non è un problema...
Non è un problema, prego accomodatevi.

Verso le due del pomeriggio, altro SOS. I vicini di fronte, appena sbarcati in Italia, un po' mogi perché il figlioletto non riesce a parlare con i compagni d'asilo. Pare che il suo unico tramite comunicativo sia Cico, non ancora profferente verbo, ma determinatissimo nel farsi capire, che sollecita l'amichetto a esprimersi a gesti, ruggiti e muggiti.

Può venire da voi per un conforto? Ma solo se non è un problema...
Non è un problema, la casa è aperta.

Accettati gli ospiti, come organizzarsi? Lasciarli liberi? In una casa Ikea ma con tante (troppe) cose in giro non mi andava proprio. Lobotomizzarli davanti alla tv? No, poi in questo periodo è meglio che Cico non guardi schermi o video e comunque il piccolo Samuel capirebbe ben poco. Leggere una fiaba? Troppo piccoli e poi c'è sempre il problema della lingua...

Scatta l'idea! Facciamo le pizzette per l'aperitivo della sera!

Con una ferrea organizzazione precedente l'impatto, un'equa distribuzione di posti a sedere, attrezzature e ingredienti e la convizione di stare facendo la cosa giusta, ho avuto una prova di democratica collaborazione domestica che ha messo d'accordo quattro età diverse, diversi sessi e diverse lingue.
Le richieste insistenti di "Possiamo accendere la tv?!?" sono state stoppate sul nascere.

Ecco i nostri specialissimi strumenti:

- tavolo di cucina spostato in mezzo alla stanza
- una seggiola a testa + seggiolone per Cico
- tagliere di silicone
- carta da forno e teglia
- tagliapasta
- ciotole e cucchiaini
- matterello

Ingredienti:

- 1 rotolo di pasta sfoglia già stesa
(calcolatene 1 ogni 2 bambini)
- ciotolina di salsa di pomodoro
- ciotolina con 2 mozzarelle tagliate a dadini
- ciotolina di capperi
- ciotolina di olive nere tagliate a metà
- ciotolina di origano
- farina per infarinare i tagliapasta e il matterello

Procedimento:

Preparate una postazione per ogni bambino, comprendente 2 tagliapasta di forme diverse o due bicchieri di diversi diametri.
Su un foglio di carta da forno a testa, disponete già la mezza pasta sfoglia stesa.
Fate vedere ad ogni bambino come si infarina un tagliapasta e lasciate che si divertano a tagliare le basi delle pizzette, disponendole poi sul foglio di carta da forno. La pasta che avanza si rimpasta e si stende di nuovo con il matterello infarinato.
Non correggete errori di "stampa", a meno che non sia il bambino a chiedervelo.

Voi adulti accendete il forno a 180° C.
Nella ciotolina di pomodoro ciascuno immergerà il proprio cucchiaino per spandere delicatamente la salsa sulle sue pizzette.
Qualche dadino di mozzarella, qualche cappero o una mezza oliva distribuiti con le mani e l'emozione di spargere l'origano.
Fate anche voi tutta la sequenza in modo che i bambini vi vedano in azione.

Cuocete per 10 minuti, sorvegliando attentamente la cottura come Cico che non ha fatto avvicinare nessuno alla finestrina del forno.
Se Cico lo permette, fate vedere ai bambini che le pizzette "respirano" mentre si scaldano e diventano dorate. Mandate a casa tutti con il loro vassoietto caldo.

Il silenzio mediatico è senz'altro d'obbligo: siate fermi!



    Qui, 8 anni di bionda creatività, decora le pizzette con precisione...



 ... Quo, 4 anni, la guarda attento e si arrischia a provare...


 ... Cico, dell'età che sapete, scatta per caso questa fotina a Qua, 6 anni, che dà il suo contributo affettivo....

... a Mamma di Cico sorge un amletico dubbio: a chi importa più della pagella?!?

martedì 31 gennaio 2012

Entrata libera

15 mesi e mezzo


"Dobbiamo lavorare oggi per fare in modo che il cibo per i nostri bambini sotto i sette anni diventi un momento di gioia e di condivisione.
Dobbiamo lavorare oggi sul bambino, perché l'adolescente che verrà non cada nella pericolosa spirale dell'anoressia. E non è un problema solo delle ragazze, anzi!
Uso il verbo lavorare per farvi capire che serve un'azione e non servono i discorsi. State certi che dicendo a un bambino di quattro anni: "Mangia!" quasi sicuramente non mangerà".

"Che lavoro possiamo fare con i bambini piccoli?
Che la cucina sia sempre un locale aperto per loro.
La porta della cucina deve essere spalancata mentre noi siamo dentro la stanza a preparare i pasti.

Che i bambini stiano con voi mentre cucinate:
  • a 6 mesi a guardare dal seggiolone con in mano il cucchiaio di legno
  • a 8 mesi a gattonare liberamente sul pavimento
  • a 1 anno a togliere e rimettere le pentole da un cassetto
  • a 2 anni a guardare il forno mentre cuoce la torta e a tuffare le mani nel riso che state per bollire
  • a 3 anni a aiutarvi a ordinare la spesa e a lavare la frutta in una bacinella
  • a 4 anni a spalmare la marmellata o il burro sul pane e a rimescolare gli impasti
  • a 5 anni a tagliare zucchine e carote e a impastare la farina per fare i biscotti
  • a 6 anni a apparecchiare la tavola e a affettare il pane
  • a 7 anni a farcire la pizza e fare il caffé

Permettere a un bambino di 4-5 anni di toccare cibi, ingredienti e incarti è molto più significativo per lui che fare un puzzle o azzuffarsi con i coetanei.
Permettere a un bambino di 6-7 anni di muoversi con voi in cucina, osservarvi e lasciare che prenda parte ad alcune delle attività che voi state svolgendo, è molto più significativo per lui di mezz'ora di lettura".

Luciana Pederiva,
maestra di asilo steineriano

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