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lunedì 24 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 23

26 mesi + 8 giorni

 
Solo immagini per il trionfo gastronomico de Il pranzo di Babette di Gabriel Axel (Danimarca, 1987) che, come molti avranno previsto, ho tenuto in fondo per il finale.
 
 
Chi non lo conoscesse può recuperare nei lunghi pomeriggi invernali, munito di coperta e cioccolatini: fa venire fame solo a nominarlo!
 
 
Cibo e spiritualità si abbinano qui in modo sorprendente, in una fiaba-apologo sulla bellezza della vita, nonostante tutto.
 
 
Monito anche a non sprecare il tempo dell'amore nella propria giovinezza.
 
 
Menù di Babette:
Brodo di tartaruga
 Blinis Dermidoff (grano saraceno con caviale e panna acida)
 Quaglie in crosta con salsa Périgourdine (foie gras e salsa al tartufo)
 Insalata mista
 Formaggi francesi
 Savarin al rum
 Frutta mista
 Caffè
 Friandises (piccola pasticceria): pinolate, frollini, amaretti
 Vini: Amontillado Clos de Vougeot 1845, Champagne Veuve Clicquot 1860
 
 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Buon appetito!
 
 
 
 
 

venerdì 21 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 17

26 mesi + 2 giorni

Questo è un film insolito e molto particolare. Racconta le vicende di Jenna, che lavora con due amiche alla tavola calda Joe's Diner e aspira a vincere il premio di 25 mila dollari per la migliore torta. Le cose, però, si complicano, visto che lei - intrappolata in uno sfasciato matrimonio con l'insopportabile Earl - scopre di essere incinta.
 
 
Si intitola Waitress ed è stato girato da Adrienne Shelly - una delle altre attrici, putroppo scomparsa prima di poter godere il trionfo del film al Sundance Film Festival - nel 2007.
 
 
Ogni volta che si trova in difficoltà, Jenna crea un capolavoro di torta a cui dà nomi insoliti e molto particolari. Una gravidanza indesiderata,la spinge a creare la torta Non voglio il bambino di Earl (salata, con formaggio brie e prosciutto affumicato); o quella Il bambino piange come un dannato nel cuore della notte e rovina la mia vita (formaggio, noci, brandy e noce moscata).
 
 
 
E a complicare ulteriormente la situazione, c'è il fatto che Jenna si innamora del ginecologo che dovrebbe aiutarla a far nascere il bimbo... da cui altri capolavori gastronomici, come Earl mi ucciderà perché ho una relazione (more, lamponi e cioccolato) o Non posso avere nessuna relazione, perché è sbagliato e non voglio che Earl mi uccida (crema di vaniglia con banana). Alla fine, come è giusto, le cose troveranno un loro senso. Con tenerezza e ironia.
 
 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Secondo l'antroposofia, i cibi si accompagnano ai vari giorni della settimana e ai nostri stati d'animo. Ecco dunque il senso della minestrina per i piccoli con l'influenza e invece una decisa fetta d'arrosto per i piccoli voraci e in salute.
 
 
 

mercoledì 19 dicembre 2012

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 14

25 mesi + 29 giorni

Il tempo dell'attesa (e della preparazione) che l'Avvento rappresenta è ben descritto dal fortunato film La fabbrica di cioccolato di Tim Burton (Usa, 2005), che si presta anche a essere interpretato come un'originale riflessione sul cibo e le sue implicazioni educative, psicologiche e affettive.
 
I bambini protagonisti che devono attraversare la fabbrica del titolo, tra i quali l'eccentrico proprietario sceglierà il suo erede, sono la personificazione dei vari tipi di "vizi sociali" prodotti da un'educazione allo stesso tempo permissiva e troppo poco affettuosa.
 
L'aspetto interessante è che ciascun bambino rivela molto di sé dal suo rapporto con il cibo


perciò abbiamo la masticatrice incallita di chewing-gum...


... l'obeso onnivoro...


... e la smorfiosa maniaca di lecca-lecca.
 
 
Infine c'è Charlie



che vive in una casetta poverissima, costretto a mangiare solo zuppa di cavolo, appassionato di cioccolato, ma che si sa trattenere davanti alle cascate della fiabesca fabbrica.


E alla fine ci sarà un dolce premio per lui e la sua famiglia, spolverizzati di zucchero al velo da tre mega spargitori super accessoriati! E' un'idea per un regalo di Natale (a me, naturalmente!).


PENSIERO AUTOSVEZZANTE
I dolci non devono avere un senso, per questo sono dolci.
Parenti: questa è la parola impronunciabile!


 

Cinecalendario dell'Avvento - giorno 12

25 mesi + 27 giorni

Ultimamente Cico si consola con la visione ininterrotta del già citato Baby Van Gogh e io uso questi momenti per sdraiarmi sul divano e non pensare, nelle brevissime pause che il lavoro arretrato mi concede. Non voglio pensare, soprattutto, al fatto che non ho niente di pronto per Natale, né regali, né menu, né tempo libero per correre ai ripari; perciò spero vivamente che una coltre spessa, fredda e insormontabile di neve ci blocchi a casa, sollevandoci dagli obblighi stagionali.

A furia di vedere e rivedere cartelli con le scritte dei colori che scorrono sotto i nostri occhi, il mio cervello va da solo e fa anagrammi. Ecco quanto ho potuto constatare questa settimana:

GIALLO = IL LAGO
VERDE = VEDER
ARANCIONE = O, CANARINI!
VIOLA = VOLAI
ROSSO = SORSO
BLU = anagramma impossibile
 
Per fortuna trattasi di audiovisivo didattico: mancano moltissimi altri colori! Provvedo io a riabilitare il marrone con un film per non pensare.

 
 
Ed ecco Chocolat di Lasse Hallström (Usa, 2000), dove la bella Vianne/Juliette Binoche seduce a colpi di cioccolatini il fusto bello e dannato Roux/Johnny Depp che suona la chitarra e vive su una chiatta...
 
 
... e che rimane al top del fascino anche quando porta in tavola un tacchino.

 
 
PENSIERO AUTOSVEZZANTE
Provate a raggruppare gli alimenti secondo il colore: è divertente!
 
Quanti sono i cibi marroni?
 
- tutti i dessert e i biscotti a base di cacao e cioccolato
- castagne
- nocciole
- noci
- uvetta
- polpettone e polpette
- ripieno di carne di tortellini & co.
- spezie macinate
- tè e tisane
...
...
 
 
 
 
 
 



domenica 7 ottobre 2012

Romanticismo

23 mesi + 21 giorni

FLASH-BACK
 
Invitare a pranzo una coppia di fidanzati a una settimana dalle nozze è una bella esperienza.
I ragazzi contenti di raccontare i dettagli dei preparativi per la cerimonia imminente, mantenendo quel giusto mistero sulle sorprese di rito: l'abito, i colori dei fiori, il numero delle lacrime che si prevede scorreranno.
Da parte nostra, come un tacito accordo, i sorrisi per le comprensibili preoccupazioni pratiche in vista del Grande Giorno che poi, a ripensarci, non sono neanche importanti.
Cico che passava da lui a lei e da lei a lui, soave come un gatto persiano. E loro, felici della loro stessa felicità, che si guardano, immaginando (credo) i bambini che gli auguriamo di avere: belli, biondi (se possibile), ubbidientissimi ma soprattutto socievolissimi.
Bisogna schiacciare Pausa, Frame-Stop. Il sogno va preservato intatto. Cico ci lancia un'occhiata complice: voi lo sapete come vanno le cose, sembra dirci furbetto. Ma grazie, comunque, caro Cico, perché è sempre fantastico come gli altri trovino che tuo figlio sia semplicemente adorabile.
 
 

Budino al cioccolato con gelato alla panna:
Cico si è fatto imboccare dallo sposo.
 
 
Che differenza c'è tra un matrimonio a cui partecipi da solo o in coppia e uno a cui ti presenti con Cico di neppure due anni?
 
La differenza è che, mentre scendi le scale di casa per uscire, con una mano fai rimbalzare la palla per giocare all'aperto e ti meravigli se ci riesci anche con i tacchi a spillo. Con l'altra mano porti un borsone con un corredo che salverebbe tre assiderati in alta montagna. Manca solo la fiaschetta di acquavite e ti meravigli di farcela senza strapazzare troppo la gonna di seta dell'abito.
 
E quando rincontri i volti amici con i quali le conversazioni sembrano interrotte solo poche settimane prima (e invece sono passati già sei anni), lo fai con gioia, dimenticandoti che hai sopportato per un'ora le grida di un insofferente cronico all'auto che voleva buttarsi fuori dal finestrino.
 
E trionfi se Cico si addormenta nel passeggino - per merito del thermos di latte che tu ti sei ricordata di portare - proprio mentre gli sposi si baciano davanti alla torta. E quando il Persiano si risveglia e mangia il gelato alla nocciola che a te non è mai piaciuto a mezzanotte passata, ti chiedi come sia possibile che sia proprio tuo, il figlio.
 
E infine ritorni a casa, sapendo che domani mattina alle 7 scatta l'allarme generale, qualunque sia stata l'ora (piccolissima) di andata a letto. Provi un attimo di invidia per gli sposi in volo verso mete esotiche, ma è solo un attimo: domani anche loro avranno mille cose da fare e a cui pensare nella loro nuova vita.
 
In bocca al lupo, ragazzi! Presto o tardi verremo a pranzo per dirvi che vostro figlio (o figlia!) è semplicemente adorabile. Sappiamo già che lo troverete fantastico!

 
 
 

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