martedì 2 luglio 2013

Il grande ritorno di Cico

2 anni e 1/2
 
"I pediatri, gli psicologi, gli insegnanti e molti genitori fanno fatica ad accettare il fatto che un bambino di 2 anni e mezzo è un bambino piccolo".
Una mamma


Cico ed io siamo tornati. Con il nostro autosvezzamento? Forse... e con qualcosa di più.
 
La naturale conseguenza di questo modo di approcciarlo all'alimentazione solida che, come spesso ho scritto, è il puro buon senso, dicevo la naturale conseguenza di questo è che mi sono interrogata a lungo sul nostro modo di entrare in società.
Già il fatto che si parli di "entrare in società" mi pare inadeguato. Quando sei nato non puoi più nasconderti recitava il titolo di un famoso film di Marco Tullio Giordana. Grande verità. Siamo già in società, solo per il fatto che... siamo al mondo!
 
Cico dovrebbe andare alla Scuola dell'Infanzia a settembre. Avete mai visitato una Scuola dell'Infanzia del 2013? L'ultima volta che ne ho vista una in azione era il 1990. 23 anni fa. Vi posso assicurare che la fantascienza è realtà, ma, purtroppo, al contrario. Una specie di The Day After Tomorrow con bambini stipati in ogni angolo respirabile e inflessibili Signorine Rottermaier ingioiellate che li preparano al ginnasio fin dai 3 anni (non) compiuti.
 
Ecco un esempio valido di che cosa sia una serie logica di nomi da attribuire alla progressione per età:

 
Granchietti - Pesciolini - Delfini
ovvero da invertebrato con esoscheletro a mammifero.
 
Bruchi - Crisalidi - Farfalle
ovvero da verme schifoso (spiegalo a un'orgogliosa bambina di tre anni che lei, ahimé, è uno strisciante piccolo insetto) a meraviglia della scolarità.
 
Scoiattoli - Coniglietti - Capitani
probabilmente altri animali non venivano in mente.
 
Panda - Farfalle - Coccinelle
Qui l'involuzione è data per certa. Almeno lo ammettono.
 
Giardinieri - Esploratori - Primina
Aristotele è risorto!
Ecco, vorrei capire una cosa: ma l'ultimo anno di asilo è scolare o prescolare? Padroneggieranno meglio i pastelli a cera o le tempere? Nascondino o morra cinese? Scriverà il suo nome per primo il piccolo Ivo o il vivace Massimiliano Maria?

Se ben mi conoscete a tutto questo ho detto no. Non per non dire a Cico: "Su, corri dai tuoi piccoli amici Bruchi a sollazzarti per benino". Ma per ben più validi motivi che cercherò di raccontarvi nelle prossime pagine!








 

lunedì 7 gennaio 2013

Gran finale di stagione

26 mesi + 23 giorni


Avvertiti in sogno... per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Ingredienti per una Stella Cometa:

- farina gialla per polenta
- acqua
- sale
- 1 stampo a forma di Stella Cometa
- tempo per farle prender forma
- 1 tagliere per sformarla
- amici per mangiarla
- Cico per (scavarla) e ammirarla
 
***
 
Sono passati mesi piacevoli in compagnia di questo blog.
 
Ormai a tavola ciascuno fa come gli pare: c'è chi si siede e chi si alza, chi sceglie verdura e chi frutta, chi carne e chi pesce, chi usa le mani e chi la forchetta, chi cucina e chi mangia. C'è chi parla e chi tace, chi ride e chi beve, chi rovescia e chi asciuga, chi si accontenta e chi gode.
 
Quello che è stato scritto su Cico, a tavola!! aveva lo scopo di parlare di un bambino, il mio bambino, di comprenderlo meglio da un'angolatura interessante per la sua età.
 
Le parole che avete letto hanno richiesto un tempo per essere pensate e pubblicate, un tempo magico che il Nonno di Cico ci ha regalato. Con il suo lavoro e il suo ingegno ha fatto in modo che potessi trascorrere con Cico la maggior parte delle mie giornate. Solo ora me ne rendo conto pienamente, ora  che si è dissolta la nebbia che offusca le mamme nei primi anni di dedizione totale ai figli. E di questo regalo gli sono e gli sarò per sempre grata.
 
Con la scomparsa del Nonno quest'avventura giunge alla sua simbolica conclusione. Cico è sempre più grande e altri interessi si profilano all'orizzonte. Il nostro tempo ha orari diversi, nuovi impegni e la sfida lasciataci in eredità da raccogliere: tentare la sorte e vincere!
 
Cico e io saremo ancora qui, guarderemo (qualche) film (in più) e mangeremo quello che la fantasia ci ispirerà di giorno in giorno. L'autosvezzamento non è un metodo, né una bandiera. Vuole solo essere un incitamento a semplificarsi la vita e non avere paura: paura dei pezzi,  preoccupazione degli allergeni, timore degli orari, terrore delle stoviglie, orrore del cioccolato.
 
Questo spero di avervi trasmesso insieme a una buona dose di amore per il cinema. Forse in futuro ci troverete da qualche parte, gironzolando per il web. Ma dirvi dove e come adesso è prematuro.
 
Perciò ci salutiamo per il momento e lo facciamo con grazia cinematografica, come di consueto. Au revoir, les enfants!*
 
 
Lilli e il Vagabondo, Usa 1955



* titolo originale del film Arrivederci ragazzi di Louis Malle, Francia 1987.
Ispirato a un ricordo di scuola del regista, è la storia dell'amicizia tra due compagni, uno dei quali è un ragazzino ebreo nascosto dal preside nell'istituto. Epilogo triste, ma bellissime immagini. Esordio sullo schermo di Irène Jacob, musa del regista polacco Kieslowski.
 
 
 
 

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